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Forest Whitaker al Festival di Cannes 2022: "Il mio modello è stato Sidney Poitier"

(ansa)
All'indomani della Palma d'oro onoraria l'attore premio Oscar ci parla della sua quarantennale carriera, del suo impegno in Africa, di quel suo primo film con Sean Penn e Nicolas Cage e della nuova sfida: 'Megalopolis' di Francis Ford Coppola
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Le emozioni di ieri sera, quando in apertura della settantacinquesima edizione del festival di Cannes gli è stata consegnata la Palma d'onore alla carriera, sono ancora vive. Forest Whitaker sta per lasciare la Croisette e tornare negli Stati Uniti ma accetta di fare una chiacchierata sui suoi quarant'anni di carriera che cadono quest'anno. Sessant'anni, più di cento film, un premio a 28 anni come miglior attore qui a Cannes per il film di Clint Eastwood Bird sul sassofonista Charlie Parker, un Oscar per L'ultimo re di Scozia dove interpretava il dittatore ugandese Idi Amin Dada, film da regista e produttore, ambasciatore per l'Unesco. Lo incontriamo nel Salon des Ambassadeurs del Palais del festival.

Mr. Whitaker ieri sembrava veramente commosso. Cosa significa questo premio per lei?
"È uno straordinario riconoscimento per il mio lavoro nel complesso degli ultimi quarant'anni, conta molto per me. Già è stato straord…

Le emozioni di ieri sera, quando in apertura della settantacinquesima edizione del festival di Cannes gli è stata consegnata la Palma d'onore alla carriera, sono ancora vive. Forest Whitaker sta per lasciare la Croisette e tornare negli Stati Uniti ma accetta di fare una chiacchierata sui suoi quarant'anni di carriera che cadono quest'anno. Sessant'anni, più di cento film, un premio a 28 anni come miglior attore qui a Cannes per il film di Clint Eastwood Bird sul sassofonista Charlie Parker, un Oscar per L'ultimo re di Scozia dove interpretava il dittatore ugandese Idi Amin Dada, film da regista e produttore, ambasciatore per l'Unesco. Lo incontriamo nel Salon des Ambassadeurs del Palais del festival.

Mr. Whitaker ieri sembrava veramente commosso. Cosa significa questo premio per lei?
"È uno straordinario riconoscimento per il mio lavoro nel complesso degli ultimi quarant'anni, conta molto per me. Già è stato straordinario il premio che ho ricevuto qui per Bird 34 anni fa e vedere dove sono adesso... ho apprezzato molto questo tributo al mio lavoro".

Cannes: Zelensky si collega alla cerimonia di apertura

La cerimonia di ieri si è conclusa con il discorso del Presidente Zelensky. Lei è un inviato speciale per la pace e la riconciliazione in Africa, cosa ha pensato?
"Sono stato molto felice di vedere che era stato incluso in quella serata e tutti potessero sentire cosa aveva da dire per bocca sua. È molto importante non abbassare la guardia sui conflitti nel mondo, questo in particolare bisogna parlare di cosa sta succedendo in Ucraina, ma anche gli altri perché è importante che le persone siano consapevoli di quante guerre ci sono oggi... in Yemen o in Siria".

For the Sake of Peace 

A questo proposito ho visto il documentario da lei prodotto For the Sake of Peace sulla situazione in Sud Sudan, è stato un lungo viaggio. Cosa l'ha portata lì?
"Ho lavorato molto in Uganda dove abbiamo istituito un'organizzazione, la prima circa dieci anni fa. Le Nazioni Unite dopo questo mi hanno chiesto se ero interessato a lavorare per la pace in Sud Sudan, lavorando nel Nord dell'Uganda abbiamo visto con i nostri occhi i tanti rifugiati nei campi che sono sfuggiti dal conflitto e così abbiamo deciso di andare convinti che avremmo potuto fare la differenza. Perché il Sud Sudan è un paese nuovissimo, il più giovane di tutti, abbiamo iniziato un lavoro per formare delle persone e proprio mentre eravamo là è esplosa la guerra e abbiamo continuato con il nostro training con gli strumenti tecnologici e la recitazione e lo sport. Abbiamo lavorato molto nei campi di rifugiati con programmi di cinema e di calcio".

'Bird' di Clint Eastwood 

Nel 1988 qui ha vinto il premio come miglior attore. Il ricordo più intenso?
"La fiducia che mi è stata data. Clint mi dette l'occasione di fare mio questo personaggio, questo musicista, era veramente sicuro che io sarei stato in grado di interpretarlo e io ho deciso di immergermi profondamente con tutto quello che avevo. Ho vissuto quella parte fino in fondo, non mi sono fatto di eroina ma per il resto ho cercato di capire cosa doveva essere vivere una vita come la sua. E quel film mi ha detto molto".

La sua non è una famiglia d'arte: suo padre è un assicuratore, sua mamma un'insegnante. Cosa l'ha fatta innamorare della recitazione?
"La musica sicuramente. Fin da ragazzino sono stato in un coro e ho studiato canto classico per parecchio tempo. La mia insegnante di canto mi fece fare la mia prima audizione per uno spettacolo teatrale e mi ha spinto verso il cinema e il teatro, ho cantato un'opera e in quell'occasione ho avuto il mio primo agente. Ho preso una borsa di studio in musica e recitazione ma è sicuramente la musica che mi ha attratto verso l'arte".

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C'è stato un incontro che le ha cambiato la vita? Un modello a cui si ispirava da giovane?
"Ho capito che questo mio sogno sarebbe forse stato possibile guardando a Sidney Poitier, è stato lui il mio punto di riferimento. Come afroamericano in America a quei tempi era veramente l'unico protagonista e lui mi ha dato speranza".

Il suo primo film è del 1982, Fuori di testa, eravate molti ragazzi che sareste diventati star: lei, Sean Penn, Nicolas Cage.
"Io interpretavo un giocatore di football e avendo giocato realmente a football negli anni del liceo è andata bene. Sean è uno di quegli attori che stanno nel personaggio e io venivo un po' anche da quella scuola, ci siamo divertiti anche a improvvisare un po' sul set. Fa un po' effetto pensare che sono passati quarant'anni".

'Good morning, Vietnam' 

Nella sua lunga carriera ha fatto generi totalmente diversi, dalla fantascienza al biopic. Ha una sua preferenza?
"Quello che mi interessa è espandere me stesso come persona, fare nuovi incontri, per questo mi interessano un po' tutti i tipi di personaggi, è qualcosa di prezioso per un attore potersi muovere tra generi diversi. Come spettatore anche mi piace un po' di tutto: forse non vedo troppo gli horror slasher e amo molto i drammi e le commedie. Di commedie non ne ho fatte molte però qualcuna sì".

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Come L'ultimo re di Scozia ha cambiato la sua vita e la sua carriera grazie all'Oscar?
"Quel film è stato molto importante, ha cambiato la mia energia. Per quel film ho voluto scomparire nel personaggio, non ero mai andato così in profondità. Da attore molto cambia su quanto riesci ad andare a fondo con un ruolo, è stata una grande lezione per me, mi ha mostrato fin dove poteva andare un artista. Ho interpretato alcune figure negative ma forse con il personaggio di Idi Amin Dada mi hanno visto in modo diverso".

Cosa si aspetta dal progetto di Francis Ford Coppola, Megalopolis, che girerete questa estate?

"Penso che sarà fantastico. Ho incontrato Francis mi ha mostrato delle immagini, abbiamo parlato di come lo girerà, sono veramente eccitato di far parte di questo progetto. Ormai è un anno che ne parliamo... io lo ammiro moltissimo come cineasta. Adam Driver sarà il protagonista ma anche il mio ruolo è piuttosto grande e non vedo l'ora di essere sul set, ormai ci siamo".