Polemica Golden Globe: "Così stiamo cambiando le regole, ma Hollywood ignora i nostri sforzi"
di Silvia Bizio , di Silvia BizioNessun conduttore alla Ricky Gervais, niente diretta tv né celebrity o red carpet. Eppure la 79esima cerimonia di consegna dei Golden Globe c'è stata, nonostante i tentativi di boicottaggio nei confronti della HFPA da parte dei grandi studios. I premi saranno consegnati per posta ai destinatari. Ad annunciarli sono stati i rappresentanti delle numerose istituzioni che hanno beneficiato della donazioni da parte della Hollywood Foreign Press, durante una serata - senza stampa, senza fotografi, senza live streaming - che ha visto momenti emozionanti e nella quale la HFPA ha unito i suoi due principali obiettivi: la sopravvivenza dei Golden Globe e la donazione di sovvenzioni, borse di studio, sussidi.
L'atmosfera era cert…
Nessun conduttore alla Ricky Gervais, niente diretta tv né celebrity o red carpet. Eppure la 79esima cerimonia di consegna dei Golden Globe c'è stata, nonostante i tentativi di boicottaggio nei confronti della HFPA da parte dei grandi studios. I premi saranno consegnati per posta ai destinatari. Ad annunciarli sono stati i rappresentanti delle numerose istituzioni che hanno beneficiato della donazioni da parte della Hollywood Foreign Press, durante una serata - senza stampa, senza fotografi, senza live streaming - che ha visto momenti emozionanti e nella quale la HFPA ha unito i suoi due principali obiettivi: la sopravvivenza dei Golden Globe e la donazione di sovvenzioni, borse di studio, sussidi.
L'atmosfera era certamente diversa rispetto al passato, nella consueta International Ballroom del Beverly Hilton Hotel, anche a causa dei protocolli imposti dalla pandemia. Sul palco, gli oltre 70 rappresentanti delle associazioni che hanno ricevuto donazioni per oltre 6 milioni di dollari dal “charitable trust” della HFPA. Uno sforzo economico che l'associazione della stampa estera a Hollywood sostiene grazie alle dirette tv della serata. In 27 anni la HFPA ha devoluto oltre 50 milioni di dollari in beneficienza, finanziando più di 2.200 borse di studio per giovani disagiati e contribuendo alla realizzazione di laboratori universitari per lo studio delle tecnologie applicate al cinema, alla tv e in generale alle arti visive.
Sostegno e gratitudine sono stati espressi, tra gli altri, da Jamie Lee Curtis e Arnold Schwarzenegger. "Quando arrivai a Los Angeles con il sogno del cinema, Hollywood mi diceva sempre 'no': l’accento straniero, il nome impronunciabile, non andava bene niente", ha detto l'attore prima di presentare le quattro donne direttrici di organizzazioni che hanno annunciato il miglior film della serata, Il potere del cane di Jane Campion - che ha anche vinto come miglior regista. “Invece la Hollywood Foreign Press Association mi ha detto sì, e nel 1977 mi ha consegnato il premio come 'miglior nuova stella dell’anno' - ha concluso Schwarzenegger - che ha dato il via alla mia carriera e mi ha permesso di realizzare il mio sogno".
Le critiche nei confronti della HFPA vanno avanti dal febbraio del 2021, quando il Los Angeles Times pubblicò, alla vigilia della cerimonia dei Golden Globe, un lungo reportage in cui l'associazione – composta allora da meno di 100 giornalisti internazionali da ogni parte del mondo, compresa India, Bangladesh, Libano, Egitto, Israele – veniva accusata di non avere alcun membro di colore. La contestazione era stata alimentata da associazioni come Time’s Up, nata pochi anni fa a Hollywood per monitorare le disparità di genere e gli abusi nell'industria del cinema, associazione che nel corso di un anno ha chiuso i battenti proprio per accuse di quel genere, rivolte ai suoi vertici. Da quel momento è iniziato un vero e proprio boicottaggio nei confronti della Hollywood Foreign Press Association, delle sue conferenze stampa e dei Golden Globe, fino alla cancellazione da parte della NBC della diretta dell'edizione 2022.
La HFPA ha risposto alle accuse lanciandosi in una serie di riforme che ne hanno rivoluzionato la struttura: sono stati accolti 21 nuovi membri, in maggioranza donne e persone di colore, è stato cambiato il regolamento interno, allargato il Board of Directors e assunto - per la prima volta nella sua storia – un executive specializzato solo ed esclusivamente in materia di diversità, equità, inclusione. Non solo, con un gesto senza precedenti nella storia di Hollywood, la HFPA ha stretto un accordo con la NAACP (National Association for the Advancement of Colored People): cinque anni per finanziare borse di studio, programmi di giustizia sociale e inclusività. Insieme, la HFPA e la NAACP hanno dato vita alla “Re Imagine Coalition” formata da quattro diverse associazioni che si battono in difesa della diversità: Illumine Nation dei nativi americani, RespectAbility per il riconoscimento delle persone con disabilità, Gold House per sostenere la carriera di cittadini asiatici e progetti per l’emancipazione delle minoranze a Hollywood. Tra i molti progetti, la HFPA ha sostenuto organizzazioni come Las Fotos, che riunisce giovani fotografi latini, o il St. Elmo Village, un intero quartiere distrutto dai “Watts riots” nel 1965, ricostruito, e che oggi ospita una vasta comunità artistica. O, ancora, il gruppo New Filmmakers LA, che anno dopo anno promuove il cinema indipendente, americano e internazionale, trovando sale che proiettino le produzioni.
La Hollywood Foreign Press Association ha inoltre contribuito al restauro di 138 film, tra questi La strada di Fellini, Ben Hur e Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, insieme alla Film Foundation di Martin Scorsese, alla Film Noir Foundation, alla UCLA, alla Cineteca di Bologna e Indie Collect, contribuendo anche al restauro di oltre 300 cortometraggi insieme all’Istituto Lumière con un apporto di oltre otto milioni di dollari nel corso degli anni recenti.
Quest’anno i fondi destinati alle diverse organizzazioni sono stati egualmente devoluti, anche senza l'introito derivante dai diritti della diretta televisiva, solitamente affidata alla NBC. Uno sforzo purtroppo ignorato da Hollywood, benché i Golden Globe non siano del tutto irrilevanti, basta guardare gli incassi al botteghino dei film vincitori del riconoscimento, da sempre considerato un'anticamera dell'Oscar. “So che è stato un anno strano ma sono contenta che abbiate fatto comunque la vostra serata” ci ha detto Nicole Kidman, vincitrice del premio come migliore attrice in un film drammatico per il suo ruolo di Lucille Ball in A proposito dei Ricardo (Being the Ricardos) di Aaron Sorkin, “un premio come il Golden Globe aiuta il nostro film e aiuta a far conoscere Lucille Ball”.