'The Velvet Underground', Todd Haynes racconta la storia di una leggenda rock
di Ernesto Assante , di Ernesto AssanteMolta parte della storia del rock è stata raccontata al cinema, ma quella più legata all'avanguardia newyorkese degli anni Sessanta non aveva ancora avuto la giusta celebrazione. Ci ha pensato Todd Haynes, che ha realizzato durante l'isolamento della pandemia un documentario sui Velvet Underground, intitolato semplicemente The Velvet Underground, presentato nello scorso maggio al festival di Cannes e che arriverà su Apple TV + il 15 ottobre.
'The Velvet Underground', il doc di Todd Haynes - trailer
Molta parte della storia del rock è stata raccontata al cinema, ma quella più legata all'avanguardia newyorkese degli anni Sessanta non aveva ancora avuto la giusta celebrazione. Ci ha pensato Todd Haynes, che ha realizzato durante l'isolamento della pandemia un documentario sui Velvet Underground, intitolato semplicemente The Velvet Underground, presentato nello scorso maggio al festival di Cannes e che arriverà su Apple TV + il 15 ottobre.
'The Velvet Underground', il doc di Todd Haynes - trailer
I Velvet Underground, in particolare attraverso il rapporto con Andy Warhol e la sua Factory, rappresentavano negli anni Sessanta "l'alternativa dell'alternativa", mentre il mondo del rock passava dalla febbre del beat al flower power, loro scandagliavano i sentimenti più oscuri, le parti estreme della cultura giovanile, portavano all'eccesso il rapporto con la realtà e allo stesso tempo mettevano in scena incubi e misteri. Praticavano l'arte, costantemente, coerentemente, in una libertà espressiva completa che gli consentiva di tagliare la cultura giovanile degli anni Sessanta con una lama, facendo venire alla luce contraddizioni e passioni che altrimenti sarebbero rimaste sotterranee. Il suono della band era completamente nuovo, ma anche il loro atteggiamento, la loro scrittura, il modo di stare in scena, mostravano, come dice John Cale, "come essere eleganti e come essere brutali".
Il film si muove seguendo la cronologia della band, seguendo le storie dei singoli componenti dagli anni Cinquanta in poi, soffermandosi ovviamente in particolare su tre personaggi, quello di Nico, quello di Lou Reed e quello di John Cale, e dando molto spazio allo scenario in cui la band si muove, alla New York in cui tutto avviene, agli studi, ai club, alle strade nelle quali una generazione di artisti si muoveva, lontanissima dalla California degli hippies che nello stesso momento rivoluzionavano il costume e la cultura popolare americana.
Di psichedelico, dunque, non c'è nulla nel racconto dei Sixties che Haynes fa usando i Velvet come pietra di paragone, c'è piuttosto la pop art, l'espressionismo astratto, la droga pesante, il teatro sperimentale, la follia e la poesia, mescolati in un insieme musicale, quello dei Velvet Underground appunto, che per l'epoca era rivoluzionario, innovativo, inedito, sorprendente. Haynes non è nuovo al racconto della musica rock, nel 1988 aveva già diretto Velvet Goldmine, un racconto ispirato alla figura di David Bowie, ambientato nell'universo del glam rock degli anni Settanta, e poi l'originalissimo e molto interessante Io non sono qui, film "attorno" a Bob Dylan nel 2007, e ha curato in prima persona la realizzazione della colonna sonora del documentario. The Velvet Undergound uscirà nelle sale e sulla piattaforma di Apple TV+, il prossimo 15 ottobre.