'Shang-Chi', arriva il primo supereroe asiatico Marvel ma la genesi è stata problematica
di Arianna Finos , di Arianna FinosTra superpoteri e arti marziali arriva il primo settembre in Italia Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli, il cinefumetto numero 25 e il primo che apre la nuova fase Marvel. Kevin Feige, il grande disegnatore dell'ultradecennale avventura sul grande schermo degli eroi in calzamaglia, sognava questo appuntamento da vent'anni. Eppure avvicinandosi all'uscita il kolossal ha avuto un viaggio più turbolento, segnato da qualche critica e ostilità. Le prime reazioni del pubblico alle anteprime americane sottolineano le scene d'azione più spettacolari della saga.
'Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli', il primo trailer
Il canadese di origini cinesi Simu Liu è il protagonista e maestro di kung fu, figlio del (vero) mandarino, villain a capo dell'organizzazione criminale dei Dieci anelli del terzo film monografico su Iron Man e qui interpretato dalla star del cinema di Hong Kong Tony Leung C…
Tra superpoteri e arti marziali arriva il primo settembre in Italia Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli, il cinefumetto numero 25 e il primo che apre la nuova fase Marvel. Kevin Feige, il grande disegnatore dell'ultradecennale avventura sul grande schermo degli eroi in calzamaglia, sognava questo appuntamento da vent'anni. Eppure avvicinandosi all'uscita il kolossal ha avuto un viaggio più turbolento, segnato da qualche critica e ostilità. Le prime reazioni del pubblico alle anteprime americane sottolineano le scene d'azione più spettacolari della saga.
'Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli', il primo trailer
Il canadese di origini cinesi Simu Liu è il protagonista e maestro di kung fu, figlio del (vero) mandarino, villain a capo dell'organizzazione criminale dei Dieci anelli del terzo film monografico su Iron Man e qui interpretato dalla star del cinema di Hong Kong Tony Leung Chiu-Wai, anche se compare lo spiazzante personaggio interpretato da Ben Kingsley.
Si tratta del primo film della Marvel con una maggioranza di attori asiatici: Awkwafina (lanciata da Crazy & Rich e già doppiatrice di Raya e il drago), Michelle Yeoh e Benedict Wong. Al junket zoom in prima fila seduti proprio Simu Liu, Awkwafina, Meng'er Zhang, mentre in seconda Kevin Feige, il regista Destin Daniel Cretton e Ben Kingsley.
Destin Daniel Cretton racconta che quando ha saputo che la Disney aveva il progetto ha chiesto al suo agente "per carità non voglio essere coinvolto". Invece poi si è innamorato della storia, parlando con Kevin Feige. Definisce il film "un mix tra Kung fu e un dramma familiare". Che mette al centro le arti marziali, curando le coreografie di combattimenti come mai prima.
Le generazioni a confronto nella storia sono il protagonista e Wenwu, il leader dei Dieci anelli: dopo aver evitato a lungo il confronto con la figura paterna e il proprio passato, fuggendo in America, l'esperto di arti marziali Shang-Chi affronta un percorso di formazione che passa per la scoperta di se stesso e una serie di violenti scontri a colpi di wushu con gli avversari.
Il protagonista Simu Liu ha raccontato di sentirsi come chi ha la sindorme dell'impostore mentre lavorava sul set con attori così importanti e di talento: "Non avrei mai permesso a me stesso di immaginare di diventare parte della Marvel. Per fortuna Awkwafina ogni giorno mi calmava, ed era come camminare attraverso un nuovo sogno". Qualcuno si è chiesto se fosse stato grazie a un tweet su Shang-Chi che Simu Liu abbia avuto il ruolo, ma Kevin Feige smentisce: "Ti abbiamo scelto perché ti abbiamo visto recitare". La produzione non sapeva neanche quanto l'attore fosse atletico ed esperto di arti marziali, Cretton ha visto l'audizione di Liu in cui ha fatto un salto mortale all'indietro ed è atterrato nella posa della Vedova Nera, con tanto di capelli gettati all'indietro nel finale.
Racconta il regista: "Mi sento profondamente connesso con il viaggio di Shang-Chi di scoperta di sé, di crescita, di apprendimento, di come affrontare il dolore da cui è scappato per tutta la sua vita. Quando finalmente è in grado di abbracciare il bene, il male e accettare tutto come parte di se stesso, è allora che si mette nei suoi panni da ragazzone. Penso che sia un po' quello che stiamo facendo tutti come umani, ho avuto una paura personale gigantesca di entrare in un film come questo. Ma mi sono ripromesso di essere me stesso".
La Marvel compie un altro passo verso l'allargamento della rappresentanza sul grande schermo, dopo il successo di Black Panther. Il regista ha avuto una conversazione con il collega Ryan Coogler: "Avevo paura di lavorare a un grande film in studio come questo. Ryan mi ha detto: 'La pressione è dura. Sarà la cosa più difficile che hai fatto fino a questo punto, ma nessuna di queste complicazioni viene dalle persone con cui stai lavorando, c'è un ambiente di curiosità, di esplorazione, che viene dall'alto in basso'. Non c'è una mentalità basata sulla paura e questo ci permette di correre rischi ed esplorare possibilità".
Per evitare polemiche la Disney si è staccata dal fumetto in cui il padre di Shang-Chi era il famigerato dottor Fu Manchu, costruito sugli stereotipi razzisti. Il Wenwu incarnato da Tony Leung è una figura più complessa e umana, anche se molti cinesi si sono lamentati del fatto che il cattivo avesse più fascino e carisma del protagonista. Ad Awkwafina tocca il ruolo della migliore amica di Shang, non c'è nessun potenziale legame amoroso tra i due, sottolinea il regista. "Parlando con gli sceneggiatori quando stavamo costruendo questa relazione ci siamo confrontati sul fatto che tutti noi abbiamo amici che non sono del nostro sesso. È un rapporto rigorosamente platonico, il loro, ma anche molto intimo e premuroso, come si è visto poche volte sullo schermo. Inoltre lei è talmente immersa nella sua lotta interiore, non credo che ci possa essere spazio emotivo per altro".
Ben Kingsley - premio Oscar per Gandhi - si definisce "un attore scespiriano trasportato in un ruolo esotico. Dove mi sono trovato bene grazie a Kevin, a Destin e ai miei colleghi. La storia racconta con verità i conflitti e i sentimenti di una famiglia che sono universali. E quando mi sono presentato sul set, il fatto che i colleghi avessero una provenienza diversa era qualcosa di immateriale e irrilevante. Siamo tutti attori, insieme, Viviamo di empatia e trasformazione, è questa la nostra valuta".
Kevin Feige racconta del suo sogno diventato realtà di portare i comics al cinema. "Ingaggiare Robert Downey Jr è stato il rischio più grande, ma quella decisione e il successo che ne ha conseguito ci ha dato molto più potere". Mai avrebbe immaginato che quel potere sarebbe diventato un universo.