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La sfortuna del piccolo grande Gilles

(ansa)
Multischermo / 'L’aviatore' è il sottotitolo del doc diretto da Giangiacomo De Stefano a 40 anni dalla morte del pilota della Ferrari, Gilles Villeneuve
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Era alto 1.56, pesava 50 kg ed era come un fantino: in più le prime corse le fece in un ippodromo del Canada. Però guidando una motoslitta. E si potrebbe andare avanti a lungo a elencare stranezze di vita, carattere, vicissitudini, schiaffi rifilati al destino, finché il destino si prese una rivincita intollerabile e nemmeno in gara, ma nelle prove, in un circuito belga. Rai 2 martedì sera — mentre in giro impazzavano cantanti bizzarri e opinionisti anche peggio — ha mandato un documento di una certa rilevanza, ricordando a 40 anni dalla scomparsa Gilles Villeneuve. L’aviatore, nel sottotitolo — guidava l’elicottero e faceva pazzie anche lì — ossia il piccolo canadese al quale la sorta aveva riservato l’attenzione di Enzo Ferrari: e negli occhi e nel cuore del Drake era scattata l’identificazione con il Nuvolari del passato, con la voglia irrefrenabile di scommettere su uno sconosciuto chiamato a sostit…

Era alto 1.56, pesava 50 kg ed era come un fantino: in più le prime corse le fece in un ippodromo del Canada. Però guidando una motoslitta. E si potrebbe andare avanti a lungo a elencare stranezze di vita, carattere, vicissitudini, schiaffi rifilati al destino, finché il destino si prese una rivincita intollerabile e nemmeno in gara, ma nelle prove, in un circuito belga. Rai 2 martedì sera — mentre in giro impazzavano cantanti bizzarri e opinionisti anche peggio — ha mandato un documento di una certa rilevanza, ricordando a 40 anni dalla scomparsa Gilles Villeneuve. L’aviatore, nel sottotitolo — guidava l’elicottero e faceva pazzie anche lì — ossia il piccolo canadese al quale la sorta aveva riservato l’attenzione di Enzo Ferrari: e negli occhi e nel cuore del Drake era scattata l’identificazione con il Nuvolari del passato, con la voglia irrefrenabile di scommettere su uno sconosciuto chiamato a sostituire il monumentale Niki Lauda. Il doc, per Rai Documentari, aveva una marca tutta emiliana — anche Ivano Marescotti come voce narrante. Diretto da Giangiacomo De Stefano, che lo ha scritto con Federico Fava e Valentina Zanella, Gilles Villeneuve - L’aviatore, di lunga durata e oltremodo esauriente, era una sorta di agguato emotivo. Alla base, la robusta sostanza del lavoro, fatta di testimonianze di gente d’epoca — impareggiabili i collaboratori di casa Ferrari, le segretarie, le addette stampa — cronisti e così via, tutti impegnati in un’opera di memoria non da poco. Il tutto dentro una serie di immagini di gare che da un lato sbalordiscono per la suggestione di sfide emotivamente altissime, dall’altra agghiacciano per come il prezzo da pagare fosse nella scarsità di sicurezza. Merito principale del doc, accontentare gli appassionati ma anche tenere sempre d’occhio il contorno: fatto di un’Italia senza limiti, si credeva, con esaltazioni e miti che passavano e svanivano.
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Tra gli spunti social, uno su mille ce la fa. Per esempio è nata l’ipotesi di rivedere l’esimio professor Orsini in autunno come concorrente di Ballando con le stelle. Che è chiaramente una boutade scemotta, ma poi più ci si pensa....