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Viola Davis premiata a Cannes: "L'Oscar? Parliamoci chiaro: avessi avuto occhi blu e capelli biondi sarebbe diverso"

L'attrice, un Oscar, due Tony e un Emmy, parla a cuore aperto della considerazione delle donne nere a Hollywood: "Quando avevo trent'anni un regista che conoscevo da anni sul set mi chiavama Louise, poi ho scoperto che Louise era la sua cameriera"
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Un Golden Globe, un BAFTA, quattro SAG Awards e quella che Hollywood chiama la Triple Crown of Acting: due Tony Awards, un Oscar e un Emmy, per i suoi ruoli nello spettacolo teatrale Barriere e il suo straordinario adattamento cinematografico e la serie tv Le regole del delitto perfetto. Non manca niente nello straordinario curriculum di Viola Davis, eppure non basta. In una chiacchierata a cuore aperto qui a Cannes l'attrice e produttrice, che come ultima sfida ha interpretato Michelle Obama nella serie The first lady, ha detto senza giri di parole che per una donna afroamericana non bastano tutti questi riconoscimenti per avere la strada spianata. "Chi vi dice diversamente mente - ha assicurato con veemenza - Di sicuro non posso svegliarmi una mattina e dire: voglio fare un film d'azione con Tom Cruise. Non funziona così. Se sono interessata a interpretare la madre di un ragazzo che vive nei bassifondi e si mette nei guai nessun problema ma se volessi interpretar…

Un Golden Globe, un BAFTA, quattro SAG Awards e quella che Hollywood chiama la Triple Crown of Acting: due Tony Awards, un Oscar e un Emmy, per i suoi ruoli nello spettacolo teatrale Barriere e il suo straordinario adattamento cinematografico e la serie tv Le regole del delitto perfetto. Non manca niente nello straordinario curriculum di Viola Davis, eppure non basta. In una chiacchierata a cuore aperto qui a Cannes l'attrice e produttrice, che come ultima sfida ha interpretato Michelle Obama nella serie The first lady, ha detto senza giri di parole che per una donna afroamericana non bastano tutti questi riconoscimenti per avere la strada spianata. "Chi vi dice diversamente mente - ha assicurato con veemenza - Di sicuro non posso svegliarmi una mattina e dire: voglio fare un film d'azione con Tom Cruise. Non funziona così. Se sono interessata a interpretare la madre di un ragazzo che vive nei bassifondi e si mette nei guai nessun problema ma se volessi interpretare una donna di 56 anni, la mia età, che decide di rifarsi una vita, prende un aereo, vola a Nizza e va a letto con cinque uomini... non ci riuscirei". Davis ha recitato in un ruolo secondario nel film Mangia, prega, ama con Julia Roberts ma sembra che una versione di quella storia con lei nel ruolo principale non interessi Hollywood perché - ha spiegato l'attrice -  "le persone non possono conciliare l'essere neri con il risveglio spirituale e la sessualità. È troppo per loro".

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Provocatoria, senza peli sulla lingua e onesta, Viola Davis è stata premiata con il Women In Motion Award, il premio istituito dal 2015 dal gruppo Kering per le personalità che si sono distinte nell'affermazione del ruolo delle donne nel campo del cinema. E nella lunga chiacchierata si è aperta su quello che la questione delle opportunità e della rappresentazione: "Come dice Jack Nicholson in quella famosa battuta in Codice d'onore: 'Tu non vuoi sapere la verità'. Tu vuoi vedere gli Oscar, gli abiti, la passerella e poi quando prendono un premio: è fantastico, ha vinto e immagini la vita che vorresti per te. La realtà è che a Hollywood le cose non sono così... dove sono i ruoli? Quand'è l'ultima volta in cui hai visto un film che ha come protagonista una donna dal colore della pelle più scura di un'ispanica? Vogliono un film così. No, vogliono un altro film Marvel". "Dobbiamo incoraggiare una diversa narrazione invece di salire sul palco e dire 'servono più opportunità!'. Dobbiamo chiederci cosa facciamo noi per la nostra cultura. Esiste una specie di resistenza: persone che stanno lottando per avere uno spazio. Quello che mi fa alzare la mattina è la mia rabbia di bambina di 6 anni che scappava da un mondo che mi diceva "ugly black nigger"; non voglio più che nessuna Viola nel mondo possa sentirsi un avanzo. Per questo io e mio marito abbiamo creato una casa di produzione".

Tra i progetti da produttrice c'è la serie Le regole del delitto perfetto di Shonda Rhimes che ha abbattuto le barriere per la rappresentazione in televisione, ma che secondo Davis non ha necessariamente aperto la porta a più opportunità televisive per le donne che hanno il suo aspetto: "Da quando è finita la serie non vedo molte donne dalla pelle scura nei ruoli principali in tv e nemmeno nei servizi di streaming. Diciamoci la verità.: se avessi le mie stesse caratteristiche e fossi cinque tonalità più chiara, sarebbe già diverso. Se avessi i capelli biondi, gli occhi azzurri e anche un naso largo, sarebbe molto diverso. Potremmo parlare di colorismo, potremmo parlare di razza. Mi fa incazzare e mi si è spezzato il cuore su una serie di progetti che non nominerò e che ho perso per questa ragione".

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"Dopo che ho avuto la nomination per The help cosa è cambiato? Continuavo a ottenere sempre i soliti ruoli da tre o quattro giorni - ha proseguito l'attrice - non credete che gli attori abbiano scelta. Io ho dovuto fare tanti ruoli schifosi e renderli umani, dar loro lo spessore a 360 gradi anche se avevo solo un giorno sul set per farlo. Quando avevo trent'anni un regista che conoscevo da anni sul set continuava a chiamarmi Louise e io non capivo... poi ho scoperto che Louise era la sua cameriera". Davis chiude con un appello alle giovani ragazze che la vedono come un modello: "Siete belle. Credete in voi. Amatevi più che potete. Meglio deludere gli altri che deludere se stessi".