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'Leonardo. Il capolavoro perduto', il prezzo dell'arte e del potere

Il doc di da Andreas Kofoed ripercorre l'incredibile vicenda del dipinto più costoso della storia. In sala con Nexo dal 21 al 23 marzo
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Tra mistero, leggenda e speculazione, quella del Salvator Mundi è la storia più incredibile mai avvenuta nel mercato dell'arte. Catalogato come uno dei dipinti perduti di Leonardo Da Vinci, senza mai essere certificata come opera del genio del Rinascimento, è stato il quadro che ha superato ogni record: attribuito a un seguace di Leonardo e acquistato all'asta nel 2005 a New Orleans per poco più di mille dollari, in pochi anni attraversa i continenti e passa di mano in mano fino a essere venduto a 450 milioni di dollari. L'intera vicenda è raccontata in Leonardo. Il capolavoro perduto, il doc diretto da Andreas Kofoed che arriva in sala dal 21 al 23 marzo distribuito da Nexo Digital.

Una storia intricata e avvincente che, dopo un iniziale approccio artistico, diventa la trama di un gioco senza regole tra storici dell'arte, agenti segreti, giornalisti e speculatori, mo…

Tra mistero, leggenda e speculazione, quella del Salvator Mundi è la storia più incredibile mai avvenuta nel mercato dell'arte. Catalogato come uno dei dipinti perduti di Leonardo Da Vinci, senza mai essere certificata come opera del genio del Rinascimento, è stato il quadro che ha superato ogni record: attribuito a un seguace di Leonardo e acquistato all'asta nel 2005 a New Orleans per poco più di mille dollari, in pochi anni attraversa i continenti e passa di mano in mano fino a essere venduto a 450 milioni di dollari. L'intera vicenda è raccontata in Leonardo. Il capolavoro perduto, il doc diretto da Andreas Kofoed che arriva in sala dal 21 al 23 marzo distribuito da Nexo Digital.

Una storia intricata e avvincente che, dopo un iniziale approccio artistico, diventa la trama di un gioco senza regole tra storici dell'arte, agenti segreti, giornalisti e speculatori, molti dei quali raccontano in prima persona il proprio tassello di questo complicato puzzle di arte, finanza e politica. Girato nel corso di tre anni, Leonardo. Il capolavoro perduto ripercorre l'intera storia del Salvator Mundi ponendo al pubblico una domanda: questo dipinto multimilionario è davvero di Leonardo o semplicemente alcuni uomini di potere vogliono che lo sia?

“Questo è un film sull'incredibile viaggio di un dipinto, il Salvator Mundi, forse realizzato da Leonardo da Vinci. È una storia vera, eppure sembra una favola" spiega  Andreas Kofoed nelle note di regia. "Un dipinto danneggiato, trascurato per secoli, viene casualmente riscoperto e subito dopo osannato come un capolavoro perduto della bellezza divina". Tutto comincia nel 2005 quando Alex Parish, storico dell'arte e mercante di New York, acquista l'opera per poco più di mille dollari in una casa d'arte a New Orleans. Il quadro risale al 1500 ma non ci sono prove che lo abbia dipinto Leonardo. Parish lo affida alla restauratrice Dianne Modestini che per prima mette le mani sulla tela e sotto la vernice di un restauro arraffazzonato vi scopre il tocco di Leonardo.

Il dipinto prima del restauro (copyright Dianne Modestini) 

"Il protagonista è il dipinto. A rimuginare su di lui c'è la sua restauratrice, Dianne Modestini, che ha iniziato a lavorarci subito dopo aver perso il marito, Mario, lui stesso restauratore di fama mondiale" prosegue il regista. "Per Modestini il restauro è diventato un processo simbiotico legato al lutto in cui la pittura e Mario a volte sono diventati una cosa sola. Dopo il restauro, il dipinto viene rinchiuso in un porto franco, lasciando Dianne sola e criticata per il suo lavoro. Il suo restauro è arrivato al punto di trasformare un dipinto danneggiato in un Leonardo? Modestini è costretta a difendere se stessa e la sua integrità".

La restauratrice Dianne Modestini 

Nel 2008 i più illustri esperti di Leonardo si ritrovano di fronte a un cavalletto alla National Gallery di Londra per esaminare quello che viene presentato come un Salvator Mundi apparentemente senza pretese. Tre anni dopo, la National Gallery presenta quell’opera come un dipinto autografo di Leonardo nella celebre mostra dedicata al pittore. L'attribuzione del curatore della mostra ha naturalmente contribuito a far raggiungere all'opera un prezzo record, ma non sarà più possibile confutare se sia stato veramente Leonardo a dipingere quel Salvator Mundi perché questa è l'ultima volta che il dipinto viene esposto in pubblico.

Yves Bouvier 

Dopo la mostra il dipinto viene infatti rinchiuso in un porto franco - un deposito pieno di tesori d'arte come quello raccontato al cinema in Tenet di Christopher Nolan, e come nel film il magazzino blindato si trova in Svizzera accanto a un aeroporto. Un "paradiso fiscale" spiega un funzionario della Cia, di proprietà di Yves Bouvier, ed è a lui che l'oligarca russo Dmitry Rybolovlev si rivolge per acquistare il Salvator Mundi il 3 maggio 2013 per 127,5 milioni di dollari. In seguito, Rybolovlev viene a sapere che il suo consulente Yves Bouvier aveva acquistato il dipinto il giorno prima in una vendita privata mediata da Sotheby's. Bouvier ha pagato al consorzio 83 milioni di dollari prima di consegnare il dipinto a Rybolovlev con un ricarico di 44,5 milioni di dollari. Bouvier viene incriminato con l'accusa di frode e concorso in riciclaggio di denaro, una battaglia legale ancora oggi in corso.

Nel 2017 il dipinto arriva da Christie's per essere venduto. Ma prima della vendita la casa d'aste avvia una massiccia campagna marketing inviando il dipinto in tournée a Hong Kong, Londra, San Francisco e New York, dove infine viene venduto il 15 novembre per un prezzo d'asta record di 450 milioni e 300 mila dollari. Dopo l'asta, il New York Times rivela che l'acquirente del Salvator Mundi è il principe ereditario dell'Arabia Saudita, Mohammad bin Salman. La prima apparizione pubblica del dipinto è prevista al Louvre di Abu Dhabi a settembre, ma la mostra viene cancellata all'ultimo minuto. Nell'ottobre 2019 il Louvre di Parigi inaugura la grande mostra su Leonardo da Vinci e anche se annunciato come il pezzo forte, il Salvator Mundi non viene esposto: al suo posto c'è una copia dello spesso periodo. In seguito si scopre l'esistenza di un opuscolo, poi ritirato dalla libreria del museo, che fornisce conclusioni dettagliate degli esami scientifici del Louvre e conclude: "I risultati dello studio storico e scientifico consentono di confermare l'attribuzione dell'opera a Leonardo da Vinci".

Svelando i progetti nascosti degli uomini più ricchi della terra e delle istituzioni artistiche più potenti del mondo, il documentario mostra come gli interessi che si celano dietro al Salvator Mundi siano così giganteschi da far diventare la verità qualcosa di secondario. "A oggi non ci sono prove conclusive che il dipinto sia o non sia di Leonardo" spiega Kofoed. "E finché c'è un dubbio, persone, istituzioni e stati possono di fatto 'usarlo' per lo scopo che risulta loro più utile".

"Ciò che in questa vicenda mi affascina e mi delude" conclude il regista, "è che l'arte viene utilizzata per speculazioni economiche e giochi politici. Invece di essere pubblicamente accessibile, l’opera viene nascosta nei porti franchi e utilizzata per scopi cinici e speculativi. Nessuna delle istituzioni di spicco (la National Gallery, Christie's, il Louvre) o degli Stati coinvolti in questa storia (Francia e Arabia Saudita) hanno voluto parlare. E forse questa cosa non deve sorprenderci. Il tentativo di un approccio scientifico e accademico indipendente al dipinto è sottoposto a un'enorme pressione politica. Così alla fine, non solo il dipinto è perduto, ma anche la verità stessa".