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La 'maledizione' di 'Bohemian Rhapsody', il biopic su Freddie Mercury pieno di disavventure

L'ultima notizia sul film del 2018 dedicato alla storia dei Queen, con protagonista Rami Malek, è che i conti sono in rosso. Ma, ancora prima della sua uscita, per il lungometraggio di Bryan Singer e Dexter Fletcher la vita non è stata facile...
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Presso i curiosi di retroscena e (dis)avventure produttive del cinema, Bohemian Rhapsody si è guadagnato la fama di film 'maledetto'. Nomea resettata adesso, a tre anni dall’uscita, da una notizia dell’ultima ora: alquanto sconcertante, per la verità. La GK Films, la casa di produzione del biopic su Freddie Mercury, ha sostenuto che il film, malgrado l’enorme incasso di 911 milioni di dollari, ha 'chiuso' il suo bilancio con un passivo di 51 milioni. L’affermazione può apparire sospetta, perché giunge a ridosso della causa intentata alla società dallo sceneggiatore Anthony McCarten, il quale ha lamentato di non essere stato pagato, in percentuale sui profitti, quanto pattuito a suo tempo col produttore Graham King. I conti non tornano; però qualcuno osserva che il film potrebbe avere comportato altre spese tali da mandare i conti in rosso. Sia come sia, è storia che tutta la vicenda di Bohemian Rh…

Presso i curiosi di retroscena e (dis)avventure produttive del cinema, Bohemian Rhapsody si è guadagnato la fama di film 'maledetto'. Nomea resettata adesso, a tre anni dall’uscita, da una notizia dell’ultima ora: alquanto sconcertante, per la verità. La GK Films, la casa di produzione del biopic su Freddie Mercury, ha sostenuto che il film, malgrado l’enorme incasso di 911 milioni di dollari, ha 'chiuso' il suo bilancio con un passivo di 51 milioni. L’affermazione può apparire sospetta, perché giunge a ridosso della causa intentata alla società dallo sceneggiatore Anthony McCarten, il quale ha lamentato di non essere stato pagato, in percentuale sui profitti, quanto pattuito a suo tempo col produttore Graham King. I conti non tornano; però qualcuno osserva che il film potrebbe avere comportato altre spese tali da mandare i conti in rosso. Sia come sia, è storia che tutta la vicenda di Bohemian Rhapsody – dalla progettazione alla lavorazione, all’accoglienza della critica – sia stata accidentata come poche altre: per le divergenze di opinione sulla sceneggiatura, per la scelta del regista e dell’attore principale, per le molteplici riscritture, per le tensioni e gli intoppi prodottisi a più riprese sul set.

Tutto ha inizio nel 2010, quando il chitarrista dei Queen Brian May annuncia il progetto di un film su Freddie e la sua band: proposito azzardato, che suscita – al contempo – l’entusiasmo e la diffidenza dei fan. La sceneggiatura è affidata a Peter Morgan, produce la TriBeCa e il tournage è previsto per il 2011. La notizia che desta scalpore, però, è che a interpretare l’amatissimo frontman sarà Sacha Baron Cohen, il provocatorio e beffardo comico creatore del personaggio di Borat. Cohen ha le idee molto chiare: vuole entrare a fondo nel personaggio, inclusi gli aspetti riguardanti la droga e la sessualità, mostrandone lo stile di vita “estremo e dissoluto” (gli aggettivi sono suoi, pronunciati durante un’intervista radiofonica). Immagina anche una struttura narrativa diversa dagli altri biopic, anticonvenzionale e addirittura 'spericolata'. Quando realizza che il prodotto finale sarà invece un film liscio e reticente, si defila dal progetto. Per tutta risposta Brian May lo attacca in un’intervista: “Sacha è uno stronzo. Non sarebbe stato credibile come Freddie”.

Alla fine del 2013 arriva l’annuncio che a interpretare Mercury sarà il meno noto Ben Whishaw (visto nel ruolo di Q negli ultimi 007), mentre la regia verrà affidata al britannico Dexter Fletcher. Stoppata anche questa ipotesi, due anni dopo la mano passa alla casa di produzione GK Films, che assume lo sceneggiatore neozelandese Anthony McCarten per scrivere una screenplay nuova di zecca dal titolo Bohemian Rhapsody.

Rami Malek è Freddie Mercury 

Non piace a tutti la notizia che lo dirigerà Brian Singer, regista dei Soliti sospetti ma anche dei blockbuster sugli X-Men. Né che a impersonare Freddie sarà Rami Malek, celebre presso il pubblico per la serie Mr. Robot però dal carisma decisamente inferiore a quello – dirompente – del frontman. Singer abbraccia con entusiasmo il compito, ma poi si presenta sistematicamente in ritardo sul set, accampa pretesti, è causa di costosissimi rinvii. Finché, travolto dalle accuse di abusi sessuali su minori, non viene licenziato in tronco. A sostituirlo richiamano Dexter Fletcher, che termina le riprese e cura la postproduzione (ma l’unico nome accreditato alla regia sarà quello di Singer). Paradossalmente, la fama di film maledetto sembra favorire la carriera di Bohemian Rhapsody.

La locandina del film
  

Uscito con gran fracasso nell’ottobre del 2018 (da noi a novembre), il film divide la critica (molti lo rimproverano di inesattezze, di reticenza e – soprattutto – di eccesso di pudibonderia), però è amato dal pubblico, superpremiato al box office e porta a casa quattro Oscar (miglior attore, montaggio, sonoro e montaggio sonoro). Di recente Brian May ha detto che è in discussione un sequel di Bohemian Rhapsody: che ha messo in scena, sì, i momenti salienti della carriera di Freddie, però lasciando ancora molto da raccontare sul mitico gruppo e i suoi componenti. Se mai la 'parte seconda' vedrà la luce, c’è da augurarle una navigazione più quieta di quella toccata alla prima.