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(afp)

Omar Sy al festival di Cannes: aspettando 'Lupin 3', salvate il soldato senegalese

Mentre i fan aspettano il terzo capitolo della serie del ladro gentiluomo, l'attore e produttore francese, primo nero a vincere un César, presenta un film sulla memoria e la storia dimenticata. Apertura di Un certain regard
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Per Lupin, il ladro gentiluomo di Omar Sy, c’è ancora parecchio da attendere. Dopo l’exploit della serie tratta da Michel Leblanc su Netflix durante la pandemia (80 milioni di spettatori nel primo mese di programmazione) la terza stagione, realizzata a grande richiesta, arriverà l’11 novembre su Netflix. Intanto però l’attore e produttore francese di origine senegalese si è preso la scena a Cannes ieri sera inaugurando la sezione Un certain regard, sezione dedicata al nuovo cinema, la cui giuria è presieduta dalla nostra Valeria Golino.

La giuria di Un Certain Regard con Valeria Golino presidente  (reuters)

Salvate il soldato Omar Sy: "Non tutti abbiamo la stessa memoria ma tutti la stessa storia"

Nel film Tirailleurs (fucilieri) di Mathieu Vadepied e prodotto dall’attore, primo nero a vincere un César…

Per Lupin, il ladro gentiluomo di Omar Sy, c’è ancora parecchio da attendere. Dopo l’exploit della serie tratta da Michel Leblanc su Netflix durante la pandemia (80 milioni di spettatori nel primo mese di programmazione) la terza stagione, realizzata a grande richiesta, arriverà l’11 novembre su Netflix. Intanto però l’attore e produttore francese di origine senegalese si è preso la scena a Cannes ieri sera inaugurando la sezione Un certain regard, sezione dedicata al nuovo cinema, la cui giuria è presieduta dalla nostra Valeria Golino.

La giuria di Un Certain Regard con Valeria Golino presidente  (reuters)

Salvate il soldato Omar Sy: "Non tutti abbiamo la stessa memoria ma tutti la stessa storia"

Nel film Tirailleurs (fucilieri) di Mathieu Vadepied e prodotto dall’attore, primo nero a vincere un César (vent’anni fa) con il film campione di incassi globali Quasi amici, Sy è Bakary Diallo un pastore senegalese all’epoca della prima guerra mondiale. Il film racconta la storia mai narrata di tutti quei soldati africani, obbligati a lasciare i propri paesi e ad arruolarsi per la Francia in Europa, molti non parlavano francese, non erano abituati al clima, inviati in prima linea senza addestramento come carne da macello. Nel 1917 un padre si finge più giovane per andare al fronte insieme al figlio e proteggerlo (il titolo internazionale è Father and soldier), ma una volta in Francia le dinamiche si ribalteranno, il figlio diciassettenne Thierno (Alassane Diong) avrà la sua occasione per crescere mettendo in discussione il rapporto col padre.

Un film che testimonia l’impegno di Sy nell’offrire storie diverse. “Non abbiamo tutti la stessa memoria ma abbiamo tutti la stessa storia” ha detto non a caso dal palco introducendo i propri colleghi attori e la troupe “per metà francese e per metà senegalese”. Nei suoi vent’anni di carriera è riuscito a diventare un punto di riferimento mondiale e infatti è uno degli idoli anche del TikToker (138 milioni di follower) Khaby Lame, piemontese di origine senegalese.

Omar Sy dai personaggi alla radio a Hollywood

Prima del cinema c'era stato il colpo di fulmine, del tutto casuale, con la comicità e la creazione di un personaggio esilarante di calciatore nigeriano esploso in radio e l'exploit televisivo insieme all'amico d'infanzia Jamel Dabbouze. Tanta commedia miscelata al cinema sociale, sotto la direzione del duo Nakache - Toledano (Samba), Michel Hazanavicius (Il principe dimenticato) e Roschdy Zem (Mister Chocolat). Nel frattempo però il trasferimento, moglie e figli (ne ha cinque), a Los Angeles dove macina, uno dietro l'altro, una serie di blockbuster: il settimo X-Men, Jurassic World, Inferno di Ron Howard e soprattutto dove – dice – riesce a fare una vita un po’ più anonima. "Vorrei tornare all'anonimato dell'inizio della mia carriera - aveva detto ridendo prima dell’exploit di Lupin -  Ho iniziato facendo televisione per una tv privata in Francia, lì che ho imparato tutto. Netflix è una piattaforma da 190 paesi e 195 milioni di abbonati insomma un bel po' di gente e progetti pensati per un pubblico internazionale le piattaforme sono il legame tra il cinema e la televisione, un sistema ibrido che secondo me mancava con l'ambizione del cinema e l'aspetto accessibile e familiare della tv. Non avremmo mai potuto fare Lupin come lo abbiamo fatto per un canale francese ma neppure per il cinema”.

Eppure è chiaro che la proiezione sul grande schermo della sala Debussy è quello che ci vuole per un film come Tirailleurs. In attesa di rivederlo lottare contro i dinosauri accanto a Chris Pratt in Jurassic World – il dominio dal 2 giugno Sy ha scelto di impegnarsi con un film che ha molto a che fare con le sue radici, il padre è senegalese d’origine paul la stessa etnia del personaggio che interpreta nel film e con la necessità di dare voce a quei soldati caduti senza un nome e senza una sepoltura per una patria che non era la loro.