Cinema, Jason Statham in 'La furia di un uomo': un ammazzacattivi senza sensi di colpa
di Roberto Nepoti , di Roberto NepotiConsiderato da molti l’erede di Charles “faccia di pietra” Bronson, l’inglese Jason Statham impersona duri ancor più letali del vecchio Chuck; che, al suo confronto, diventa quasi un simpaticone. Era perfetto, dunque, come protagonista de La furia di un uomo disponibile su Amazon Prime Video.
Laconico fin dal nome, H., lo conosciamo quando prende servizio come guardia di sicurezza in un’agenzia di consegna valori plurirapinata, la Fortico. Per quanto abbia superato i test col minimo del punteggio, al primo attacco H. fa una strage di rapinatori, diventando l’eroe del giorno. A questo punto il film, diviso in quattro movimenti preceduti da altrettanti titoli, ci introduce al passato del pistolero, diventando sempre più “nero”; mentre al poliziesco di rapina (il cosiddetto caper movie) subentra una cupa trama di vendetta.
Considerato da molti l’erede di Charles “faccia di pietra” Bronson, l’inglese Jason Statham impersona duri ancor più letali del vecchio Chuck; che, al suo confronto, diventa quasi un simpaticone. Era perfetto, dunque, come protagonista de La furia di un uomo disponibile su Amazon Prime Video.
Laconico fin dal nome, H., lo conosciamo quando prende servizio come guardia di sicurezza in un’agenzia di consegna valori plurirapinata, la Fortico. Per quanto abbia superato i test col minimo del punteggio, al primo attacco H. fa una strage di rapinatori, diventando l’eroe del giorno. A questo punto il film, diviso in quattro movimenti preceduti da altrettanti titoli, ci introduce al passato del pistolero, diventando sempre più “nero”; mentre al poliziesco di rapina (il cosiddetto caper movie) subentra una cupa trama di vendetta.
Dirigendo il remake di un film francese del 2004, Le convoyeur di Nicolas Boukhrief (da noi rititolato Cash Truck), Guy Ritchie rinuncia agli esibizionismi caratteristici del suo cinema, che gli hanno procurato un numero pari di fan e di detrattori. Se la narrazione è organizzata per salti temporali, questa volta non si tratta di un puro sfizio, ma di un modo per rivelare antefatti e conseguenze degli eventi che lo spettatore ha già visto in precedenti scene.
La competenza registica del cineasta britannico, del resto, non è in dubbio; e la confermano le numerose sequenze di azione violenta, tutte ben coreografate e leggibili malgrado la velocità e il gran numero dei personaggi coinvolti. Quel che persuade meno ne La furia di un uomo è l’eccesso di seriosità e la scelta di smorzare l’empatia del protagonista. Di lui il film ci racconta troppo poco, limitandolo a un monocorde vendicatore di “private justice” dai precedenti torbidi quanto vaghi. Peccato perché Statham, pur fedele alla tipologia dell’ammazzacattivi senza sensi di colpa, in altre circostanze si è dimostrato capace di sfumature ironiche (vedi la serie Fast & Furious, con cui fece il salto di qualità dei film d’azione di serie B) piuttosto azzeccate.
Il resto del cast comprende alcuni volti noti, ma un po’ passati di moda: dall’ancora giovane Josh Hartnett, agente di custodia antipatico, al veterano Andy Garcia. Altro il discorso per Scott Eastwood, che si fa notare nella parte del criminale Jan. Fin qui visto soprattutto in ruoli di supporto, a trentacinque anni l’attore (che somiglia a papà Clint senza bisogno di prove del dna) indossa un supercattivo convincente, intorno al quale ruota tutta la storia.
Regia di Guy Ritchie
Tre stelle / 5