Più fumetto che film, più rilettura da storyboard che reinvenzione, l'atteso Diabolik dei Manetti Bros. con Luca Marinelli, Miriam Leone e Valerio Mastandrea, è un lungometraggio quasi da leggere e che non manca di utilizzare, nei dialoghi, stereotipi d'antan come: "Maledetto, ti prenderemo!".
Nel 1968 Dino De Laurentiis scommise su una formula vincente: affidò a Mario Bava, maestro del cinema horror italiano, la regia del film tratto dal fumetto delle geniali sorelle Angela e Luciana Giussani, allora più in voga nel nostro Paese e scelse un buon cast: John Phillip Law nei panni del 're del terrore', Marisa Mell in quelli di Eva Kant e Michel Piccoli in quelli dell'ispettore Ginko. Ma perse. Il film non ebbe successo ed è stato dimenticato. Ma dagli appassionati è considerato uno dei migliori film pop di quel periodo, per la sua mescolanza di generi e registri.
'Diabolik' le prime immagini del nuovo film dei Manetti bros.
Il mondo degli anni 60
La scommessa dei Manetti è quella di portare sullo schermo uno spaccato dichiaratamente vintage, con auto d'epoca eccezionali (la Jaguar E-Type di Diabolik è da sempre considerata come una delle più belle vetture di tutti i tempi), costumi, linguaggio e ritmi degli anni 60. "Questo è esattamente il mondo in cui volevamo che il fumetto fosse portato sullo schermo - commenta Mario Gomboli di Astorina - dopo anni che le sorelle Giussani prima, e io dopo, abbiamo visto e rifiutato tantissime sceneggiature che non rispondevano allo spirito del fumetto".
"Per anni non ci siamo sentiti in grado di proporre qualcosa, ci sentivamo piccoli e inadeguati - spiegano i Manetti Bros. - Poi abbiamo trovato il coraggio di proporre la sceneggiatura a Mario Gomboli e abbiamo realizzato un sogno", dicono i registi che sottolineano di aver "cercato di essere fedeli, ma la fedeltà non esiste: quando metti in scena un fumetto che ami, in realtà fai un lavoro soggettivo".
La coppia diabolica
Diabolik, in uscita in oltre 500 sale il 16 dicembre, si basa sul fumetto numero 3 delle sorelle Giussani dal titolo L'arresto di Diabolik, l'albo che racconta il primo incontro tra il genio del male di Clerville, interpretato da Luca Marinelli e quella che diventerà la sua compagna e complice, la bella ereditiera Eva Kant (interpretata da Miriam Leone, molto somigliante al personaggio dei fumetti). Una donna per niente sottomessa, grazie all'anima proto-femminista delle creatrici del fumetto.
Un incontro che diventa subito complicità e finisce per consolidare una coppia indissolubile del fumetto. "Diabolik non esiste senza Eva Kant", dice Miriam Leone. "Eva Kant è una femminista ante litteram, non concepisce di dover essere al servizio dell'uomo. Mi è piaciuto molto interpretarla, per la prima volta nella mia vita professionale non ho pensato che avrei preferito di più il ruolo del protagonista maschile", spiaga l'attrice che per dare vita al condensato di sensualità, dolcezza e spietatezza incarnato da Eva Kant, l'attrice che sul set ha guidato senza problemi l'iconica Jaguar di Diabolik.
La freddezza del criminale
L'uomo con la tuta nera che semina terrore nella Clerville degli anni 60 ha delle capacità straordinarie e sfreccia in giro per la città sulla sua Jaguar. Diabolik, affidato allo sguardo e alla mimica fissa di Luca Marinelli, porta sullo schermo la freddezza del personaggio: un criminale algido, impassibile, imperturbabile, così come era stato disegnato dalle sorelle Giussani quasi sessant'anni fa. "Ho un senso di responsabilità per questo ruolo, quindi ho cercato di raccogliere più informazioni possibili, mi sono 'cibato' dei fumetti cercando di creare una mia idea. Ho unito la mia visione con quella dei Manetti per interpretare Diabolik", ha spiegato Marinelli.
L'ispettore Ginko
A dare la caccia a questa 'coppia diabolica' è l'ispettore Ginko, con l'immancabile pipa e la sua signorile Citroen Ds Pallas. Un poliziotto intelligente, in parte alter ego dello stesso super-criminale, interpretato da Valerio Mastandrea. "Quando ero piccolo ero dalla parte di Diabolilk, sono cresciuto con questo iconico personaggio. Io mi sono inventato Ginko - racconta Mastandrea - Quando ho letto i fumetti non sono riuscito a capire questo ispettore. Ora che ho lavorato in questo film ho capito quanto Ginko assomigli a Diabolik, quanto sia parte di lui. Si serve della legge per non catturarlo, altrimenti dovrebbe infrangerla. Quindi questa è la salvezza di Diabolik. Senza di lui Ginko non esisterebbe".
La moglie di Diabolik
Da segnalare, infine, la presenza di Serena Rossi, in un ruolo dimesso di moglie sottomessa degli anni 60. Si tratta di Elisabeth, moglie di Walter Dorian (identità fittizia dietro cui si cela lo stesso Diabolik), un'infermiera che passa il tempo tra il lavoro e l'attesa del suo amato marito sempre "in giro per affari". Una figura che esiste solo nei primi due albi delle sorelle Giussani - prima della comparsa di Eva Kant - poi eliminato perché le autrici hanno capito che serviva accanto al fuorilegge una figura femminile altrettanto forte, seppure (apparentemente) gentile, elegante, raffinata e bellissima. Fanno parte del cast anche Alessandro Roja, Roberto Citran e Luca Di Giovanni, Antonino Iuorio, Vanessa Scalera, Daniela Piperno, Pier Giorgio Bellocchio, con la partecipazione di Claudia Gerini.
Le musiche
Se la versione di Bava era accompagnata dalle musiche di Ennio Morricone, quella dei Manetti da Pivio e Aldo De Scalzi. Inoltre, la colonna sonora include La profondità degli abissi e Pam pum pam: due brani inediti di Manuel Agnelli, frontman degli Afterhours, che fa così il suo debutto ufficiale da solista a 55 anni. "È stato facile per me entrare nell'atmosfera del film e scrivere questi due pezzi: uno più duro, composto sul personaggio di Diabolik per come lo vedono gli altri, e l'altro invece introspettivo, la canzone d'amore di Diabolik, per cui l'unica cosa che conta veramente è la fiducia, che nutre per la donna che ama", ha dichiarato Agnelli.
Diabolik è una produzione Mompracem con Rai Cinema, prodotto da Carlo Macchitella e Manetti bros., in associazione con Astorina, con il sostegno di Emilia - Romagna film commission, Friuli Venezia Giulia film commission, Film commission Vallee D'Aoste.