✕
Helen Mirren nel film 'Golda' 

Polemica per Helen Mirren: "Non può interpretare Golda Meir, non è ebrea"

L'attrice britannica sarà la prima donna premier d'Israele nel film 'Golda' ma fanno discutere le accuse di appropriazione culturale rivolte al premio Oscar
2 minuti di lettura

LONDRA. È giusto che un attore non ebreo interpreti un personaggio ebreo? Il dilemma e il dibattito vanno avanti da diversi giorni nel Regno Unito e nel mondo del cinema, dopo una discussa intervista di Maureen Lipman. L'attrice inglese del film Il pianista, infatti, a inizio mese ha espresso al quotidiano Jewish Chronicle il suo disagio nel vedere che a un'altra sua celebre collega e connazionale, la 76enne premio Oscar Helen Mirren, fosse stata assegnata la parte di Golda Meir, l'unica prima ministra donna della storia di Israele, nel film Golda. Motivo: Mirren non è ebrea. "Non sono d'accordo con questa scelta", ha dichiarato Lipman, "perché l'ebraismo di quel personaggio", ovvero Golda Meir, "è totale. Di certo, Helen sarà straordinaria nella parte. Ma non avrebbero mai permesso a Ben Kingsley di impersonare Nelson Mandela, per esempio, neanche per sbaglio".

La questione che pone la 75enne Lipman…

LONDRA. È giusto che un attore non ebreo interpreti un personaggio ebreo? Il dilemma e il dibattito vanno avanti da diversi giorni nel Regno Unito e nel mondo del cinema, dopo una discussa intervista di Maureen Lipman. L'attrice inglese del film Il pianista, infatti, a inizio mese ha espresso al quotidiano Jewish Chronicle il suo disagio nel vedere che a un'altra sua celebre collega e connazionale, la 76enne premio Oscar Helen Mirren, fosse stata assegnata la parte di Golda Meir, l'unica prima ministra donna della storia di Israele, nel film Golda. Motivo: Mirren non è ebrea. "Non sono d'accordo con questa scelta", ha dichiarato Lipman, "perché l'ebraismo di quel personaggio", ovvero Golda Meir, "è totale. Di certo, Helen sarà straordinaria nella parte. Ma non avrebbero mai permesso a Ben Kingsley di impersonare Nelson Mandela, per esempio, neanche per sbaglio".

La questione che pone la 75enne Lipman, che già nel 2019 con Miriam Margolyes e altri attori aveva firmato una lettera aperta sul tema, ha un nome preciso: "Jewface", che ricorda il criticato "Blackface", ossia quando una persona bianca interpreta o si spaccia per nera, magari accentuandone alcuni aspetti o caratteristiche, come per esempio capitato in passato persino al primo ministro canadese, Justin Trudeau, che difatti si è scusato per questo. Un dibattito sempre più acceso negli ultimi anni, in cui la sensibilizzazione verso le minoranze etniche, sociali e sessuali è cresciuta notevolmente rispetto al passato per quanto riguarda la rappresentazione di esponenti o personaggi, anche nel cinema.

E così si è scatenato il dibattito su Mirren e Golda, film ambientato durante la guerra dello Yom Kippur e diretto da un israeliano, ovvero Guy Nattiv già premio Oscar con il cortometraggio Skin nel 2018, con attore, tra gli altri, il connazionale Lior Ashkenzi. Mirren, che già in passato ha interpretato personaggi ebrei e ha studiato anche l'ebraico per film come Il debito (2010) e Woman in Gold (2015), non ha voluto rispondere pubblicamente sul tema. Lo ha fatto invece il nipote di Golda Meir, Shaul Rahabi, il quale parlando sempre allo Jewish Chronicle ha difeso l'attrice britannica: "Mirren è una attrice straordinaria e non conta se sia ebrea o meno".

Anne Frank e il suo diario, riletto da Helen Mirren - La clip in anteprima

Di diverso parere la 55enne attrice inglese Tracy Ann Oberman, che a Variety ha dichiarato: "Noi attori dobbiamo essere pronti e bravi a interpretare qualsiasi personaggio. Ma certo viviamo in tempi con una grande sensibilità su questi temi e a volte casi come quello di Mirren possono apparire come una appropriazione culturale". La stessa testata americana ha ricordato come tanti altri attori non ebrei lo siano stati perlomeno sul grande schermo, come Kathryn Hahn nella parte di Joan Rivers, Felicity Jones in quella di Ruth Bader Ginsberg, Gary Oldman come Herman J. Mankiewicz e così via. Jonathan Shalit, invece, presidente di InterTalent Rights Group, pensa che Lipman abbia "assolutamente ragione, come è giusto che ci siano polemiche quando un bianco interpreta un personaggio nero".

Sempre più donne nel cinema, al Bif&st la voce di Helen Mirren: "Uomini, non date più nulla per scontato"

La stessa Oberman, in un tweet, ha fatto notare come, in un articolo del Guardian, l'attrice ebrea Gal Gadot nei panni di Cleopatra sia stata attaccata per la parte di Cleopatra "nonostante le sue origini mediorientali", mentre per Lipman si è alzato un polverone "solo per aver espresso la sua opinione". L'altro giorno, David Baddiel, uno dei più grandi comici e personalità britanniche contemporanee che ha spesso parlato della sua "Jewishness" e di ebraicità, è intervenuto sul Guardian: "Perché il casting 'autentico' non dovrebbe applicarsi a tutte le minoranze?".