'Quando Hitler rubò il coniglio rosa', la favola di Anna in fuga dal nazismo
di Giovanni Gagliardi
La vita da esuli di una famiglia di ebrei tedeschi visti con gli occhi di una bambina di nove anni. Tratto dal best seller autobiografico di Judith Kerr, il film esce nelle sale il 28 aprile. La regista Caroline Link: "Mostra l'immenso potere che la famiglia può dare"
Aggiornato alle 3 minuti di lettura
"Sono ebrea". "E da quando?". "Da sempre". "Veramente? Non lo sapevo". "Nemmeno io". "Il tuo naso però non è diverso". È il febbraio del 1933, Anna ha 9 anni e vive a Berlino. Hitler sta per salire al potere e i segnali della tragedia che sta per travolgere il popolo tedesco e l'Europa, ci sono tutti. Il breve dialogo che ha con la sua amica Elsbeth rivela, nella sua drammatica leggerezza, lo spirito di Quando Hitler rubò il coniglio rosa, il celebre racconto biografico di Judith Kerr(autrice anche della celebre fiaba Una tigre all’ora del tè) diventato un film, in uscita nelle sale il 28 aprile distribuito da Altre Storie, con la regia di Caroline Link, (premio Oscar per Nowhere in Africa), che ha realizzato anche la sceneggiatura insieme ad Anna Brüggemann.
Il film racconta la fuga della scrittrice e della sua famiglia di origine ebraica dalla Germania nazista, una fuga per mezza Europa, vista con gli occhi di una bambina e raccontata con un tono "quasi spensierato", lo ha definito la regista. "Judith Kerr mi disse che ricordava gli anni trascorsi in Svizzera e a Parigi come esperienze positive, piene di avventura".
Una scena del film 'Quando Hitler rubò il coniglio rosa'
Il film racconta cosa significa essere profughi, ma, nonostante l'oscurità che avvolge i protagonisti, simboleggiata anche dai disegni di terribili catastrofi che la piccola Anna produce in continuazione, è anche un film, spiega ancora Caroline Link "sulla fiducia, la curiosità, l'ottimismo e mostra l'immenso potere che la famiglia può dare".
"Tutto è possibile finché restiamo insieme", era infatti il motto di Judith Kerr, che nel suo libro aggiunge: "Se non hai una casa tua, allora devi stare con la tua famiglia". E la famiglia di Anna è composta da suo fratello Max, che di anni ne ha 12, dalla madre Dorothea, pianista, e dal padre, Arthur Kemper, noto critico teatrale e, da socialista, durissimo oppositore del nazismo. Un ruolo molto importante per la piccola Anna è quello ricoperto dalla governante Heimpi, una sorta di vice-mamma.
La storia inizia pochi giorni prima delle elezioni in Germania. A scuola c'è una festa di carnevale, i bambini sono mascherati da Zorro, da cowboy o da mago, quando improvvisamente irrompono altri bambini, ma la loro uniforme della Gioventù hitleriana non è un travestimento. Ne nasce una baruffa, una lotta tra ragazzi nazisti e socialisti. Quasi un gioco, che però lascia presagire quello che sta per accadere nella società dei "grandi", ma che nel film non è mai mostrato.
Una scena del film 'Quando Hitler rubò il coniglio rosa'
Tornata a casa, Anna racconta al padre, che è a letto con l'influenza, quello che è accaduto e gli mostra la spilletta con la svastica strappata ad uno dei ragazzi. "Quello era un simbolo di fortuna, ora lo è di stupidità. Gettala via". Sono le ultime ore di serenità, tutto sta per cambiare. Hitler sta per prendere il potere. "Chi ruba sogni e conigli, chi sottrae liete corse e sogni festosi ha terribili baffetti di un tiranno mostruoso", scrive nel libro Judith Kerr.
Una scena del film 'Quando Hitler rubò il coniglio rosa'
Una sera Arthur riceve una telefonata da un poliziotto suo ammiratore il quale lo avvisa del fatto che dopo le elezioni i nazisti hanno intenzione di ritirare i passaporti agli ebrei, perciò il poliziotto consiglia allo scrittore di lasciare la Germania. In fretta e furia la famiglia prepara il piano di fuga.
Una scena del film 'Quando Hitler rubò il coniglio rosa'
Il padre li precederà a Zurigo dove loro poi lo raggiungeranno. Quando arriva il momento di scegliere cosa portare con sé nel viaggio, la piccola Anna, convinta che tutto sarebbe stato splendido nella nuova casa, lascia in Germania un coniglio rosa che non vedrà mai più. "Speriamo che Hitler lo stia trattando bene". Dirà più avanti nel corso del suo esilio.
La partenza e l'addio alla governante, alla casa di Berlino e a tutto ciò a cui è più affezionata, è solo la prima di una lunga serie di separazioni. Momenti difficili per una bambina, ma sempre accompagnati dall'amore e dalla speranza. E da una punta di umorismo, come quando Anna si maschera da führer disegnandosi dei buffi baffetti sul viso.
Una scena del film 'Quando Hitler rubò il coniglio rosa'
Nel cast di Quando Hitler rubò il coniglio rosa troviamo Riva Krymalowski, nel ruolo di Anna Kemper, Oliver Masucci, noto per aver interpretato Adolf Hitler in Lui è tornato, che interpreta il padre Arthur kemper, Carla Juri nel ruolo della madre Dorothea Kemper, Marinus Hohmann nel ruolo di Max, Ursula Werner che intepreta la governante Heimpi e Justus von Dohnányi, l'amatissimo zio Julius.
Una scena del film 'Quando Hitler rubò il coniglio rosa'
Il film è prodotto da Sommerhaus Filmproduktion e Warner Bros. Film Production Germany. Una coproduzione La Siala Entertainment, Hugofilm Features e NextFilm Filmproduktion. In collaborazione con Rai Cinema, SRF Schweizer Radio und Fernsehen, SRG, SSR. World sales: Beta Cinema.