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Khaby Lame, un TikToker sul tappeto rosso di Cannes: "Amo Will Smith, mi ispiro ai miei idoli"

La star di TikTok più seguita al mondo, con 138 milioni di follower, sarà alla Croisette come membro di una giuria che valutare i cortometraggi del #TiKTokShortFilm
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Khaby Lame sul tappeto rosso del Festival di Cannes. Il TikToker più famoso e seguito al mondo, 138 milioni di follower, non ha mai fatto mistero della sua passione per il cinema e la voglia di debuttare attore, ma alla Croisette è stato invitato come membro di una giuria che valutare i cortometraggi del #TiKTokShortFilm, una sezione dedicata al social in occasione della storica partnership del festival con TikTok. Il 22enne piemontese, nato in Senegal, è un altro rappresentante della nutrita pattuglia italiana alla rassegna francese.

Che emozione si prova nell'essere chiamati nella giuria del TikTok short film al Festival di Cannes? È la sua prima volta alla Croisette?
"Sì, è la mia prima volta qui, ma spero che non sarà l’ultima (ride, ndr)! Sono emozionatissimo e davvero grato per l’opportunità. Mai mi sarei aspettato che un giorno qualcuno…

Khaby Lame sul tappeto rosso del Festival di Cannes. Il TikToker più famoso e seguito al mondo, 138 milioni di follower, non ha mai fatto mistero della sua passione per il cinema e la voglia di debuttare attore, ma alla Croisette è stato invitato come membro di una giuria che valutare i cortometraggi del #TiKTokShortFilm, una sezione dedicata al social in occasione della storica partnership del festival con TikTok. Il 22enne piemontese, nato in Senegal, è un altro rappresentante della nutrita pattuglia italiana alla rassegna francese.

Che emozione si prova nell'essere chiamati nella giuria del TikTok short film al Festival di Cannes? È la sua prima volta alla Croisette?
"Sì, è la mia prima volta qui, ma spero che non sarà l’ultima (ride, ndr)! Sono emozionatissimo e davvero grato per l’opportunità. Mai mi sarei aspettato che un giorno qualcuno mi avrebbe detto di dover 'giudicare' qualcosa o che la mia opinione fosse importante in un contesto del genere. Cercherò di divertirmi e di vivere al meglio la magia di Cannes".


Lo scorso settembre sei stato alla Mostra di Venezia, che esperienza è stata?
"Ogni momento è stato preziosissimo per me, d’oro. Un'esperienza che mi ha fatto dire 'wow, guarda dove sei arrivato, continua così'. Mi piacerebbe un giorno tornare come attore candidato in qualche categoria. Ho sfilato sul red carpet come aspirante attore e spero di tornarci come attore".

Il cinema è una delle sue passioni? Quali sono stati i film della sua infanzia e quali i tuoi preferiti? In che modo il cinema influenza il suo modo di comunicare?
"Mi sono sempre piaciuti i film con Will Smith: Io sono leggenda, Alla ricerca della felicità, Men in black. Ogni film mi ha sempre trasmesso e insegnato qualcosa. Anche da piccolo non sognavo di diventare famoso, volevo solo fare l’attore, volevo essere Will Smith. I film che mi hanno segnato influenzano continuamente sia il mio lavoro che la mia vita privata. Cerco di ispirarmi agli attori che mi piacciono, ai miei idoli, ai loro personaggi e a come trasmettono un messaggio".

In molti la paragonano a Buster Keaton il grande mattatore del cinema muto, l'ha ispirata o ci si riconosci? È vero che vorrebbe fare l’attore e sta studiando inglese?
"Sono davvero onorato del fatto che qualcuno mi paragoni a lui, entrambi utilizziamo un linguaggio universale: quello dei gesti, della mimica facciale. Buster Keaton è un maestro del cinema e so che devo studiare molto per raggiungere la sua grandezza, ma fare l’attore è sempre stato il mio sogno quindi non mi fermerò alle prime difficoltà. Sto studiando recitazione e inglese e continuerò a farlo fin quando ne avrò la possibilità".


Quanto è importante la sua figura e la tua presenza a Cannes per far innamorare i ragazzi del Cinema?
"La mia fanbase di followers è la mia famiglia e non sarei quello che sono oggi senza di loro. Non sono solo numeri per me, sono persone reali con cui costruisco relazioni sia offline che online tutti i giorni. Sono  consapevole che magari molti ragazzi vogliano ispirarsi a me, come se fossi un fratello maggiore, per questo sento la responsabilità dei messaggi che trasmetto, e se la mia presenza al festival di Cannes può avvicinare anche solo un ragazzo al grande cinema, io sono felicissimo di condividere sui social questa esperienza".

Che consigli darebbe ai giovani che si misurano con i video di TikTok in modo originale?
"TikTok è una piattaforma che permette di dare libero sfogo all’immaginazione e alla creatività di tutti, per questo funziona soprattutto con le nuove generazioni: dà un palco e un microfono ad una voce. Se vi piace quello che fate continuate a farlo per il gusto di farlo, il pubblico sa riconoscere chi è genuino e chi no. L’importante è rimanere sempre fedeli a se stessi e fare ciò che si ama. Se ci si impegna e si lavora con costanza, il resto verrà da sé".

Ha fatto tanti lavori anche duri, cosa le hanno insegnato?
"È vero, ho iniziato a lavorare a 17 anni per aiutare la mia famiglia: ho fatto il cameriere, il muratore, l'aiuto cuoco, il lavavetri. Durante la pandemia sono stato messo in cassa integrazione e poi ho perso il lavoro. Allora ho cominciato a registrare video, passione che ho sin da bambino, con l'obiettivo di fare sorridere le persone. Tutte queste esperienze mi hanno insegnato a non dare nulla per scontato e non arrendermi mai. Adesso sono estremamente grato della vita che ho e del percorso che ho fatto".

Quali sono i suoi idoli comici? A Cannes ci sarà anche Omar Sy. Cosa vorrebbe dirgli?
Quali film vorrebbe vedere e quali autori incontrare a Cannes?

"Eddie Murphy è un attore fenomenale, mi ha insegnato a credere in me stesso. Omar Sy? Sicuramente gli chiederei una foto (ride, ndr)! Mi piacerebbe conoscerlo meglio, magari che mi raccontasse qualche esperienza vissuta sul set. Sono impaziente di incontrare tutte le personalità che ci saranno e parlare con loro. Mi sembra ancora assurdo che sarò circondato dalle persone che ho sempre seguito e ammirato,  voglio godermi il momento ed imprimere più cose possibili nella mente".

So che la sua famiglia si è impegnata per aiutare la vostra città di origine in Senegal. Quanto è forte il suo legame con il luogo in cui è nato?
"Aiutare gli altri è un argomento che mi sta molto a cuore, ogni volta che ne ho occasione, faccio il possibile per rendere la vita di qualcuno più sempre e più felice. È una cosa che mi hanno insegnato i miei genitori quando ero piccolo, abbiamo sempre pensato agli altri, solo ora possiamo aiutarli di più. Il Senegal è il luogo in cui sono nato, sono cresciuto con la cultura e le tradizioni del mio paese d’origine. Sono ancora molto legato al Senegal, infatti mi sono emozionato quando abbiamo vinto la Coppa d’Africa contro l’Egitto!".

Sente la responsabilità di avere così tanti giovani che ti seguono e ti considerano in qualche modo un modello? Quale per il messaggio più importante che vuole dare loro?
"Spesso i ragazzi, sia sui social che nella vita quotidiana, sono influenzati dal giudizio degli altri, iniziano a cambiare se stessi e smettono di inseguire i propri sogni solo perché qualcuno ha detto loro che non sarebbero riusciti a farcela. Sono la prova che tutti possono migliorare la propria vita, che qualsiasi obiettivo può essere raggiunto con passione e determinazione: credi sempre nei tuoi sogni".