✕

"La mirabile visione", storia del film perduto che cento anni fa raccontava Dante Alighieri

Il 27 ottobre alla Casa del cinema di Roma l'opera diretta da Luigi Sapelli del 1921 nella versione restaurata dalla Cineteca Nazionale
3 minuti di lettura

Chissà se qualcuno degli spettatori che il 21 ottobre 1921 si trovavano al Teatro Argentina di Roma pensò che il film che si stava proiettando sarebbe stato ancora visto cento anni dopo. L'occasione culturale c'era ed era importante: 600 anni dalla morte di Dante Alighieri. E perciò alla proiezione, dicono le cronache, intervennero le più alte personalità della nobiltà romana e della diplomazia internazionale. Un secolo dopo, quando l'anniversario dantesco è diventato settecentenario, La mirabile visione di Luigi Sapelli rivive in una splendida versione restaurata. E la Cineteca Nazionale, che lo riportato a nuova vita con i francesi del Cnc e dei Gaumont Pathé Archives, lo ha scelto come pellicola simbolo per la Giornata mondiale per il patrimonio audiovisivo, proclamata nel 2005 dall'Unesco per "promuovere la consapevolezza dell'importanza di immagini e suoni per la memoria collettiva". Il 27 ottob…

Chissà se qualcuno degli spettatori che il 21 ottobre 1921 si trovavano al Teatro Argentina di Roma pensò che il film che si stava proiettando sarebbe stato ancora visto cento anni dopo. L'occasione culturale c'era ed era importante: 600 anni dalla morte di Dante Alighieri. E perciò alla proiezione, dicono le cronache, intervennero le più alte personalità della nobiltà romana e della diplomazia internazionale. Un secolo dopo, quando l'anniversario dantesco è diventato settecentenario, La mirabile visione di Luigi Sapelli rivive in una splendida versione restaurata. E la Cineteca Nazionale, che lo riportato a nuova vita con i francesi del Cnc e dei Gaumont Pathé Archives, lo ha scelto come pellicola simbolo per la Giornata mondiale per il patrimonio audiovisivo, proclamata nel 2005 dall'Unesco per "promuovere la consapevolezza dell'importanza di immagini e suoni per la memoria collettiva". Il 27 ottobre, dunque, questa pellicola centenaria si vedrà alla Casa del Cinema di Roma, con l'accompagnamento al piano del maestro Antonio Coppola, che ha scritto per l'occasione la partitura che eseguirà, dal vivo come si usava cent'anni or sono.


La mirabile visione è quello che oggi si definirebbe un biopic. Racconta la vita di Dante Alighieri, in particolar modo il periodo del suo esilio dall'amatodiata "Fiorenza", fino al momento della morte. Al racconto degli ultimi anni del grande poeta seguono, in una sorta di generosa appendice, tre episodi tratti dalle sue opere: la rievocazione dell'amore per Beatrice Portinari (sotto il titolo Rappresentazioni della Vita Nova), e i due momenti più tragici e popolari dalla Divina Commedia, la tragedia del Conte Ugolino e il dramma di Paolo e Francesca.


Nel settecentenario di Dante, La mirabile visione è richiesto di continuo. Prima che alla Casa del Cinema, solo quest'anno e solo in Italia il film è stato proiettato a Vallombrosa, a Rutigliano, a Pisa e in cinque diverse occasioni a Ravenna (fra cui il Nightmare Film festival), ed è ancora presente per estratti nelle mostra Inferno di Jean Clair, appena inaugurata alle Scuderie del Quirinale. È come se la sua augusta vetustà, avvicinandolo di un secolo alle reali vicende di Dante Alighieri, lo abbia trasformato in una sorta di pseudodocumentario, un curioso oggetto visivo che una mente particolarmente fantasiosa può azzardarsi a immaginare come un film girato nel 1300.


In concreto, La mirabile visione è un kolossal prodotto nel 1920 dalla romana Tespi Film come "rappresentazione storica del secolo XIV di nostro Signore" (per citare il sottotitolo), allo scopo di partecipare con un grande evento cinematografico ai festeggiamenti per il seicentenario di Dante (al quale prestò il proprio profilo aquilino l'attore Camillo Talamo, vestito e corrucciato in piena osservanza dell'iconografia tradizionale). Il regista Luigi Sapelli, più noto col nome d'arte di Caramba, era anche e soprattutto un apprezzatissimo costumista e scenografo, e infatti il film ha come principale pregio quello di ambienti e abbigliamenti fastosi, in un'affascinante rivisitazione del medioevo che cita scopertamente i quadri preraffaelliti di Gabriel Rossetti (il pittore e poeta inglese che proprio in onore dell'Alighieri aveva anteposto come primo nome quello di Dante).


Dietro la storia del film, quella del restauro è anche più avventurosa. Il lavoro è cominciato dopo che i francesi del CNC (Centre National du Cinéma et de l'image animée) decisero di mettere in comune i loro rulli di pellicola con quelli conservati dalla nostra Cineteca Nazionale al Centro Sperimentale di Cinematografia. A Bois d'Arcy avevano una copia d'epoca, in nitrato infiammabile, incompleta e con le didascalie tradotte in francese; in via Tuscolana resistevano solo due degli otto episodi (fra cui quello di Paolo e Francesca, totalmente assente dalla copia d'oltralpe) ma nell'edizione originaria con didascalie italiane. Entrambe le copie avevano ancora il colore che per imbibizione regalava cromatismi espressivi a una pellicola girata in bianco e nero (per cui le scene con gli incendi erano virate in rosso, quelle agresti in verde, quelle notturne in blu etc.). A guidare i restauratori nella ricostituzione della struttura originale degli episodi, e a colmare alcune lacune, si è rivelato utilissimo un lussuoso opuscolo conservato nella Biblioteca Chiarini del Centro Sperimentale, stampato all'epoca dalla tipografia Centenari di Roma, un antesignano dell'odierno press book realizzato per accompagnare la prima uscita del film.


Scansionata in 4K, rilavorata, ripulita e integrata, La mirabile visione è stata così ripresentata al pubblico nel 2016, a Parigi e a Pisa. Ma nessuna operazione di restauro è considerabile davvero definitiva, e quando a fine dicembre 2016 fu ritrovato in Francia un episodio completamente mancante, il progetto venne riaperto per poterlo includere. Oggi tutti gli episodi sono presenti anche se la pellicola non può essere considerata completa: dura in proiezione quasi due ore e un quarto ma il metraggio attuale misura circa tremila metri rispetto ai quattromila attestati dal visto di censura. E chissà quindi che prima o poi non vengano scoperte le parti mancanti, al momento sostituite da didascalie riassuntive tratte dal famoso opuscolo del 1921. Ma anche in questa versione il film fila e incanta, mantenendo per una volta la promessa del titolo, di una visione davvero "mirabile".

L'autore dell'articolo è il Conservatore della Cineteca Nazionale