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Il David Speciale a Sabrina Ferilli: "Una carriera di coraggio, è questa la mia vittoria"

L'attrice sarà premiata durante la cerimonia di consegna dei riconoscimenti dell'Accademia del cinema italiano, il 3 maggio in diretta su Rai 1
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Per Sabrina Ferilli il cinema è «una forma di vita, è arte e cultura, che possono non coincidere. In questo senso la mia carriera è stata larga, ha incluso il cinema d’autore e da botteghino, fiction importanti, musical, programmi televisivi». Il 3 maggio riceverà il David Speciale 2022, assegnato dalla commissione guidata da Piera Detassis. Il premio lo dedica «a mio marito, alla famiglia».

Del grande schermo l’attrice si è presto innamorata: il suo mito era Sophia Loren, «emblema del talento, dell'impegno. Ha lasciato un segno indelebile nel mio approccio al cinema». Il primo ruolo importante con Marco Ferreri, Diario di un vizio, «una esperienza formativa, un film che andò al Festival di Berlino». Di quel periodo, del lavoro con Ferreri, Monicelli, Taviani ricorda «artisti liberi, più di oggi: nel racconto, nei temi, nelle scelte nella narrazione visiva»…

Per Sabrina Ferilli il cinema è «una forma di vita, è arte e cultura, che possono non coincidere. In questo senso la mia carriera è stata larga, ha incluso il cinema d’autore e da botteghino, fiction importanti, musical, programmi televisivi». Il 3 maggio riceverà il David Speciale 2022, assegnato dalla commissione guidata da Piera Detassis. Il premio lo dedica «a mio marito, alla famiglia».

Del grande schermo l’attrice si è presto innamorata: il suo mito era Sophia Loren, «emblema del talento, dell'impegno. Ha lasciato un segno indelebile nel mio approccio al cinema». Il primo ruolo importante con Marco Ferreri, Diario di un vizio, «una esperienza formativa, un film che andò al Festival di Berlino». Di quel periodo, del lavoro con Ferreri, Monicelli, Taviani ricorda «artisti liberi, più di oggi: nel racconto, nei temi, nelle scelte nella narrazione visiva».

Ma il riferimento di carriera è Paolo Virzì a partire da La bella vita. «Paolo ed io siamo nati insieme, il punto focale gira intorno ai tre film fatti con lui, a cui artisticamente ho dato di più e a cui sono legata». Il titolo che l’emoziona è Almost America, la miniserie dei fratelli Frazzi, «sul viaggio dei migranti italiani in Canada. La portammo a Toronto. Quella storia mi è rimasta dentro. Ma anche Ramona, Dalida, che feci per i francesi, la Rosetta di Rugantino, personaggi che mi hanno portato quasi all’esaurimento nervoso. Donne che hanno sofferto: scendere in quelle condizioni emotive non è una passeggiata, difficile uscire poi da quegli stati d’animo». 

Paolo Sorrentino, che le ha affidato il ruolo della spogliarellista Ramona in La grande bellezza, ha avuto il merito di «raccogliere la mia cifra malinconica, molto presente. È stato il primo che non ha cercato l’aspetto vigoroso e solare ma un personaggio più nascosto, inconsolabile, come sono io». Ride, se le si fa notare il carattere forte, «mi dice quello che mi dicono i miei parenti, ma con un altro significato: loro non vedono l’ora che vada a fare i film per respirare. Sono molto presente, precisa, pignola». 

L'attrice in 'La grande bellezza' 

Coraggiosa, anche: «La mia è una carriera di coraggio. Ho fatto cose che non si sapeva dove andavano a parare, è stata la mia vittoria. A 25 anni feci la commedia musicale, fuori moda dagli anni Sessanta, e invece fu importante. Quando superi la ribalta e arrivi alle persone significa che ha funzionato. Grazie al carattere forte non sono mai rimasta imbrigliata nelle etichette, mollando per cercare altro anche quando le cose andavano bene».

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Al festival di Sanremo non tornerebbe, «cosa potrei fare di più? — ragiona — ho avuto il mio momento per esprimermi, come attrice, dicendo ciò che sentivo. Ma ho un carattere frastagliato, non lineare. Sono timida, fatico a rapportarmi nei momenti con gli altri, faccio un passo indietro, tendo a sparire. È un altro mestiere».

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Al cinema, oggi, sogna di interpretare Anna Karenina «anche se l’età l’ho superata. Vorrei raccontare lo squilibrio, i passi falsi. Ruoli più complessi, come lo è la vita».