Squali, orche, coccodrilli di mare e cubomeduse, serpenti d'acqua salata e torpedini che danno la scossa. Sono molti i predatori dei mari, ma da quando nel 1975, Spielberg ci ha fatto conoscere il suo Squalo, la fantasia popolare è oramai fedelmente agganciata a questo animale mettendolo al primo posto fra i predatori marini più pericolosi. E quindi, pinna caudale e denti in bella mostra, ecco l'ultimo film della serie "mordi e fuggi": Shark bait.
La trama
Messico, un gruppo di amici si gode un meritato fine settimana di vacanza. Dopo una notte di baldoria sulla spiaggia, i ragazzi rubano un paio di moto d'acqua e le portano al largo in mare aperto, e qui accade il fattaccio: i due mezzi si scontrano e uno dei due cola a picco. Il gruppo si ritrova bloccato a due miglia dalla terraferma su una sola moto d’acqua rimasta in panne e un amico gravemente ferito e grondante sangue. E poiché è un film sugli squali, il resto viene da sé. Ma per sapere se e quanti riusciranno a sopravvivere occorrerà andare al cinema dal 28 luglio.
Cast e regista
Il nuovo shark movie prodotto da Adler Entertainment è diretto da James Nunn, autore nel 2012 assieme a Ronnie Thompson del thriller Tower block e di film d’azione come One shot, eliminators - Senza regole. I protagonisti sono i giovani Holly Earl, Jack Trueman, Catherine Amy Hannay, Malachi Pullar-Latchman e Thomas Michael Flynn.
I precedenti
Se non avete problemi di selacofobia (così viene definita la paura degli squali) e per l'occasione volete rispolverare la filmografia sul tema, allora dovete risalire al capostipite della serie, ovvero l'americano Tiger Shark, che in italiano divenne Le tigri del Pacifico, del 1932. Il film di Howard Hawks con Richard Arlen, Edward G. Robinson e Zita Jojnann. La storia è incentrata su due cacciatori di squali che si innamorano di una bella (e molto giovane) ragazza figlia di un collega. Il più vecchio dei due, che ha perso la mano sinistra nella bocca di uno squalo sposa la ragazza ma scopre che ama l'altro e finisce, al momento giusto, preda di un secondo squalo durante una caccia. Melodrammone marinaresco.
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E poi arriva Spielberg
Nel 1975 ci pensò il giovanissimo Steven Spielberg con il suo "Bruce", come fu ribattezzato dalla produzione lo squalo meccanico (in realtà i modelli erano quattro), a rimettere tutti in riga con il suo The jaws, il film che ha contributo a creare la pessima fama all'animale, esattamente come è stato per Cappuccetto rosso nei confronti del lupo, cattivo per antonomasia. Ma sbancò il botteghino.
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Spielberg non ha dubbi: "Non rifarò mai lo Squalo"
"Non farò mai un remake dello Squalo". Steven Spielberg non lascia dubbi e smentisce le voci, circolate nell'ambiente un po' di tempo fa, sul fatto che si possa rifare il film culto del 1975. In occasione della presentazione della partnership tra la sua Dreamworks e la Participant Media, società con cui Spielberg lavora da sette anni. Dopo lo straordinario successo di "Jurassic World" (1 miliardo e 660 milioni di dollari nel mondo) che ha rilanciato la franchise il dubbio poteva sorgere ma Spielberg ha chiarito ogni dubbio.
Uno squalo per ogni occasione
Da allora la passione del pubblico americano nei confronti degli squali è cresciuta in maniera esponenziale e sullo schermo gli animali hanno attaccato surfisti o ignari bagnanti in mare, nei fiumi, in un lago (Shark night del 2011), persino in un supermercato (Shark 3D del 2012), c'è stato anche un Jurassic shark (2012) (un "ibrido" fra Lo squalo e Jurassic Park), fino all'ultima saga in cui centinaia di squali vengono scaraventati a terra da un tornado (Sharknado che in cinque anni ha prodotto sei capitoli, l'ultimo dei quali, The last Sharknado: it's about time è arrivato nelle sale nel 2018.
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E in mezzo ci sono tanti altri film, come (ad esempio): Blu Profondo (1999), un thriller sci-fi (che nel cast annovera Thomas Jane, Saffron Burrows, LL Cool J e Samuel L. Jackson) in cui c'è di tutto: una ricerca scientifica sugli squali per curare l'Alzheimer, una sperimentazione segreta che rende intelligente come umani i predatori, una tempesta che distrugge il centro di ricerca sott'acqua ecc. ecc.
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Paradise Beach - Dentro l'incubo (2016). Blake Lively è la coraggiosa surfista che, attaccata da un enorme squalo bianco. E lei pur essendo ferita, sola e attaccata su uno scoglio lontano dalla spiaggia, riesce comunque a sopravvivere. Adrenalina e bellezza in un colpo solo.
47 metri (2017). Due sorelle, interpretate da Mandy Moore e Claire Holt, in vacanza in Messico, provano l'immersione in gabbia in mezzo agli squali bianchi. Il cavo però si spezza e le due ragazze restano intrappolate a 47 metri di profondità, nella gabbia e circondate da squali, con una riserva d'aria limitata. Ha avuto un sequel. Astenersi claustrofobici.
Le vere cifre del fenomeno
Ma, al di là del fenomeno cinematografico, nel 2021 gli attacchi non provocati, ovvero quelli avvenuti nell'ambiente naturale dello squalo senza una precedente interazione con l'animale da parte dell'uomo, sono stati 73, una media alta ma in linea con quanto accaduto negli ultimi 5 anni, mentre il numero degli squali uccisi dalla pesca ogni anno è stimato vicino ai 100 milioni. Per dirla con Mario Tozzi: "Chi sono veramente i cattivi?".
Ma in testa alla graduatoria degli animali più pericolosi (a parte l'uomo, ovviamente) c'è un esserino con una dimensione media di soli 3-9 millimetri che tutti conosciamo fin troppo bene: la zanzara. Questo insetto, infatti, causa ogni anno oltre 725mila morti essendo vettore primario di numerose malattie, fra le quali malaria, elefantiasi e febbre gialla.