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'Winter on fire', la rivolta degli ucraini per libertà

Su Netflix il docufilm sulle proteste di piazza Maidan a cavallo fra il 2013 e il 2014. E la brutale repressione delle forze dell'ordine contro compatrioti disarmati
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"Bisogna conoscere il passato per capire il presente e orientare il futuro", affermava Tucidide. "Un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente", sintetizzava 2500 anni dopo Indro Montanelli. E un film come Winter on fire, disponibile su Netflix, con la ricostruzione di quello che è accaduto in Ucraina nel novembre del 2013, può essere fondamentale per valutare i drammatici avvenimenti di questi giorni, nel Paese travolto dalla macchina da guerra russa. E, si spera, possa essere d'aiuto anche per i giorni a venire.

La protesta di piazza Maidan

Nella notte tra il 21 e il 22 novembre 2013, dopo oltre 20 anni di indipendenza, la popolazione di Kiev scendeva in piazza Maidan (già teatro della cosiddetta rivoluzione arancione del 2004) per una serie di manifestazioni pro-europee. La rabbia degli ucraini divampava dopo la sospensione da parte del governo ucraino dei preparativi per la firma a…

"Bisogna conoscere il passato per capire il presente e orientare il futuro", affermava Tucidide. "Un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente", sintetizzava 2500 anni dopo Indro Montanelli. E un film come Winter on fire, disponibile su Netflix, con la ricostruzione di quello che è accaduto in Ucraina nel novembre del 2013, può essere fondamentale per valutare i drammatici avvenimenti di questi giorni, nel Paese travolto dalla macchina da guerra russa. E, si spera, possa essere d'aiuto anche per i giorni a venire.

La protesta di piazza Maidan

Nella notte tra il 21 e il 22 novembre 2013, dopo oltre 20 anni di indipendenza, la popolazione di Kiev scendeva in piazza Maidan (già teatro della cosiddetta rivoluzione arancione del 2004) per una serie di manifestazioni pro-europee. La rabbia degli ucraini divampava dopo la sospensione da parte del governo ucraino dei preparativi per la firma a Vilnius di un accordo di associazione e di libero scambio con l'Unione europea, a favore della ripresa di relazioni economiche più strette con la Russia.

La lotta per la libertà

Un messaggio su Facebook e in poche ore i manifestanti divennero centinaia, poi migliaia, decine e centinaia di migliaia, in ansia per il futuro dell'economia. Winter on Fire racconta quei novantatré giorni, a cavallo del Capodanno, in cui una generazione cresciuta libera ha lottato per scongiurare l'avvento di uno stato di polizia, per affermare il diritto a destituire un governante. Un racconto che comincia con il diritto, prosegue con la resistenza e finisce col (primo) sangue.

Il lavoro del regista

Una narrazione coinvolgente, che non lascia indifferenti, specialmente alla luce della guerra in corso. Da una parte una moltitudine di ucraini di diverse età, lingue e religioni, dall'altra le forze dell'ordine. Poi l'assassinio di massa da parte di quest'ultime dei compatrioti disarmati.

Evgeny Afineevsky, regista solido ed esperto, non vuole proporre una analisi politica e nemmeno fare una ricapitolazione storica, ma solo raccontare il momento, la sua energia, rigorosamente dall'interno e da una parte della barricata. Le riprese sono tutte di prima linea, ben ancorate ai luoghi dell'accaduto e testimoni ravvicinate di cortine di fumo, notti al gelo, scene di coraggio e di morte senza filtri.

Il docu-film termina su un parziale successo dei manifestanti, un tributo all'eroismo e alla determinazione di tanti ucraini. Ma è impossibile non pensare che dove finisce il reportage di Afineevsky inizia un terribile film di guerra che non ha ancora la parola fine.