Gal Gadot e la carica delle produttrici che vogliono cambiare Hollywood
di Arianna Finos , di Arianna FinosQuello che le donne producono. Il femminismo hollywoodiano ha accelerato l'approdo alla produzione di attrici dal peso specifico certificato da statuette e incassi. Tra serie e tv sono almeno una dozzina i nomi di punta. Gal Gadot è quella capace di sogni sulla scala più larga, in tandem con Patty Jenkins ha rotto il soffitto di vetro con Wonder Woman e ora progetta di dare nuova forma alla figura di Cleopatra, disegnata nella storia dai vincitori maschi. La filmografia da producer - ruolo che assicura introiti più vantaggiosi - rivela anche scelte di campo, gusti, passioni e ambizioni.
Margot Robbie ha bruciato più di tutte le tappe varando una sua società, ha prodotto Tonya e Una donna promette…
Quello che le donne producono. Il femminismo hollywoodiano ha accelerato l'approdo alla produzione di attrici dal peso specifico certificato da statuette e incassi. Tra serie e tv sono almeno una dozzina i nomi di punta. Gal Gadot è quella capace di sogni sulla scala più larga, in tandem con Patty Jenkins ha rotto il soffitto di vetro con Wonder Woman e ora progetta di dare nuova forma alla figura di Cleopatra, disegnata nella storia dai vincitori maschi. La filmografia da producer - ruolo che assicura introiti più vantaggiosi - rivela anche scelte di campo, gusti, passioni e ambizioni.
Margot Robbie ha bruciato più di tutte le tappe varando una sua società, ha prodotto Tonya e Una donna promettente. Ma le piace molto il pop: "Chi dice che le donne non amano i cinefumetti d'azione?" era la sua teoria, concretizzata nel deludente Birds of prey sulle ragazzacce di Harley Quinn. Si è rialzata e subito buttata nel prossimo progettone, pronto a ribaltare gli stereotipi: il film Barbie su una bambola giudicata difettosa che si ritrova a esplorare il mondo. Ma c'è anche una serie da dieci episodi che rilegge Shakespeare dal punto di vista dei personaggi femminili.
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Che il cinema sia "provocazione e cambio del punto di vista" lo sosteneva Jessica Chastain alla Festa di Roma, dove ha portato Gli occhi di Tammy Faye, parabola su una predicatrice americana, su cui l'opinione pubblica si è accanita e a cui l'attrice ha voluto restituire dignità. Sul versante blockbuster produce lo spionistico 355, con lei Penélope Cruz, Lupita Nyong'o, Diane Kruger e Fan Bingbing. Interessante e sofisticata la scelta di Cate Blanchett, che dopo aver prodotto la serie Mrs America sui movimenti femministi anni Settanta, con la sua Dirty Films sponsorizza Fingernails, con Carey Mulligan, secondo film da regista di Christos Nikou. Del regista greco aveva anche co-prodotto, non accreditata, l'esordio Apple, alla Mostra di Venezia 2020.
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Per Angelina Jolie l'impegno da produttrice si fonde con quello umanitario: il cartone Sotto il burqa, Per primo hanno ucciso mio padre (sulla scrittrice cambogiana Luong Ung, firmato anche da regista) e ora il doc Afghan Girls: an uncertain future. Sono per lei lontani i tempi di Mr. e Mrs Smith, che diventa una serie creata da Phoebe Waller Bridge, attrice e penna sopraffina, da Fleabag a Killing Zoe. Viola Davis produce una serie sulle first ladies e The Woman king, sulla storia vera dell'esercito di donne nel Regno di Dahomey. Una dozzina di titoli nel 2022 per Reese Witherspoon, Legally Blond 3, un film sulle Daisy Jones and The Six e la serie con Nicole Kidman: dopo Big little lies, ecco Truly madly guilty: tre coppie riunite a un barbecue dove tutto andrà per il peggio.
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