Lady Gaga è Patrizia Reggiani in 'House of Gucci': "L'Oscar sarebbe un onore. E sogno un film italiano"
di Arianna Finos , di Arianna FinosMILANO. Lady Gaga è un bello spettacolo. Si presenta puntuale, lo aveva promesso, all'incontro di Palazzo Parigi, nel cuore di Milano, per la tappa italiana di House of Gucci. S'emoziona, piange, ha parole di incoraggiamento per le donne in difficoltà. Ha ritrovato la chioma platinata, accompagnata da un ricco vestito lungo nero fiorato, con balze bordate di rosso. È qui per sostenere la megaproduzione con cui Ridley Scott disegna la saga dei Gucci, in cui lei interpreta Patrizia Reggiani, condannata come mandante dell'omicidio dell'ex marito Maurizio Gucci nel 1996. "Non la giustifico, anzi la condanno per l'atto orribile ma mi auguro che il film offra una riflessione sulle donne, a cosa succede quando sono spinte oltre il limite. Patrizia Reggiani è stata spinta oltre il limite, è avvenuto un omicidio, perché tutto è stato concentrato sul business e non su di lei, avrebbero dovuto prestarle attenzione". R…
MILANO. Lady Gaga è un bello spettacolo. Si presenta puntuale, lo aveva promesso, all'incontro di Palazzo Parigi, nel cuore di Milano, per la tappa italiana di House of Gucci. S'emoziona, piange, ha parole di incoraggiamento per le donne in difficoltà. Ha ritrovato la chioma platinata, accompagnata da un ricco vestito lungo nero fiorato, con balze bordate di rosso. È qui per sostenere la megaproduzione con cui Ridley Scott disegna la saga dei Gucci, in cui lei interpreta Patrizia Reggiani, condannata come mandante dell'omicidio dell'ex marito Maurizio Gucci nel 1996. "Non la giustifico, anzi la condanno per l'atto orribile ma mi auguro che il film offra una riflessione sulle donne, a cosa succede quando sono spinte oltre il limite. Patrizia Reggiani è stata spinta oltre il limite, è avvenuto un omicidio, perché tutto è stato concentrato sul business e non su di lei, avrebbero dovuto prestarle attenzione". Ringraziando in italiano - "grazie mille" - dopo ogni domanda, dichiara più volte l'amore per l'Italia, luogo di origine della sua famiglia, e alla fine dice: "Voglio dire una cosa, voglio ringraziare tutti i medici e gli operatori sanitari che hanno lavorato durante la produzione del film al tempo del Covid, nessuno si è ammalato. Sono molto grata al personale sanitario".
"Nel nome del Padre, del figlio e di House of Gucci". La battuta, già tormentone social, sintetizza l'impegno assoluto di Lady Gaga nell'incarnare Patrizia Reggiani: tre anni di studi, uno e mezzo passato "a essere lei", nove mesi a studiarne l'accento, in un film girato in inglese inframmezzato da frasi in italiano. Talmente "lei" da improvvisare la frase sul set, subito inglobata da Ridley Scott.
L'eclettica signora del pop - Oscar per la canzone Shallow, 13 Grammy e 35 milioni di album venduti - consegna al pubblico gli artigli e le ossessioni, le acconciature e gli abiti vistosi della vedova Gucci, condannata come mandante dell'omicidio di Maurizio nel 1995. Dopo È nata una stella è chiaramente cresciuto il suo appetito per il cinema: punta non solo a una nuova candidatura, ma a una statuetta: "Vincere un altro Oscar o avere solo una nomination sarebbe un grande onore". E se le critiche già si dividono sul film, lei è già data nella cinquina. Ed è Gaga, con le sue provocazioni e sempre glamour - più che il regista Scott e i colleghi Al Pacino, Adam Driver, Jeremy Irons e Jared Leto - ad accompagnare il film nelle anteprime mondiali, a Londra ed ora a Milano.
L'incontro milanese è stato spostato di un'ora, la stampa avvertita la sera prima, perché l'attrice aveva dovuto spostare il volo da Londra e si era imbarcata in quello successivo. Stefani Germanotta, questo il vero nome, fa sapere che tiene molto alla puntualità, ed è un miglioramento rispetto all'intervista scorsa, alla Mostra di Venezia nel 2018 per È nata una stella, dove ritardò di un'ora abbondante (ma il record restano le quattro ore di attesa per Rihanna ai tempi di Battleship, a Londra, la cantante si sedette poi al tavolo senza nemmeno scusarsi): "Colgo l'occasione per ringraziare Bradley Cooper, perché Ridley Scott mi ha vista in quel film e mi ha voluto per interpretare Patrizia Gucci".
L'appuntamento in Italia si carica di tensione in vista della reazione della famiglia Gucci, da cui sono già arrivati segnali bellicosi: Patrizia Gucci, figlia di Paolo, ha pubblicato un libro già durante le riprese lamentando di essere stata contattata e poi scaricata da Giannina Facio, moglie di Scott, nel 2003: dopo la liberatoria su un progetto che le sembrava diverso non c'è stato più nessun contatto. Patrizia Reggiani, condannata a 26 anni, scarcerata da San Vittore nel 2017 per buona condotta, si dice "infastidita che non abbia avuto l'accortezza e la sensibilità di incontrarmi. Non è per una questione economica, ma di buon senso e rispetto". A chi le chiede se ora abbia qualcosa da dire alla Reggiani Lady Gaga risponde: "Non credo di avere alcunché da chiedere a Patrizia Reggiani, sarebbe difficile per me parlare con lei per ovvi motivi. Come attrice è un ruolo che ha rappresentato un'enorme sfida per me. Interpretare una donna che ha commesso omicidio è qualcosa che mi sono trovata a dibattere tra me e me. Ho trovato un modo però per volerle bene, perché era una giovane ragazza italiana di Vignola, che sognava in grande e voleva vivere una vita migliore. Ho cercato di provare compassione per tutti i Gucci a modo mio e cerco di essere il più professionale possibile considerando la natura reale della storia - ha aggiunto l'artista -. La storia è che lei voleva solo suoi soldi ma secondo me in palio c'era amore, non c'erano i soldi, non credo ci fosse avidità. Credo che molte donne siano definite cercatrici di oro che vogliono sposare uomini ricchi e far strada nel mondo così. Io provo risentimento per questa immagine di donne perché per molte è solo un modo di sopravvivere. Quando sei piccola ti dicono che conti solo se sei bella e un uomo si mette in ginocchio e ti chiede in sposa. Questo è stato insegnato a me e anche a Patrizia".
Lady Gaga ha letto molto e visto tutte le interviste: "Voleva elevarsi sopra alla sua famiglia, che molti dicono avesse qualche contiguità con la criminalità. E quando le è stato tolto tutto, l'amore, il padre dei suoi figli, quando ha avuto un tumore al cervello e Maurizio non è andato a trovarla, penso che lei abbia reagito come un animale che ha voglia di ferire". Un'immersione totale, la sua, nel film che esce in sala il 16 dicembre con Eagle: "Ho studiato da attrice il Metodo", racconta. E così ha vissuto come Patrizia Reggiani per quasi un anno e mezzo. E ha parlato con il suo accento per mesi. La fisicità del personaggio l'ha cercata nel mondo animale, gatto, volpe, pantera... Per Gaga House of Gucci e l'interpretazione di Patrizia Reggiani hanno molto a che fare con la sua italianità: "È stato bellissimo girare in Italia, essere circondata dalla vostra cultura. Vorrei continuare a fare l'attrice, vorrei studiare bene l'italiano e recitare in un film italiano. Mio padre è stato così emozionato di questo ruolo che gli sono venute le lacrime agli occhi. In fondo la storia di qualcuno che viene dal nulla e ce la fa, anche se non abbiamo costruito un impero come i Gucci, mi appartiene. Mio nonno, Giuseppe Germanotta, so che da qualche parte ci vede ed è felice di tutto questo". Dell'Italia prima del film conosceva soprattutto la moda, "le griffe italiane, è una fonte di ispirazione per tante cose che faccio".
Durante i mesi tristi della clausura le incursioni dei paparazzi sul set del film, girato a Milano, Roma, a Gressoney e sul Lago di Como, sono stati un diversivo, soprattutto per i look vintage e le parrucche di Gaga. Del resto il film abbraccia la vita di Patrizia Reggiani nell'arco di trent'anni, un tripudio di acconciature e abiti strizzati, più Joan Collins che Liz Taylor (come la chiamava il marito Maurizio ai bei tempi, per poi trasformarla nella strega piri-piri): "Ridley Scott aveva molto presente Liz Taylor, il vestito rosso che Patrizia indossa a inizio film era un omaggio a lei. Ma poiché ama molto attrici come Sophia Loren e Gina Lollobrigida, mi son molto basata anche sulla loro fisicità".
A proposito della corsa all'Oscar dice, "mi piace recitare, ho studiato quando avevo tredici anni il Metodo, ho studiato piano classico, ho fatto pochi film ma È nata una stella ha cambiato le cose e mi ha portato fin qui. Certo che vorrei continuare a recitare. Quanto ai premi, vorrei che tutti vincessero un premio, ogni attore, ogni realizzatore - ha sottolineato l'artista -. Vorrei che tutti vincessero un premio per aver realizzato delle opere d'arte durante la pandemia. Il vero premio dovrebbe andare alle persone di tutto il mondo così coraggiose negli ultimi 18 mesi che hanno affrontato questa pandemia globale, questo è il vero coraggio".