"Chi è senza peccato" al cinema: quante ombre sul detective che torna nel villaggio natale
di Roberto Nepoti , di Roberto NepotiPiù del generico titolo italiano, Chi è senza peccato, rende l'idea dell'efficace crime-thriller in sala quello originale, The Dry, riferito al clima arido e opprimente in cui si svolge la vicenda. E che influisce in modo determinante su di essa. Dopo oltre vent'anni di assenza, l'agente federale Aaron Falk torna al villaggio natale di Kiewarra (un'immaginaria località agricola nella regione di Victoria, Australia) per partecipare al funerale del suo amico Luke, che si è tolto la vita dopo avere ucciso moglie e figlio. L'accoglienza che la comunità gli riserva varia tra l'ostile e l'aggressivo; però il poliziotto decide di restare a indagare sul crimine, frettolosamente archiviato dalla polizia locale, le cui conclusioni non lo convincono affatto. Fin dal suo ingresso nella chiesa per la cerimonia funebre è evidente che gli abitanti non gli faciliteranno il compito; e lo confermano le ostinate resistenze …
Più del generico titolo italiano, Chi è senza peccato, rende l'idea dell'efficace crime-thriller in sala quello originale, The Dry, riferito al clima arido e opprimente in cui si svolge la vicenda. E che influisce in modo determinante su di essa. Dopo oltre vent'anni di assenza, l'agente federale Aaron Falk torna al villaggio natale di Kiewarra (un'immaginaria località agricola nella regione di Victoria, Australia) per partecipare al funerale del suo amico Luke, che si è tolto la vita dopo avere ucciso moglie e figlio. L'accoglienza che la comunità gli riserva varia tra l'ostile e l'aggressivo; però il poliziotto decide di restare a indagare sul crimine, frettolosamente archiviato dalla polizia locale, le cui conclusioni non lo convincono affatto. Fin dal suo ingresso nella chiesa per la cerimonia funebre è evidente che gli abitanti non gli faciliteranno il compito; e lo confermano le ostinate resistenze dei testimoni durante gli interrogatori. Però c'è di più. La ricerca ha anche l'effetto di riaprire una ferita dal passato del detective: l'inchiesta sulla morte per annegamento della diciassettenne Ellie, antico flirt di Aaron. Il quale all'epoca fu inquisito come sospetto di omicidio. Una presunzione che grava ancora su di lui, come l'uomo avverte nell'atteggiamento dei compaesani.
Tratto dal bestseller di Jane Harper (edito in Italia da Bompiani), il film diretto da Robert Connolly, che lo ha anche sceneggiato, è stato uno dei maggiori incassi di sempre al box-office australiano. Gli va riconosciuto il merito di una tenuta narrativa coinvolgente, che ti fa seguire l'indagine identificandoti col detective, e di buone prestazioni da parte di un cast convincente, in cui spicca la star australiana Eric Bana, di ritorno alle origini (ha dichiarato di essere rimasto deluso da Hollywood) in quel Paese da cui partì la sua carriera. Quando l'attore si esibiva in tv come comico, cosa insospettabile visti i suoi ruoli successivi, drammatici e addirittura stoici (Ettore in Troy, questo stesso film). Chi è senza peccato alterna due diversi piani temporali: il "presente" dell'indagine e l'episodio cruciale dell'adolescenza di Falk. Formula in passato un po' abusata, ma qui necessaria per sottolineare il mistero e immedesimarti nel travaglio dell'agente, che ha intuito un legame tra due crimini (in apparenza) tanto diversi. Suggerendo che la comunità paesana ha molto da nascondere, la regia instaura un'atmosfera di continua aggressività e minaccia, che mette a dura prova i nervi del protagonista, oppresso dal suo privato peccato originale. Tutto ciò sarebbe meno efficace senza l'ambientazione in cui la vicenda è calata: un paesaggio brullo, spietato per luminosità e calore, dove la siccità più assoluta si protrae da quasi un anno, facendo ribollire d'ira e di frustrazione la gente del luogo. Le riprese si sono svolte nello stato di Victoria, celebre per i suoi interminabili periodi di calura, e la regia sottolinea con insistenza il peso della location sugli eventi, mediante inquadrature a larga-scala e panoramiche sul paesaggio.
CHI È SENZA PECCATO - THE DRY
Regia di Robert Connolly
Giudizio: 3 stelle su 5