Napoli terzo mondo, la replica degli artisti. Da Muti a Martone a D'Alessio: "Cultura e inclusione, questa città è il mondo"
di Ernesto Assante , Anna Bandettini , Rodolfo di Giammarco , di Ernesto Assante, Anna Bandettini, Rodolfo di GiammarcoGli artisti napoletani rispondono alle affermazioni del giornale francese Le Figaro (che ha definito la città partenopea "il terzo mondo d'Europa") e si schierano dalla parte della loro città.
Riccardo Muti: "Napoli è il mondo"
"Napoli non è il terzo mondo d'Europa, Napoli è 'il mondo'. Riccardo Muti è nato a Napoli il 28 luglio di 80 anni fa, lì ha studiato al Conservatorio di Musica San Pietro a Majella. I giudizi poco lusinghieri dell'articolo di Valèrie Segond su Le Figaro, lo raggiungono mentre è in Estremo Oriente, alla guida dei Wiener Philharmoniker in un tour trionfale, 12 concerti in Giappone (dove ci sono voluti sei minu…
Gli artisti napoletani rispondono alle affermazioni del giornale francese Le Figaro (che ha definito la città partenopea "il terzo mondo d'Europa") e si schierano dalla parte della loro città.
Riccardo Muti: "Napoli è il mondo"
"Napoli non è il terzo mondo d'Europa, Napoli è 'il mondo'. Riccardo Muti è nato a Napoli il 28 luglio di 80 anni fa, lì ha studiato al Conservatorio di Musica San Pietro a Majella. I giudizi poco lusinghieri dell'articolo di Valèrie Segond su Le Figaro, lo raggiungono mentre è in Estremo Oriente, alla guida dei Wiener Philharmoniker in un tour trionfale, 12 concerti in Giappone (dove ci sono voluti sei minuti per il sold out a sei concerti), Corea ed Egitto. E da napoletano la reazione è spontanea: "Non andrebbero nemmeno commentati, o sono dettati dall'acredine o dalla non conoscenza - dice al telefono da Seul - Basta guardare alla gloriosa storia di Napoli. Quando Mozart venne in Italia, al padre Leopoldo scrive: 'non vedo l'ora di arrivare a Napoli, dove c'è la grande scuola napoletana di musica, perché una esecuzione a Napoli vale più di duecento esecuzioni in Germania'. Così scrisse, aggiungendo 'anche se pagano poco', quel genio per cui Napoli costituiva un miraggio. E Wagner a Ravello, che praticamente è Napoli, disse : "Il giardino di Klingsor è finalmente trovato", cioè come dire che davanti ai suoi occhi c'era la meraviglia del mondo. Bisognerebbe parlare di Federico II che a Napoli fece la più antica università a lui ancora oggi dedicata .... Era forse ai suoi tempi una città migliore che oggi? La Napoli di oggi non può prescindere dai suoi grandi musei, dalle grandi biblioteche, dalla prima ferrovia d'Italia, né tanto meno dall'abnegazione e il coraggio dei bambini napoletani che nella Seconda Guerra Mondiale hanno perso la vita contro i nazisti. La Napoli di oggi è la continuazione di quella passata, in un mondo più complicato e complesso. Forse per una parte siamo colpevoli anche noi, nel raccontare sempre solo la parte negativa della città, come se Napoli fosse davvero solo Gomorra, quando i crimini ci sono in tutte le città del mondo. E a Le Figaro vorrei replicare che sulla facciata est di Palais Garnier a Parigi, tra i grandi, c'è il busto del compositore Niccolò Jommelli, non per niente: quando i francesi guardavano ai napoletani con maggior rispetto e attenzione".
Nino D'Angelo: "Napoli, una città all'avanguardia"
"Se Napoli è la capitale del terzo mondo, vuol dire allora che Il terzo mondo è andato molto avanti - dice Nino D'Angelo - Io credo che Napoli oggi, invece, sia all'avanguardia, anche rispetto a tante metropoli internazionali. I napoletani sono più propensi a fare sacrifici e amare la propria città: io la vedo avanti, sarò di parte ma è esagerato, Napoli è troppo bella, è una questione di invidia, solo questo, di che stiamo parlando. È unica, nel bene e nel male, assolutamente, non si dicono solo le cose belle, è una città di artisti e di musica e ci sono i poeti, e il grande cinema. Adesso che si sta migliorando e che si parla della città c'è qualcuno che vuole gettare discredito".
Gigi D'Alessio: "La città dell'accoglienza e dell'inclusione"
"Ma quale terzo mondo, che vuol dire? - protesta Gigi D'Alessio - Siamo Terzo Mondo perché siamo una città di accoglienza e di inclusione? Napoli, al di là del fatto che è molto diversa dai cliché con la quale si racconta sempre, è una città bellissima che ha tante contraddizioni, come ne ha anche Parigi. Ma ha anche una ricchezza culturale che tante città non hanno, una ricchezza musicale incomparabile, in tutti i generi musicali. Se vuoi imparare qualcosa nella musica devi venire qui, Napoli è un grande scuola musicale aperta, dove non si paga. Ma lo sanno i francesi che siamo nati dal corpo di una Sirena e che con le putrelle della Tour Eiffel ci costruiamo le case?".
Mario Martone: "Napoli è oltre, nel bene e nel male"
"Per me Napoli è oltre, sia nel bene che nel male - aggiunge Mario Martone - Lascio parlare volentieri i miei ultimi lavori, Il sindaco del rione Sanità, Qui rido io sulla parabola di Eduardo Scarpetta, il prossimo film Nostalgia che si girerà alla Sanità e a Capodimonte, l'Otello al San Carlo. Il baricentro di ciascuno di loro è Napoli. Credo siano più efficaci di tante definizioni stereotipate, di tante parole".
Martone, il trailer di "Qui rido io": location e personaggi del film su Eduardo Scarpetta
Lina Sastri: "Una città che pulsa, in cui convivono bellezza e difficoltà"
Per Lina Sastri, "Dopo la solitudine e le distanze per il Covid, Napoli ha ripreso vita, energia, allegria. Per strada c'è gente, musica, cibo e compagnia fino a tardi, è una città che pulsa, a contatto col mare. E le opere d'arte, i Caravaggio nelle chiese, le bellezze della natura e dell'architettura convivono con le difficoltà sociali di sempre, e coi vicoli stretti dei Quartieri Spagnoli, ma Napoli non è il ghetto d'Europa, e non a caso arrivano in visita tanti francesi, attratti dallo spirito démodé di un luogo anche un po' francese".
Lucariello: "Qui c'è un esercito che costruisce là dove altri distruggono"
Sulla stessa lunghezza d'onda anche il rapper Lucariello: "Città da terzo mondo? I problemi di Napoli sono complessi, se vogliamo storici, e tutti legati alle povertà educative. Chi ci giudica semplicisticamente non ci aiuta affatto. C'è, costantemente, un esercito di cittadini, di associazioni, e di artisti che ogni giorno, silenziosamente, costruisce con serietà là dove altri distruggono. Insomma, da sempre, c'è anche un'altra Partenope reattiva e coraggiosa che l'Europa non vuol vedere".