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Jean-Louis Trintignant, un antidivo di successo segnato dalla vita

Il successo con 'Il sorpasso', la carriera con i grandi maestri francesi e internazionali. Poi la tragedia della figlia Marie, uccisa da Bertrand Cantat, dalla quale non si era più ripreso
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Si rivela al cinema italiano, e mondiale, morendo in un incidente d’auto: è il finale di Il sorpasso (1962), capolavoro di Dino Risi. Jean-Louis Trintignant, nemmeno 32enne (era nato l’11 dicembre 1930), è Roberto Mariani, il giovanotto timido coinvolto nelle sbruffonate di Bruno Cortona/Vittorio Gassman. Pochi anni dopo si riscatta interpretando un pilota automobilistico in Un uomo, una donna di Claude Lelouch (1966), che lo impone come uno degli attori-simbolo degli anni 60.

(fotogramma)
È un ruolo “di famiglia”: tre suoi zii erano stati piloti professionisti, e uno – Maurice Trintignant, 1917-2005 – fu un autentico campione, il primo francese a vincere un Gran Premio di Formula (Montecarlo, nel 1955, alla guida di una Ferrari). Del resto Jean-Louis viene da una famiglia ricca e illustre, anche se non priva di contraddizioni: suo padre Raoul e…

Si rivela al cinema italiano, e mondiale, morendo in un incidente d’auto: è il finale di Il sorpasso (1962), capolavoro di Dino Risi. Jean-Louis Trintignant, nemmeno 32enne (era nato l’11 dicembre 1930), è Roberto Mariani, il giovanotto timido coinvolto nelle sbruffonate di Bruno Cortona/Vittorio Gassman. Pochi anni dopo si riscatta interpretando un pilota automobilistico in Un uomo, una donna di Claude Lelouch (1966), che lo impone come uno degli attori-simbolo degli anni 60.

(fotogramma)
È un ruolo “di famiglia”: tre suoi zii erano stati piloti professionisti, e uno – Maurice Trintignant, 1917-2005 – fu un autentico campione, il primo francese a vincere un Gran Premio di Formula (Montecarlo, nel 1955, alla guida di una Ferrari). Del resto Jean-Louis viene da una famiglia ricca e illustre, anche se non priva di contraddizioni: suo padre Raoul era un uomo politico e un eroe della Resistenza, sua madre Claire era caduta in disgrazia dopo una relazione con un ufficiale tedesco nella Francia occupata. Anche successivamente la sua vita non è sempre felice: nel ’73 la moglie Nadine lo lascia dopo aver scoperto una sua storia con Romy Schneider, nel 2003 la figlia Marie muore tragicamente per le percosse ricevute dal suo compagno Bertrand Cantat, il cantante dei Noir Désir. Un’altra figlia di Jean-Louis e Nadine, Pauline, era morta a dieci mesi per asfissia nel sonno. Tristi storie dalle quali Trintignant non si è mai del tutto ripreso.

L'interrogatorio in tv, Cantat: "Così ho ucciso Marie Trintignant"

Quando Risi lo sceglie come co-protagonista per Il sorpasso, è già un attore importante in Francia e in Italia. È apparso accanto a Brigitte Bardot in un film non bello ma epocale, Piace a troppi (1956) di Roger Vadim, e nel nostro paese è stato scelto da Valerio Zurlini per un ruolo in Estate violenta (1959). Alcuni dei suoi film più belli sono girati in Italia, in un’epoca in cui si co-produce molto sull’asse Roma-Parigi. In Il conformista di Bernardo Bertolucci (1970) la sua maschera spesso attonita è perfetta per il personaggio del titolo, docente di filosofia e spia fascista che si reca a Parigi per uccidere il suo vecchio maestro esule; in Colpire al cuore di Gianni Amelio (1983) è superbo in un ruolo quasi speculare, un professore universitario sospettato dal figlio di connivenza con il terrorismo.

Né vanno dimenticate esperienze più “leggere” o decisamente pop, come La morte ha fatto l’uovo di Giulio Questi (1968), accanto a Gina Lollobrigida, o il western Il grande silenzio di Sergio Corbucci (1968). Ma ricordiamo anche Col cuore in gola di Tinto Brass (1967), Così dolce… così perversa di Umberto Lenzi (1969), Metti una sera a cena di Giuseppe Patroni Griffi (1969), La donna della domenica di Luigi Comencini (1975) e un bel sodalizio con Ettore Scola in La terrazza (1980), Passione d’amore (1981) e Il mondo nuovo (1982).

(fotogramma)

Nel frattempo, nella natìa Francia Trintignant è un attore di punta, capace di soddisfare sia i veterani del cinema classico, sia i suoi coetanei della Nouvelle Vague. Collabora con Eric Rohmer e con François Truffaut, ma anche con solidi professionisti come Yves Boisset, Pierre Granier-Deferre, Michel Deville, Claude Berri, e gira persino un paio di film con Alain Robbe-Grillet, lo scrittore teorico del nuoveau roman. Non disdegna avventure internazionali come lo splendido Z – L’orgia del potere di Costa-Gavras, dove interpreta il giudice istruttore che indaga sull’omicidio del militante di sinistra greco Grigoris Lambrakis. La “Z” che oggi è sinistramente legata ai crimini di guerra in Ucraina è invece, in greco, l'iniziale del verbo “vivere” e significa “è vivo”; veniva scritta per protesta sui muri, per ricordare Lambrakis.

"Il conformista" restaurato con Bertolucci nel forno accanto al cinema America

Dopo la morte della figlia Trintignant si chiude in un doloroso riserbo, ma torna inaspettatamente al cinema in un film magnifico, Amour dell’austriaco Michael Haneke (2012): accanto a un’altra veterana, Emmanuelle Riva, dà vita a una tenerissima coppia di anziani coniugi la cui vita è devastata dalla demenza senile di lei. Qualcosa di simile accade in I migliori anni della nostra vita (2019), dove Claude Lelouch spinge Trintignant e Anouk Aimée a riprendere i rispettivi ruoli di Un uomo, una donna: stavolta è l’uomo ad aver perso la memoria, che però riaffiora dopo l’incontro con l’amore di un tempo.

È rimasto l’ultimo ruolo di un grandissimo attore, capace di primeggiare in un cinema francese dove c’erano divi come Delon, Belmondo, il vecchio Gabin. Grazie a un talento mai ostentato: Trintignant sembrava un americano, della scuola dei Robert Mitchum o degli Spencer Tracy, quegli attori che non fanno mai smorfie e recitano senza che nessuno si accorga che stanno recitando.