'Acque profonde': guai a tradire Ben Affleck, perché i segreti vengono a galla
di Roberto Nepoti , di Roberto NepotiDopo vent'anni tondi di silenzio torna in scena Adrian Lyne, regista di sopravvalutati quanto celebri film erotici (9 settimane e ½) con coloriture da thriller (Attrazione fatale). Almeno quelli "funzionavano", però, come dimostra il favore riscosso all'epoca; invece Acque profonde, ora in programmazione sulla piattaforma Prime Video, non capisci bene che film voglia essere.
Il soggetto deriva da un romanzo di Patricia Highsmith, con ambientazione spostata dal Massachussetts al ricco Garden District di New Orleans. Qui vive Vic Van Allen, che si è arricchito inventando un microchip e ora si gode la precoce pensione: andando in mountain bike, allevando lumache e occupandosi della figlioletta Trixie e della giovane e bella moglie Melinda.
Dopo vent'anni tondi di silenzio torna in scena Adrian Lyne, regista di sopravvalutati quanto celebri film erotici (9 settimane e ½) con coloriture da thriller (Attrazione fatale). Almeno quelli "funzionavano", però, come dimostra il favore riscosso all'epoca; invece Acque profonde, ora in programmazione sulla piattaforma Prime Video, non capisci bene che film voglia essere.
Il soggetto deriva da un romanzo di Patricia Highsmith, con ambientazione spostata dal Massachussetts al ricco Garden District di New Orleans. Qui vive Vic Van Allen, che si è arricchito inventando un microchip e ora si gode la precoce pensione: andando in mountain bike, allevando lumache e occupandosi della figlioletta Trixie e della giovane e bella moglie Melinda.
Se il film aspira a essere un thiller psicologico, ha poco da offrire sia dalla parte del thriller sia da quella della psicologia. Mancano rivelazioni e colpi di scena capaci di produrre tensione; mentre i caratteri dei protagonisti peccano l'uno di eccessiva contraddittorietà (nella prima parte Vic sembra un marito innamorato e affettuoso, poi all'improvviso diventa uno psicopatico); l'altra, gattina con la fissa di sedurre, di schematismo.
Resta un po' misteriosa la passione del personaggio per l'elicicultura, che forse aspira a rappresentare una metafora. La strana passione di Vic, il quale alleva lumache non con destinazione alimentare ma per semplice diletto (?), potrebbe significare la sua doppia personalità, tra il polo del guscio protettivo (la casa) e l'istinto animale (il gasteropode "nudo" e viscido). Il che, comunque, è più cerebrale che convincente.
VOTO: due stelle e mezza