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Cannes, dal cinema muto a Bellocchio niente è cambiato. Assayas: "La mia serie? Un film di otto ore"

Le star del piccolo schermo al festival, da Alicia Vikander ('Irma Vep') a Omar Sy ('Lupin'), Lee Jung-jae ('Squid Game'), ma anche Bellocchio che approfondisce il caso Moro con 'Esterno notte'
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L'Aldo Moro di Fabrizio Gifuni rientra a casa di notte dopo essere riuscito a convincere l’intera segreteria della Democrazia cristiana, "dobbiamo restare uniti", cuoce un uovo fritto e ascolta il giornale radio: "Gian Maria Volonté sarà il protagonista del prossimo film di Francesco Rosi, Cristo si è fermato a Eboli – scandisce il cronista - che uscirà in due versioni: una cinematografica e una televisiva". Marco Bellocchio nella sua prima serie tv dedicata al rapimento Moro, Esterno notte presentata qui a Cannes e nelle sale, terzo incasso del weekend dopo Top Gun e Doctor Strange, gioca con quello che sembra un duello recente ma che invece affonda le radici nella storia del cinema. Strizza l'occhio allo spettatore, chi andrà a godersi la bellezza delle immagini sul grande schermo nella condivisione del buio con gli sconosciuti, ma anche chi vorrà vederlo in autunno, a casa propria sulla Rai. È …

L'Aldo Moro di Fabrizio Gifuni rientra a casa di notte dopo essere riuscito a convincere l’intera segreteria della Democrazia cristiana, "dobbiamo restare uniti", cuoce un uovo fritto e ascolta il giornale radio: "Gian Maria Volonté sarà il protagonista del prossimo film di Francesco Rosi, Cristo si è fermato a Eboli – scandisce il cronista - che uscirà in due versioni: una cinematografica e una televisiva". Marco Bellocchio nella sua prima serie tv dedicata al rapimento Moro, Esterno notte presentata qui a Cannes e nelle sale, terzo incasso del weekend dopo Top Gun e Doctor Strange, gioca con quello che sembra un duello recente ma che invece affonda le radici nella storia del cinema. Strizza l'occhio allo spettatore, chi andrà a godersi la bellezza delle immagini sul grande schermo nella condivisione del buio con gli sconosciuti, ma anche chi vorrà vederlo in autunno, a casa propria sulla Rai. È come se ci dicesse: "Non vi illudete, non c’è niente di rivoluzionario, si è sempre fatto".

Bellocchio, 83 anni, sceglie di approfondire, andare più a fondo su una storia che ha già raccontato quasi vent'anni fa al cinema (Buongiorno notte, 2003) e che torna con un abito nuovo e molto, molto più tempo. Così fa Olivier Assayas, grande regista francese che a Cannes Première consegna i primi tre episodi della serie Hbo (in Italia sarà su Sky) Irma Vep, rielaborazione sul tema dell’arte, del successo, dell’attrazione, del mistero che aveva già affrontato nel 1996 con Maggie Cheung e che 28 anni dopo affida a una nuova musa, il premio Oscar svedese Alicia Vikander (The danish girl).

Antoine Reinartz, Fala Chen, il regista Olivier Assayas, Vincent Lacoste, Nora Hamzawi, Jeanne Balibar, Vincent Macaigne, Alicia Vikander, Devon Ross, Tom Sturridge, Adria Arjona, Byron Bowers e Lars Eidinger  (ansa)

Tom Cruise ha candidamente confessato che nel suo entourage, durante la pandemia, neppure osavano suggerirgli di portare Top Gun: Maverick su una piattaforma, Tilda Swinton ribadisce la sua fedeltà estrema al grande schermo ma intanto Lee Jung-jae, attore coreano protagonista di Squid Game, che debutta regista qui a Cannes, ha dovuto far precedere le interviste con l’ammonizione del suo ufficio stampa: "È qui per parlare del film, non risponderà a domande sulla seconda stagione della serie". Omar Sy, protagonista e produttore del film di apertura del Un Certain Regard, fa toccata e fuga alla Croisette, fa arrabbiare gli ecologisti perché viene in aereo privato da Parigi e riparte dopo il tappeto rosso. Nessuna intervista né incontro stampa, forse per paura che gli chiedano di Lupin, della terza stagione che arriva in autunno. D'altronde Cannes – nonostante la mani messe avanti da Thierry Frémaux, talebano della sala cinematografica – la serialità d’autore l’ha frequentata da sempre, basti pensare al fenomeno che fu La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana quasi vent’anni fa, nata per la televisione, presentata al festival e poi uscita in sala, come hanno ricordato in questi giorni due dei meglio giovani di allora, Jasmine Trinca e Fabrizio Gifuni.

"Tutto cambia ma in realtà non cambia niente – assicura Assayas nella sala titolata a Agnès Varda alla presenza del suo ricchissimo cast sul palco, in platea il regista greco Costa-Gavras e il marito di Alicia Vikander, Michael Fassbender  - Lo chiamo, in maniera un po' nevrotica, un film di otto ore anche se si usa la parola serie, ma io ho lavorato come faccio normalmente raccontando una storia attraverso gli attori con la mia troupe di sempre. Irma Vep è una serie o un film, come pare a voi, che riflette sul cinema e partecipa a modo suo sul dibattito che riguarda il concetto della re-immaginazione". Perché la serie racconta la storia dell’attrice Mira (anagramma di Irma) reduce da un blockbuster di supereroi, schiacciata tra la fama conquistata a Hollywood e il desiderio di fare cinema d’autore, il cuore spezzato da un tradimento. Arriva a Parigi per girare il remake di un classico del cinema muto francese, la serie è un dietro le quinte - piuttosto esilarante -  con il regista che non riesce ad ottenere l'assicurazione per le riprese a causa della sua dipendenza da psicofarmaci, il coprotagonista che vuole scene di sesso con la sua ex per riavvicinarla e propone il coordinatore di intimità, i problemi di budget sul set. Il film da re-immaginare è Les vampires di Louis Feuillade, in cui Mira riprende il ruolo di Musidora, attrice, regista adorata dai surrealisti, protagonista di una pagina trasgressiva di femme fatale, la prima vera cattiva della storia del cinema, il cui nome è l’anagramma di vampiro. Il film del 1915, realizzato dal regista rientrato dal fronte della Prima guerra mondiale, è in dieci episodi, sette ore e venti in totale. Li chiamavano feuilleton, è cambiato solo il nome.