Cinema, incassi in picchiata. Si spera nei blockbuster. Mattarella: "La sala resti centrale"
di Arianna Finos , di Arianna FinosNon ci può essere una celebrazione del cinema senza il luogo in cui il pubblico e i film s'incontrano. Lo ha sottolineato con forza Sergio Mattarella incontrando al Quirinale, come tradizione, i candidati ai David di Donatello, i premi del cinema italiano che saranno consegnati martedì 3 maggio in una cerimonia in diretta su Rai 1: "Le sale richiedono attenzione e non possono essere trascurate. Il loro ruolo sociale è importante, nelle città più popolate come nei centri più piccoli. Sono un patrimonio civile".
La preoccupazione del capo dello stato è certificata dai dati Cinetel. Lo scorso weekend gli incassi sono calati del 48% rispetto al precedente. E pur con qualche buona prova di film italiani - soprattutto il record di Spid…
Non ci può essere una celebrazione del cinema senza il luogo in cui il pubblico e i film s'incontrano. Lo ha sottolineato con forza Sergio Mattarella incontrando al Quirinale, come tradizione, i candidati ai David di Donatello, i premi del cinema italiano che saranno consegnati martedì 3 maggio in una cerimonia in diretta su Rai 1: "Le sale richiedono attenzione e non possono essere trascurate. Il loro ruolo sociale è importante, nelle città più popolate come nei centri più piccoli. Sono un patrimonio civile".
La preoccupazione del capo dello stato è certificata dai dati Cinetel. Lo scorso weekend gli incassi sono calati del 48% rispetto al precedente. E pur con qualche buona prova di film italiani - soprattutto il record di Spider-man: no way home, che ora si spera di replicare con Doctor Strange - Nel multiverso della follia - siamo lontani dalle cifre pre-pandemia. Nel resto d'Europa il pubblico sta tornando, da noi no. L'Italia è a -7% di incassi del 2021 rispetto al 2022, mentre Francia, Gran Bretagna, Germania e Spagna hanno tutte il segno positivo (rispettivamente +47%, +75%, +20% e +45%). Il 2020 ha registrato perdite complessive del 71% rispetto al 2019, per il 2022 le stime parlano di 600 milioni di euro.
Paolo Del Brocco e Enrico Letta, ad di Rai Cinema e Medusa, hanno firmato un appello congiunto: durante il lockdown si sono estremamente ridotte le finestre tra sala e streaming, oggi vanno ripristinate e allargate anche ai film stranieri: "La crisi attuale mette in discussione la sopravvivenza dell'intero sistema". I ricavi delle sale aiutano a recuperare gli investimenti di produzione e promozione, il successo in sala è un parametro di valutazione negli accordi con i broadcaster, "tornare alla finestra di 90 giorni proposta da Franceschini non basta": ne propongono una di 180 giorni, almeno per i prossimi tre anni. Infine, la necessità "di regolamentare in modo chiaro l'utilizzo delle uscite-evento di tre giorni, usate per velocizzare l'arrivo in piattaforma".
La preoccupazione degli esercenti si è fatta rabbia di fronte all'obbligo di mantenere le Ffp2 in sala fino al 15 giugno. "È inaccettabile - replica l'Anec, l'Associazione nazionale esercenti cinema - esiste una generica raccomandazione per tutte le attività, comprese realtà commerciali affollate, alle discoteche sono concesse le mascherine chirurgiche. Un settore non può resistere a numeri così disastrosi. Chiediamo un'assunzione di responsabilità al governo per evitare altri danni, nei prossimi due mesi arriveranno i blockbuster che aiuteranno il ritorno del pubblico in sala".