'The Adam Project' viaggio nel tempo per un pubblico di tutte le età
di Roberto Nepoti , di Roberto NepotiC'era una volta il film per ragazzi. Non se ne vedevano esempi da molto tempo, sostituito - come è stato - dai superhero movies, congegnati per acchiappare pubblici anagraficamente più vasti. Ed ecco che il filone fa di nuovo capolino con The Adam Project (dall'11 marzo su Netflix), che non dispiacerà al pubblico adulto però guarda soprattutto agli spettatori più giovani. Prima di essere acquisito dalla piattaforma, il soggetto era in sviluppo a Hollywood già una decina d'anni fa col titolo Our name is Adam ed era destinato a Tom Cruise nel periodo in cui l'attore si dilettava particolarmente di film di fantascienza. Al centro c'è il tema classico del viaggio nel tempo; con annessi e connessi, a partire dalla - sempre incerta - possibilità di cambiare il futuro.
L'astronauta Adam Reed sta viaggiando all'indietro verso il 2018, alla ric…
C'era una volta il film per ragazzi. Non se ne vedevano esempi da molto tempo, sostituito - come è stato - dai superhero movies, congegnati per acchiappare pubblici anagraficamente più vasti. Ed ecco che il filone fa di nuovo capolino con The Adam Project (dall'11 marzo su Netflix), che non dispiacerà al pubblico adulto però guarda soprattutto agli spettatori più giovani. Prima di essere acquisito dalla piattaforma, il soggetto era in sviluppo a Hollywood già una decina d'anni fa col titolo Our name is Adam ed era destinato a Tom Cruise nel periodo in cui l'attore si dilettava particolarmente di film di fantascienza. Al centro c'è il tema classico del viaggio nel tempo; con annessi e connessi, a partire dalla - sempre incerta - possibilità di cambiare il futuro.
L'astronauta Adam Reed sta viaggiando all'indietro verso il 2018, alla ricerca di sua moglie Laura, che vi si è dispersa. Per uno sbaglio atterra invece nel 2022, dove incontra il suo io dodicenne, che vive con la madre in una casa nel bosco. All'inizio non vanno per niente d'accordo; poi uniscono le forze per salvare il mondo da un grave pericolo. Che ha a che fare con la tecnologia del viaggio temporale, inventata dal loro defunto padre ma rubata da una cinica capitalista per profitto personale. I personaggi sono affidati a un cast buono e abbondante, i cui componenti adulti hanno trafficato tutti con l'universo supereroico della Marvel: Ryan "Deadpool" Reynolds, Mark "Hulk" Ruffalo, Jennifer "Elektra" Garner, Zoe "Gamora" Saldana dei Guardiani della Galassia.
Sulla base del soggetto di sci-fi, The Adam Project sviluppa poi un mix, assemblato bene, di buddy movie, dramma sentimentale e commedia famigliare, corredato di tòpoi da teen movie (i bulli che perseguitano il piccolo Adam) e riferimenti alla cultura pop: dalla spada laser a doppia lama del protagonista (cfr. Star Wars la minaccia fantasma) a Terminator e Ritorno al futuro. Il regista Shawn Levy, che torna far coppia con Raynolds dopo il recente Free Guy, si destreggia agilmente in una materia così assortita, dirigendo momenti d'azione ben coreografati e montati in maniera fluida, senza gli "scatti" che spesso affliggono questo tipo di scene.
Però la cosa migliore è la chimica che intercorre tra Reynolds e il suo alterego dodicenne: interpretato dal simpatico Walker Scobell con sorprendente aderenza alla mimica cool della star adulta. La coppia si esibisce in una serie continua di sketch divertenti (il ragazzino è molto più sagace della sua versione trentenne), inframezzati da combattimenti ed effetti speciali per non perdere l'attenzione degli spettatori più avanti nell'età. Bene anche il cast di supporto che, ad eccezione della troppo sacrificata Katherine Keener nella parte della cattiva, si ritaglia spazi adeguati e partecipa all'impresa con palese divertimento. Rinunciando a capire le spiegazioni "quantiche" degli eventi, confuse come nella maggior parte dei film di fantascienza, un onesto divertissement cui ci si può abbandonare in pieno relax.
The Adam Project
Regia di Shawn Levy
Tre stelle su cinque