Gli amici Firth e Tucci, ora coppia sullo schermo. "La nostra è una grande storia d'amore universale"
di Silvia Bizio , di Silvia BizioLOS ANGELES - Sono amici da più di venti anni, Colin Firth e Stanley Tucci, ma non avevano mai recitato insieme, né avrebbero pensato che la prima volta sarebbe stato per un film come Supernova, scritto e diretto da Harry Macqueen, in sala dal 16 settembre, in cui interpretano una coppia gay, sposata. Entrambi uomini di successo, i due si devono confrontare con la precoce demenza di Tusker (Tucci), un’infermità che altera radicalmente la dinamica del loro rapporto, oltre che della loro vita. Una grande storia d’amore universale, che potrebbe capitare a chiunque indipendentemente dall’orientamente sessuale.
Tucci è uno scrittore che comincia a patire le tragiche conseguenze della sua incipiente demenza e decide di terminare la sua vita prima di non essere più capace di prendere decisioni da solo. Firth è Sam, noto pianista, che si vede costretto ad accett…
LOS ANGELES - Sono amici da più di venti anni, Colin Firth e Stanley Tucci, ma non avevano mai recitato insieme, né avrebbero pensato che la prima volta sarebbe stato per un film come Supernova, scritto e diretto da Harry Macqueen, in sala dal 16 settembre, in cui interpretano una coppia gay, sposata. Entrambi uomini di successo, i due si devono confrontare con la precoce demenza di Tusker (Tucci), un’infermità che altera radicalmente la dinamica del loro rapporto, oltre che della loro vita. Una grande storia d’amore universale, che potrebbe capitare a chiunque indipendentemente dall’orientamente sessuale.
Tucci è uno scrittore che comincia a patire le tragiche conseguenze della sua incipiente demenza e decide di terminare la sua vita prima di non essere più capace di prendere decisioni da solo. Firth è Sam, noto pianista, che si vede costretto ad accettare la decisione di Tusker. Ma prima i due si avventurano in un ultimo viaggio on the road nella campagna inglese, per visitare parenti e amici non visti da tempo. Inizialmente Tucci avrebbe dovuto interpretare Sam. «La sceneggiatura mi era presentata dallo stesso Harry Macqueen che mi vedeva per il ruolo di Sam», ci spiega l'attore, 60 anni, candidato all’Oscar per Amabili resti. È collegato via Zoom da Londra. «Nemmeno io saprei indicare esattamente perché, ma mi sentivo io più Sam», interviene Firth, 61 anni, premio Oscar per Il discorso del re: è collegato dall’Umbria, da Città della Pieve, dove è la casa di famiglia della moglie italiana Livia Giuggioli (separati, sono rimasti grandi amici), «non saprei nemmeno dire perché ho accettato subito l’offerta, pur non essendo gay. È una storia bellissima e commovente. Stanley ed io insieme: non ho esitato un attimo». «Gay o non gay è recitazione» aggiunge Tucci, «si tratta sempre di personaggi da interpretare, da inventare. Sarebbe come dire che un attore gay non potrebbe interpretare un eterosessuale».
Al di là dall’orientamento sessuale dei due personaggi, una grande sfida è stata approcciare l’argomento della malattia e dell’Alzheimer, spiega Tucci: «Non sapevo molto di demenza. Con Colin, su suggerimento del nostro autore e regista, abbiamo visto numerosi documentari e parlato con medici specializzati. Una ricerca difficile, dolorosa, che ci ha messo paura, perché anche noi stiamo invecchiando, l’Alzheimer o la demenza potrebbero colpire pure noi. Spero che qualcuno un giorno trovi il rimedio, perché la perdita delle facoltà mentali è devastante non solo per l’individuo, come ovvio, ma anche per i cari e le persone amate».
L’amicizia tra i due risale a molti anni fa, racconta Firth: «Ora che Stanley si è trasferito a Londra ci si vede più spesso. Prima era una relazione bi-continentale, quindi più occasionale. Ora siamo praticamente vicini di casa. Parliamo delle cose di tutti i giorni, dei nostri figli. E di storia, di libri, di cucina, di gossip. Siamo due pettegoli, su questo non c’è dubbio». E magari prima o poi intraprenderanno un viaggio on the road come nel film. «Ricordo quando avevo organizzato un viaggio in macchina da Los Angeles a New York, col mio amico Oliver Platt, 37 anni fa. Ma dopo due giorni mi chiamarono per un provino per una serie tv, ed abbandonai il povero Oliver ad Aspen, in Colorado, sotto la neve. Ma ho delle belle foto di quei due giorni, che nessuno vedrà mai». «Per me il viaggio più bello fu proprio negli Stati Uniti», ricorda Firth, «quando avevo 12 anni, coi miei, in un camper Volkswagen. In quel periodo vivevamo a St. Louis, d’inverno andavamo al Sud, in Louisiana, e d’estate in Minnesota. I miei ci portavano sempre in lunghi viaggi col camperino. Una vita da hippie».