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Teresa Saponangelo: "Sorrentino ha cambiato la mia vita, ma volevo essere candidata come protagonista"

L'attrice, concorre ai David per il ruolo della mamma in "E' stata la mano di Dio",  è ora teatro con Il Tartufo e al cinema con il  film "Fragile". Poi ci sarà la serie Rai su Dalla Chiesa e un progetto con Antonio Capuano
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Teresa Saponangelo si prepara per andare a teatro, porta in scena Il Tartufo di Moliére diretto da Jean Bellorini al Mercadante di Napoli: "Abbiamo debuttato qualche giorno fa - racconta - ed è tutto pieno. Di questi tempi è un miracolo". Della candidatura al David di Donatello per È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino dice con voce schietta e allegra:  "Come ho accolto la notizia? Innanzitutto volevo essere candidata come protagonista. Non lo nascondo. Perché mi dispiace, mi sembra ingiusto dover lottare con una collega che fa parte del cast (Luisa Ranieri, ndr)". Al cinema arriva con Fragile, film della olandese Jenneke Boeijink e in tv la vedremo nel ruolo della moglie di Dalla Chiesa nella serie con Sergio Castellitto.

'È stata la mano di Dio' il film di Paolo Sorrentino in sala e poi su Netflix - trailer

Quel film le ha cambiato la vita, professionale e personale. &q…

Teresa Saponangelo si prepara per andare a teatro, porta in scena Il Tartufo di Moliére diretto da Jean Bellorini al Mercadante di Napoli: "Abbiamo debuttato qualche giorno fa - racconta - ed è tutto pieno. Di questi tempi è un miracolo". Della candidatura al David di Donatello per È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino dice con voce schietta e allegra:  "Come ho accolto la notizia? Innanzitutto volevo essere candidata come protagonista. Non lo nascondo. Perché mi dispiace, mi sembra ingiusto dover lottare con una collega che fa parte del cast (Luisa Ranieri, ndr)". Al cinema arriva con Fragile, film della olandese Jenneke Boeijink e in tv la vedremo nel ruolo della moglie di Dalla Chiesa nella serie con Sergio Castellitto.

'È stata la mano di Dio' il film di Paolo Sorrentino in sala e poi su Netflix - trailer

Quel film le ha cambiato la vita, professionale e personale. "Mi ha dato una popolarità incredibile, specie grazie alla cassa di risonanza di Netflix. La gente mi ferma per dirmi quanto si è commossa. E riuscire a portare a casa un ruolo così complesso, sfaccettato, ironico e doloroso mi ha dato sicurezza in me stessa". Un viaggio bellissimo che si è fermato alla vigilia degli Oscar "Mi sono presa il Covid una settimana prima di partire per Los Angeles. Avrei voluto essere lì con Paolo, incontrare gli idoli che mi hanno fatto sognare il cinema, Streep, De Niro". Al cinema lei e Sorrentino hanno esordito insieme "sullo stesso set, nel dicembre del '94. Poi ci siamo visti di rado. Era molto duro, ironico, pungente". Lei fece il provino per The Young Pope "ma il ruolo della moglie della guardia svizzera che non riesce ad avere figli è andato a Ludivine Seigner". Poi, Sorrentino, l'ha ritrovato nel suo film più personale: "Negli anni si è addolcito, l'ho ritrovato generoso, accogliente, in ascolto". Il ricordo più prezioso "quando l'ho visto commuoversi in una mia scena, allora mi sono commossa anche io. Ho capito che maneggiavamo materiale delicato e doloroso".

Anche l'attrice è rimasta orfana "a soli due anni: non ho nessun ricordo di mio padre, morto per un incidente sul lavoro. Era bello, elegante, studiava piano e canto, sognava di fare l'attore. Ho ritrovato un suo book in bianco e nero. Inconsapevolmente mi ha trasmesso la passione per la recitazione". L'altra fatalità è stato l'andare ad abitare, quando la famiglia ha lasciato Taranto per Napoli "in un palazzo che aveva lo stesso ingresso del Teatro Politeama. In queste settimane ho preso casa nello stesso quartiere, il Monte di Dio. Ho voluto ritrovare le mie origini, ci ho vissuto 12 anni, ho appreso il napoletano popolare, grazie al quale poi ho lavorato con  Capuano e Martone".  Capuano, che sarà premiato con un David speciale, è stato il suo mentore: "Mi fece il provino per Pianese Nunzio 14 anni a maggio e mi volle subito. Mi ha insegnato la flessibilità, la velocità, devi essere un atleta della parola, è una coreografia lavorare con lui. Dopo avermi visto in Polvere di Napoli Servillo mi ha scelta per il Tartufo e  Roman Coppola che mi ha fatto fare il provino per una pubblicità col papà Francis. Non sono riuscita ad avere lo stesso ritmo in inglese, non mi ha presa, ma l'incontro è stato bellissimo e conservo una foto con lui".

 

Oltre ai provini andati male, ci sono anche le occasioni rifiutate "ricordo un film in cui ero una donna che riconosceva il suo violentatore, intrecciava una relazione e poi lo uccideva. C'erano tante scene di nudo, entrai in crisi, piangevo. Mi sono pentita quando ho scoperto che a interpretare l'uomo sarebbe stato Ennio Fantastichini, che adoro. E poi rimpiango il no a Fuori dal mondo, di Giuseppe Piccioni, era il ruolo della suora poi interpretato  da Margherita Buy, allora volevo smetterla con i ruoli solari, e invece era un film bellissimo".

 

In sala arriva con un nuovo film, Fragile, della olandese Jenneke Boeijink: "Sono un'infermiera che aiuta un padre ad accompagnare il figlio alla morte. Consapevole che il piccolo malato non ce la farà, suggerisce all'uomo di lasciare Rotterdam, con i suoi grattacieli per un luogo felice, sul Gargano. Questo padre manager in carriera riscoprirà una grande connessione con il piccolo". Il film è stata una sfida: "Mi sono confrontata con l'inglese, con attori tedeschi e belgi che hanno anche una lingua attoriale diversa. Ma, come diceva la regista, l'intento è andare oltre il testo e trasmettere la carica emotiva, quel che sei, da dove vieni".

La vedremo poi al fianco di Sergio Castellitto nel ruolo di Dora Fabbo, la moglie di Dalla Chiesa nella serie Rai in quattro puntate dedicate al generale, a quarant'anni dall'attentato, il 3 settembre del 1982: "Ho avuto la fortuna di parlare, in un lungo incontro, con Rita Dalla Chiesa. Mi ha raccontato cose molto delicate e importanti, nel ricordo di sua madre. Conoscevo bene quel periodo storico, lo stesso di Il buco in testa, girato con Capuano - quindi ho immaginato più il lato tenero e familiare di questa donna,compagna di un generale amato e seguito ancora oggi dai militari, ho amici marescialli dei carabinieri che hanno la  sua foto".

 

E c'è ancora un progetto con Capuano. "Ho scritto un soggetto, e Capuano ne ha tratto una sceneggiatura, su un evento accaduto nella mia vita, come in quella di migliaia di donne, sul tema della separazione, un momento psicologicamente doloroso, soprattutto per un bambino". L'attrice ha un rapporto stretto con il figlio, "Potrei essere morbosa, devo fare attenzione. Lui è una fase esplorativa, curioso, incerto. Si è innamorato di Paolo Sorrentino, è legato ad Antonio, sono loro la mia famiglia artistica".