Spettacoli

'West side story', accoglienza tiepida ai botteghini Usa per il musical firmato Spielberg

Il film nel primo weekend di programmazione non attira i più giovani e fa segnare incassi lontanissimi da blockbuster come 'Eternals', 'Venom' o 'Shang-Chi' 
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La rilettura di West side story firmata da Steven Spielberg ha avuto buoni riscontri di critica, ma al botteghino Usa non sta andando benissimo. Il film che vede come protagonisti Ansel Elgort e Rachel Zegler, ha incassato poco più di 4 milioni di dollari nel primo giorno di programmazione in 2.820 sale, lo scorso venerdì e si prevede che nel fine settimana al botteghino totalizzi fra i 10 e gli 11 milioni di dollari.

Cifre non molto incoraggianti (la produzione sperava di incassare almeno 13 milioni) ma, va detto, il weekend post-Thanksgiving viene definito 'tranquillo' dagli analisti di Box Office Mojo. Inoltre i musical affrontano una grande sfida nell'era della pandemia, poiché si affidano agli adulti più 'grandi' (e in particolare alle donne). Ma finora, gli spettatori di età superiore ai 35 anni, si sono dimostrati essere i più diffidenti in termini di ritorno al cinema.

Il 26 per cento di chi ha acquistato il biglietto per il film di Spielberg aveva più di 55 anni, mentre oltre la metà del pubblico era over 35 anni. La campagna pubblicitaria di lancio ha cercato di proporre il film come un evento o una storia d'amore anziché come un musical, nella speranza di attirare il pubblico dei più giovani, che finora stanno alimentando la ripresa del botteghino.

E, infatti, non è un caso se i maggiori successi della stagione (sempre negli Usa) arrivano da blockbuster di azione: Eternals nel suo primo weekend al cinema ha incassato circa 71 milioni di dollari. Venom – La furia di Carnage 90 milioni di dollari, Black Widow circa 80 e Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli, 75 milioni. No Time to Die, 25esimo capitolo della saga di Bond, 56 e Dune di Denis Villeneuve poco più di 40 milioni di dollari. Vedremo quale accoglienza gli riserverà il pubblico italiano: nelle nostre sale, infatti, il film arriverà sotto Natale, il 23 dicembre.

Per Spielberg poter fare questo film è stata la realizzazione di un sogno d'infanzia: "Avevo dieci anni quando ho sentito per la prima volta il disco di West side story - ha raccontato il regista - E quella musica non se n'è mai andata davvero via dalla mia testa. Ora sono riuscito finalmente a portare a compimento quel sogno, a mantenere quella promessa che avevo fatto a me stesso, ovvero: 'Devi West side story'".

Ispirato al musical di Broadway del 1957 con libretto di Arthur Laurents, parole di Stephen Sondheim (recentemente scomparso) e musiche di Leonard Bernstein, West side story divenne poi nel 1961 il film forse più rivoluzionario dell'universo musicale grazie a Robert Wise che, con questo lavoro, si portò a casa ben dieci Oscar.

Una sorta di Romeo e Giulietta nel West side di New York, dove due gang si scontrano per il controllo del territorio in nome dell'odio razziale: ovvero i Jets e gli Sharks, rispettivamente indigeni e portoricani. Ma tra le due bande sboccia inaspettato l'amore tra Tony e la portoricana Maria, un amore grande è tragico proprio come quello shakespeariano.

Nel cast Ansel Elgort (Tony), Rachel Zegler (María), Ariana DeBose (Anita), David Alvarez (Bernardo), Mike Faist (Riff), Josh Andrés Rivera (Chino), Ana Isabelle (Rosalía), Corey Stoll (Tenente Schrank), Brian d'Arcy James (Agente Krupke) e Rita Moreno (unica attrice del film originale nel ruolo questa volta di Valentina, proprietaria del negozio in cui lavora Tony).

"È Romeo e Giulietta, ma è anche un'allegoria molto attuale di ciò che sta accadendo ai confini del nostro Paese, dei sistemi americani che respingono chiunque non sia bianco - ha spiegato il regista - In questo nuovo West side story i  personaggi fanno e dicono cose che non facevano e non dicevano nel film originale del 1961: una cosa che deriva in gran parte dalla  nostra determinazione di approfondire la storia e le vite reali di  quei  giovani abitanti di Lincoln Square e San Juan Hill, degli Sharks  e dei Jets. In quel periodo, la comunità portoricana viveva principalmente tra la West 64th Street e la West 72nd Street. La storia vera di quella comunità è molto ricca e importante e volevamo approfondirla nella nostra versione di questo musical".

Comunque per il regista questo è forse il film più arduo della sua carriera. "Prendere un capolavoro e rivisitarlo da un'altra prospettiva e con un'altra  sensibilità, senza compromettere l'integrità di quella che è  generalmente considerata la più grande partitura musicale mai scritta per il teatro, era qualcosa che faceva tremare i polsi.  Ma sono convinto che le grandi storie debbano essere raccontate all'infinito, in parte anche per rispecchiare prospettive e periodi storici differenti".

Per Tony Kushner, sceneggiatore e produttore esecutivo: "Non c'è proprio niente di datato nell'opera originale. La musica è adorabile e fantastica e sembra che tutto stia succedendo solo ora. Quindi non c'è niente di stonato o antiquato. Tutto tranne lo spagnolo, niente era detto in spagnolo, questa l'unica differenza". Uno spagnolo tra l'altro - ha spiegato Spielberg - volutamente senza sottotitoli, un omaggio alla cultura ispanica e all'America oggi di fatto bilingue".