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Croisette da paura tra finzione e realtà. Zelensky in video: "Il cinema parli"

Festival al via, red carpet con star e ospiti. Pochi cinesi causa lockdown, niente russi. Con il leader ucraino irrompe l’attualità. Poi il film inaugurale: gli zombi di 'Coupez!'
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"Vinceremo, gloria all'Ucraina". L'ex attore e ormai presidente Volodymyr Zelensky si collega con la Croisette. Il leader ucraino parla dei bombardamenti a tappeto, dei massacri di Bucha e Mariupol, della scoperta di fosse comuni. "E non sono effetti speciali", aggiunge ricordando che la prima edizione del festival di Cannes doveva cominciare nel 1939 ma era stata cancellata per l'arrivo della seconda guerra mondiale. "Ogni tanto pensiamo che i nostri nemici vogliono essere peggio dei nazisti" tuona Zelensky rivolgendosi a una platea di donne in abito lungo e uomini in smoking che ascoltano silenziosi. "Abbiamo bisogno del cinema" continua il presidente ucraino da Kiev in un discorso pieno di riferimenti alla settima arte, dagli esordi dei fratelli Lumière ad Apocalypse Now. Zelensky legge una citazione da Il grande dittatore e lancia un appello alla mobilitazione anche tra gli artisti: "Ci vuole un nuovo Chaplin che dimo…

"Vinceremo, gloria all'Ucraina". L'ex attore e ormai presidente Volodymyr Zelensky si collega con la Croisette. Il leader ucraino parla dei bombardamenti a tappeto, dei massacri di Bucha e Mariupol, della scoperta di fosse comuni. "E non sono effetti speciali", aggiunge ricordando che la prima edizione del festival di Cannes doveva cominciare nel 1939 ma era stata cancellata per l'arrivo della seconda guerra mondiale. "Ogni tanto pensiamo che i nostri nemici vogliono essere peggio dei nazisti" tuona Zelensky rivolgendosi a una platea di donne in abito lungo e uomini in smoking che ascoltano silenziosi. "Abbiamo bisogno del cinema" continua il presidente ucraino da Kiev in un discorso pieno di riferimenti alla settima arte, dagli esordi dei fratelli Lumière ad Apocalypse Now. Zelensky legge una citazione da Il grande dittatore e lancia un appello alla mobilitazione anche tra gli artisti: "Ci vuole un nuovo Chaplin che dimostri che il cinema non è muto".


L'eco della guerra alle porte si materializza nella cerimonia di apertura con l'invito a sorpresa del leader ucraino per lanciare la settantacinquesima edizione del festival che ha finalmente voltato pagina con la pandemia ma non può ignorare il disordine del mondo. Il delegato generale Thierry Frémaux lavorava da settimane per ottenere l'intervento da Kiev. "Il conflitto sarà presente nelle coscienze" aveva annunciato Frémaux, senza anticipare che avrebbe anche fatto irruzione del Palais con il volto di Zelensky, dopo che era già stato incoronata la star hollywoodiana Forest Whitaker, palma d'onore alla carriera, il presidente della giuria Vincent Lindon aveva letto una sorta di poesia visionaria sul futuro di un cinema in sofferenza ma resiliente, e la madrina della serata, l'attrice Virginie Efira, aveva duettato al pianoforte intonando Que je t'aime.


Il ritorno alla normalità può aspettare. Cannes festeggia il ritorno degli americani, dei Top Gun dalla parte del bene, ma avrà pochi cinesi per il lockdown e ha deciso di limitare le delegazioni russe, con tante ville di oligarchi sulla Costa Azzurra sotto sequestro. Come in un villaggio di Astérix, il festival continua ad alzare barricate contro i titoli di Netflix in concorso ma si vociferà che presto si arrenderà con l'arrivo di Iris Knobloch, già dirigente Warner e nuova presidente dalla prossima edizione, e intanto per togliersi l'immagine da festival boomer ha stretto accordi con Tik Tok e l'influencer Khaby Lame.

In un abbinamento osé ma probabilmente voluto, dopo il discorso di Zelensky sono sbarcati sullo schermo gli zombie veri ma falsi di Michel Hazanavicius nella commedia esilarante Coupez! che racconta le riprese di un improbabile film gore - il film doveva intitolarsi Z (comme Z) ma è stato poi cambiato visto che l'ultima lettera dell'alfabeto è diventata il simbolo dell'aggressione russa. Tappeto rosso pomodoro come la maglietta di Bérénice Bejo sporcata in questo film nel film nella battaglia contro morti viventi a colpi di mosse di krav maga mentre si aggira con un'ascia in un centro commerciale infestato.

'Coupez': il film sugli e con gli zombie che inaugura il festival di Cannes

Alla fine il terrore viene ancora di più da Romain Duris, che interpreta il regista e insegue con sguardo assatanato gli attori per salvare un film travolto da imprevisti e contrattempi, con effetto grottesco irresistibile. "Sono zombie per bambini", sorride il regista di Coupez! premio Oscar per The Artist che ha presentato in anteprima la commedia in una proiezione a Parigi, con il presidente in uscita del festival, Pierre Lescure, che rideva a crepapelle. Il cinefilo Hazanavicius, appassionato di cinema italiano e di Alberto Sordi in particolare, ha realizzato una commedia strampalata ispirata dal cult movie del giapponese Shin'Ichiro Ueda in cui la troupe deve realizzare un unico piano sequenza diffuso in diretta sotto lo sguardo severo di una produttrice impietosa.

"È un film che inizia catastrofico ma si rivela nel progredire della storia e termina in modo del tutto inaspettato" racconta. Un pastiche intorno ai film di genere di solito, come il regista aveva già fatto con James Bond con la commedia Oss 117, amatissima Oltralpe. Tra incidenti sul set e malori degli attori, Coupez! è concepito come un'ode all'avventura della settima arte. "È un omaggio a tutti i mestieri che fabbricano il cinema" dice il regista che si specchia nel personaggio di Duris sposato sullo schermo a Bejo, moglie di Hazanivicius, già presente in altri suoi film. "Non c'è una legge secondo cui devo fare tutti i miei film con Bérénice" spiega. "Anzi, a essere sincero, all'inizio pensavo a un'altra attrice" commenta il regista che ha messo nel cast anche la figlia Simone. Quasi un autoritratto di famiglia.