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La Cina cancella Keanu Reeves: l'attore supporta il Tibet, via i suoi film

La Cina cancella Keanu Reeves: l'attore supporta il Tibet, via i suoi film

In seguito alla partecipazione a una serata di beneficenza a sostegno del Tibet, i blockbuster con protagonista la superstar di Hollywood, titoli come 'Matrix', sono spariti dalle piattaforme di streaming cinesi

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PECHINO - Cancellato. Cara è costata a Keanu Reeves la partecipazione (virtuale) ad una serata di beneficenza a sostegno del Tibet. Da giorni decine di film con protagonista l’attore canadese sono spariti dalle principali piattaforme di streaming cinesi. Il motivo è appunto la partecipazione di Reeves, lo scorso 3 marzo, al 2022 Tibet House US Benefit Concert. La Tibet House a New York venne fondata nel 1987 su richiesta del Dalai Lama, che Pechino considera un pericoloso separatista. 

Dai siti di Tencent Video e di iQiyi sono spariti Matrix, John Wick, Speed, Bill & Ted's Excellent Adventure, Tutto può succedere, La casa sul lago del tempo, tra gli altri. Il Los Angeles Times, che per primo ha dato la notizia, scrive che ben 19 titoli sono ora introvabili. 

Già a gennaio l’attore era stato vittima dei nazionalisti da tastiera. In quei giorni nei cinema cinesi era arrivato The Matrix Resurrections, quarto capitolo della famosa saga, ma proprio per l’annunciata partecipazione all’evento in sostegno del Tibet erano partiti gli appelli online al boicottaggio. 

Pechino, che da anni accusa il Dalai Lama - in esilio in India - di fomentare i sentimenti separatisti nella regione tibetana, riconosce invece Qoigyijabu, monaco buddhista, scelto dal governo comunista come decima reincarnazione del Panchen Lama, che non è riconosciuto né dal Dalai Lama né dal governo tibetano in esilio.

La scorsa estate Xi Jinping fu il primo presidente da 31 anni a questa parte a visitare la regione in occasione del 70° anniversario dell’invasione comunista. Anzi, la 'liberazione pacifica', come ama definirla Pechino. Nell’ottobre del 1950 l’Esercito popolare occupò, infatti, la regione. L’anno successivo, a maggio, la firma dell’Accordo dei 17 punti che riconosceva di fatto la sovranità cinese in cambio, però, di un proprio sistema politico e del ruolo del Dalai Lama. Non durò molto. Nel ’59 la repressione fa fuggire la guida spirituale a Dharamsala, in India, dove nasce il governo tibetano in esilio.