Cannes, 'Novembre' rievoca la strage del Bataclan: "Un trauma di inaudita violenza"
dalla nostra inviata Anais Ginori , dalla nostra inviata Anais GinoriSembra un secolo fa, ora che la guerra classica è davvero alle porte. Eppure era solo sei anni fa, e il presidente François Hollande mandava in tv un messaggio per annunciare che la Francia era in "guerra", un conflitto nuovo e assimetrico, un attacco micidiale organizzato da un commando di terroristi partito dalla Siria. Arriva Novembre, rievocazione in forma di thriller degli attentati del Bataclan, i più cruenti dal dopoguerra, con 130 vittime tra cui l'italiana Valeria Solesin. Mentre il maxi-processo per gli attacchi jihadisti è in corso nella capitale - la sentenza è attesa a luglio - Cédric Jimenez porta al festival di Cannes le terribili ore della caccia ai terroristi in fuga dopo le stragi del 13 novembre. Cinque giorni di disperate ricerche, tra false piste e improvvisi colpi di fortuna, nel tentativo di fermare uno dei capi del commando con i suoi complici fino all'assalto nel covo di Saint-Denis, a nord di Pa…
Sembra un secolo fa, ora che la guerra classica è davvero alle porte. Eppure era solo sei anni fa, e il presidente François Hollande mandava in tv un messaggio per annunciare che la Francia era in "guerra", un conflitto nuovo e assimetrico, un attacco micidiale organizzato da un commando di terroristi partito dalla Siria. Arriva Novembre, rievocazione in forma di thriller degli attentati del Bataclan, i più cruenti dal dopoguerra, con 130 vittime tra cui l'italiana Valeria Solesin. Mentre il maxi-processo per gli attacchi jihadisti è in corso nella capitale - la sentenza è attesa a luglio - Cédric Jimenez porta al festival di Cannes le terribili ore della caccia ai terroristi in fuga dopo le stragi del 13 novembre. Cinque giorni di disperate ricerche, tra false piste e improvvisi colpi di fortuna, nel tentativo di fermare uno dei capi del commando con i suoi complici fino all'assalto nel covo di Saint-Denis, a nord di Parigi.
Niente finora ha cancellato nelle coscienze quella stagione di orrore, che ancora segna la società francese, nonostante poi ci siano state la pandemia, il conflitto in Ucraina. "Il film si avvicina a un trauma di inaudita violenza" spiega il regista Cédric Jimenez, reduce del successo dell'anno scorso con Bac Nord, dentro alla polizia corrotta di Marsiglia. Ancora una volta Jimenez sceglie una storia vera e il punto di vista di uomini che lavorano nella sicurezza, spostandosi nelle retrovie dei servizi segreti e dell'antiterrorismo, arruolando Jean Dujardin, Sandrine Kiberlain e Anaïs Demoustier, impegnati a vari livelli nelle frenetiche indagini.
L'idea di affrontare su grande schermo una pagina drammatica della storia recente francese, con i famigliari delle vittime ancora in attesa di giustizia e verità, ha inizialmente spaventato il regista. Alla fine Jimenez si è lasciato convincere dalla sceneggiatura di Olivier Demangel, che lascia completamente fuori dalla scena attentati - non si vede mai il Bataclan né altri luoghi delle sparatorie - concentrandosi sulla reazione degli investigatori prima travolti dall'onda d'urto degli attacchi a sorpresa, che nessuno aveva visto arrivare, e poi impegnati in una corsa contro il tempo per fermare nuove stragi.
I personaggi, ha spiegato Jimenez, sono dentro un "tunnel" che non prevede emozioni né cedimenti, nell'apnea di indagini di straordinaria complessità, con una rete di jihadisti partita dalla Siria, passata da alcuni Paesi europei, tra cui l'Italia, e con base logistica in Belgio. Novembre mostra anche che la cyber-sorveglianza e gli altri sofisticati strumenti tecnologici sono in definitiva poca cosa rispetto all'intuizione che permette al personaggio di Inès (Demoustier) di fidarsi di una testimone che allerta sul possibile nascondiglio dei terroristi. La giovane musulmana, un'eroina per caso che esiste davvero, vive da allora sotto scorta.
Il film non mostra nulla della vita privata dei protagonisti, non concede alcuna intimità. "È davvero quello che hanno vissuto gli investigatori" spiega Jimenez. Le uniche scene in cui emerge l'emozione del massacro sono quelle dell'interrogatorio dei sopravvissuti in ospedale. Novembre, presentato fuori concorso, è stato accolto da lunghi applausi e ottime recensioni. Quasi una rivincita per Jimenez che l'anno scorso, portando Bac Nord a Cannes, era stato accusato di favorire l'estrema destra.
Un altro film, Revoir Paris di Alice Winocour, offre invece uno sguardo commovente e meno adrenalina sui giorni più bui che ha vissuto Parigi. Proiettato alla Quinzaine des Réalisateurs, con Virginie Efira e Benoît Magimel, il film segue il viaggio di due sopravvissuti all'attacco terroristico a una brasserie. La regista si è ispirata alla storia di suo fratello, sopravvissuto al Bataclan. Mia, interpretata da Efira, ha perso qualsiasi ricordo dell'attacco. "È come un buco nero, uno specchio andato in frantumi con pezzi da rimettere insieme" spiega Winocour. "I personaggi di Mia e Thomas sono per me un po' come fantasmi, sospesi in un limbo". Mia torna lentamente nel mondo reale grazie a Thomas, uomo distrutto che rivive nell'aiutare gli altri. Alla fine si intravede uno spiraglio di luce. "Tutto ciò che i terroristi volevano distruggere esiste ancora: il calore umano, le luci di Parigi" conclude Winocour.