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Giuseppe Pedersoli: "Papà Bud Spencer e Terence Hill, quanti cazzotti sul set tra corse, cori e grandi mangiate"

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Il figlio dell'attore ricorda gli anni d'oro dei film della coppia. "Diceva: nei film agisco con qualche secondo di ritardo perché il pubblico deve pensare prima di me: ecco, adesso gli mena"
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Salsicce e motori, scazzottate acrobatiche e cori esilaranti, duelli in moto alla Sergio Leone, uno psicologo tedesco con il piglio di Donald Pleasence, una delicata equilibrista da Luna park, il killer Paganini con gli occhi di ghiaccio. E, soprattutto, una Dune Buggy col tettino giallo celebrata dal brano degli Oliver Onions, oggetto d'amore dei protagonisti rivali, il meccanico e il camionista, Bud Spencer e Terence Hill ...altrimenti ci arrabbiamo è la settima collaborazione della coppia, il film più amato dai fan, con scene che, dal 1974 fanno ridere le famiglie di tutto il mondo.

'Altrimenti ci arrabbiamo' Edoardo Pesce e Alessandro Roja nell'omaggio al film cult - trailer

Lucky Red ne ripropone, quasi cinquant'anni dopo, con protagonisti i i figli dei due personaggi, Alessandro Roia e Edoardo Pesce. Dietro la macchina da presa di Altrimenti ci arrabbiamo!, in sala il 23 marzo, al posto di Marcello Fondato, …

Salsicce e motori, scazzottate acrobatiche e cori esilaranti, duelli in moto alla Sergio Leone, uno psicologo tedesco con il piglio di Donald Pleasence, una delicata equilibrista da Luna park, il killer Paganini con gli occhi di ghiaccio. E, soprattutto, una Dune Buggy col tettino giallo celebrata dal brano degli Oliver Onions, oggetto d'amore dei protagonisti rivali, il meccanico e il camionista, Bud Spencer e Terence Hill ...altrimenti ci arrabbiamo è la settima collaborazione della coppia, il film più amato dai fan, con scene che, dal 1974 fanno ridere le famiglie di tutto il mondo.

'Altrimenti ci arrabbiamo' Edoardo Pesce e Alessandro Roja nell'omaggio al film cult - trailer

Lucky Red ne ripropone, quasi cinquant'anni dopo, con protagonisti i i figli dei due personaggi, Alessandro Roia e Edoardo Pesce. Dietro la macchina da presa di Altrimenti ci arrabbiamo!, in sala il 23 marzo, al posto di Marcello Fondato, ci sono gli YouNuts. A ricordare e raccontare il film di allora (disponibile su Infinity), c'è Giuseppe Pedersoli, regista e produttore, figlio di Bud Spencer. "Non ho visto il nuovo film, sono in viaggio. Quasi cinquant'anni dopo un rifacimento ci sta. Spero sia un bel film, gli attori sono molto bravi".


...altrimenti ci arrabbiamo è stato il più grande successo della coppia Spencer-Hill.
"Sì, nel mondo, più del secondo Trinità. In Germania incassò più del film di Bond. L'ho rivisto da poco ed è una favola surreale e strana, ha conquistato il pubblico con la magia di battute e scene originali. È girato benissimo, con due attori che erano davvero una coppia. Non fu osannato dalla critica, ma poi valutato, nel suo genere, molto riuscito".
 

Nel '74 lei aveva 13 anni, Che ricorda?
"Nelle vacanze scolastiche andavo a Madrid dove stavano girando parte del fim, mi rivedo con gli occhi sgranati a guardare le scene di azione fantastiche degli acrobati del cinema italiani, che sono stati un elemento di successo. Dalla sequenza iniziale della gara, coreografata dal più grande esperto di corse di automobili nel cinema, Rémy Julienne, alle scazzottate nella palestra e al Luna park. Era una grande giostra".

'Dune Buggy' il brano degli Oliver Onions reinterpretato da Federico Zampaglione


Diceva della chimica tra Carlo Pedersoli e Mario Girotti.
"Erano complementari, nell'inquadratura e per carattere. Terence aveva dieci anni di meno di papà e lo aveva ammirato nella parte sportiva della sua vita. Erano entrambi disciplinati, rispettosi, senza gelosie o invidie. Dai western di Colizzi ai Trinità, è venuto fuori il loro grande potenziale comico, spesso spontaneo. Il coro dei pompieri col grido e la gag delle labbra è stato un'idea di papà con la musica dei fratelli De Angelis. Erano set divertenti, sereni".


Lei li ha sperimentati facendo il produttore con loro.
"Dai 16 anni ero sui set. Terence Hill mi ha voluto come aiuto per Don Camillo, e poi tutte le altre cose. Terence è un produttore che vuole far star bene tutti, papà si lamentava che con me non poteva dire di no, gli facevo ripetere le scene. Abbiamo girato il mondo. Nella serie girata in Costa Rica ci spostavamo su piccoli aeroplani, ricordo una turbolenza e mio papà, che era già pilota, cercava di calmare il terrore degli altri".


Il più bel ricordo?
"Non un set, ma uno stadio: a ottant'anni papà fu chiamato dal Comitato olimpico internazionale, doveva consegnare solo un mazzolino di fiori, ma i 15mila dello stadio si alzarono in pieni ad applaudirlo. Tutti i ricordi sportivi per mio padre sono stati la parte più importante, il cinema lo ha vissuto come un regalo del destino, reiterato per più di 40 anni. L'affetto del pubblico per i suoi film, un po' facili, era una sorpresa, mentre era orgoglioso delle conquiste sportive. Per mio padre i grandi attori erano Gassman, Sordi, Tognazzi, Manfredi. Non aveva studiato recitazione, a 37 anni si è ritrovato casualmente sul set di Dio perdona... io no, da lì il successo".


Una fama mondiale e un museo a Berlino.
"C'è uno studio universitario, italo tedesco sulla loro popolarità, che spiega: i loro film erano semplici ma rispettavano tutti, divertivano ma non offendevano nessuno. Ancora oggi li vedono nonni e nipoti insieme. E poi anche le dittature dei 70, 80, 90 non li hanno mai censurati. Sono stati per certi versi un'ancora di salvezza, di spensieratezza anche in Paesi oppressi dai regimi. E sono ancora piacevoli: Piedone lo sbirro, al di là delle auto della polizia antiche trattava situazioni, valori e argomenti attuali".


Un papà super..
"Anche fuori dal set era sovradimensionato, grande stazza e grandi mani davano senso di protezione. Per i miei amici di scuola era un mito, a casa solo nostro padre. Aveva costruito un personaggio di burbero buono, che incute timore solo ai cattivi, ma non nei bimbi, che lo hanno sempre sentito come una figura protettiva. Ha incarnato naturalmente le caratteristiche del supereroe. Non voleva mai tradire quel che si aspettava il pubblico da lui, per questo rifiutò film con Fellini e Ferreri. Diceva: io agisco nei film con qualche secondo di ritardo, perché il pubblico deve pensare prima di me: "ecco, adesso gli mena". Hill era il furbo, lui l'uomo semplice che incarna la reazione di ciò che tutti vorrebbero fare quando subiscono un sopruso".


I momenti più piacevoli sul set?
"Per mio padre si esprimevano sempre con colossali mangiate. Hill era sempre a dieta, con una mela in mano. Però la spaghettata in casa nostra era una piacevole ricorrenza privata, Terence chiamava mia madre "Mi prepari gli spaghetti al pomodoro alla Maria?". E nelle pause di lavoro, nella roulotte di mio padre venivano invitati gli stuntman o gli amici per il rito della mangiata".


Quanto è stato importante l'incontro con Ermanno Olmi
"Quel ruolo in Cantando dietro i paraventi lo fu molto. Per Olmi fu una grande scoperta, per mio padre la soddisfazione di lavorare finalmente con uno dei più grandi registi, non più in serie B. A oltre ottant'anni sembrava gli venisse riconosciuto un valore, al di là dei film commerciali. Olmi ha proposto papà e Hill per il David di Donatello alla carriera, un riconoscimento a due attori che avevano avuto residenza cinematografica italiana in tutto il mondo per 40 anni. Lesse una motivazione appassionante, qualcosa di inaspettato per Terence e papà, forse la loro emozione più grande".