Cannes, Nostalgia: un western tra i vicoli di una Napoli ancestrale
di Alberto Crespi , di Alberto CrespiIl viaggio di Mario Martone nel “corpo” di Napoli continua. Dopo Il sindaco del rione Sanità da Eduardo, presentato a Venezia nel 2019, e dopo Qui rido io si ritorna in uno dei quartieri più iconici e problematici della città: la Sanità, appunto, edificato in un vallone usato come luogo di sepoltura fin dai tempi degli antichi greci.
E non a caso Nostalgia, dal romanzo omonimo di Ermanno Rea, è un film di fantasmi, un viaggio onirico nel quale la camorra fa da sfondo all’introspezione del protagonista e alla sua ricerca del proprio passato. Felice torna a Napoli dopo quarant’anni vissuti in Egitto. La vecchia madre sta morendo, lui ha il dovere di assisterla. Ma dopo la morte della donna, quando nulla più lo trattiene, Felice rimane. Fa amicizia con il combattivo parroco Don Luigi e confessa, solo a lui, il suo scopo: ritrovare Oreste, l’amico d’infanzia che ora è il boss del quartiere.
Il viaggio di Mario Martone nel “corpo” di Napoli continua. Dopo Il sindaco del rione Sanità da Eduardo, presentato a Venezia nel 2019, e dopo Qui rido io si ritorna in uno dei quartieri più iconici e problematici della città: la Sanità, appunto, edificato in un vallone usato come luogo di sepoltura fin dai tempi degli antichi greci.
E non a caso Nostalgia, dal romanzo omonimo di Ermanno Rea, è un film di fantasmi, un viaggio onirico nel quale la camorra fa da sfondo all’introspezione del protagonista e alla sua ricerca del proprio passato. Felice torna a Napoli dopo quarant’anni vissuti in Egitto. La vecchia madre sta morendo, lui ha il dovere di assisterla. Ma dopo la morte della donna, quando nulla più lo trattiene, Felice rimane. Fa amicizia con il combattivo parroco Don Luigi e confessa, solo a lui, il suo scopo: ritrovare Oreste, l’amico d’infanzia che ora è il boss del quartiere.
Felice e Oreste condividono un segreto che per il secondo potrebbe essere pericoloso…Il confronto fra i due, pian piano, trasforma Nostalgia in un dramma a metà fra la tragedia greca e il film western (la lunga, strepitosa sequenza in cui Felice e Don Luigi entrano nei vicoli proibiti della Sanità, verso il rifugio di Oreste, osservati da occhi invisibili e onnipresenti, sembra il viaggio di John Wayne verso l’accampamento di Cochise in Il massacro di Fort Apache…).
Il film finisce come il romanzo di Rea inizia, l’esito dell’incontro non va rivelato. Nostalgia è una poderosa immersione in una Napoli ancestrale, orchestrata da due attori – Pierfrancesco Favino e Tommaso Ragno – che napoletani non sono. Ma il talento, quando è così alto, sconfigge ogni scrupolo geografico.
(voto: 4 stelle su 5)