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Squali al cinema, una mania che non conosce epoche. Ecco "Shark bait"

Un nuovo film a tema per chi non ha problemi di selacofobia (così viene definita la paura per questi animali). Un fenomeno che inizia da 'Le tigri del Pacifico', del 1932 e passa da 'Lo squalo' di Spielberg. E la filmografia continua ad arricchirsi
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Squali, orche, coccodrilli di mare e cubomeduse, serpenti d'acqua salata e torpedini che danno la scossa. Sono molti i predatori dei mari, ma da quando nel 1975, Spielberg ci ha fatto conoscere il suo Squalo, la fantasia popolare è oramai fedelmente agganciata a questo animale mettendolo al primo posto fra i predatori marini più pericolosi. E quindi, pinna caudale e denti in bella mostra, ecco l'ultimo film della serie "mordi e fuggi": Shark bait.

La trama

Messico, un gruppo di amici si gode un meritato fine settimana di vacanza. Dopo una notte di baldoria sulla spiaggia, i ragazzi rubano un paio di moto d'acqua e le portano al largo in mare aperto, e qui accade il fattaccio: i due mezzi si scontrano e uno dei due cola a picco. Il gruppo si ritrova bloccato a due miglia dalla terraferma su una sola moto d’acqua rimasta in panne e un amico gravemente ferito e grondante sangue. E poiché è un film sugli squali, il resto viene da sé. Ma per sapere se e quanti riusciranno a sopravvivere occorrerà andare al cinema dal 28 luglio.

Cast e regista

Il nuovo shark movie prodotto da Adler Entertainment è diretto da James Nunn, autore nel 2012 assieme a Ronnie Thompson del thriller Tower block e di film d’azione come One shot, eliminators - Senza regole. I protagonisti sono i giovani Holly Earl, Jack Trueman, Catherine Amy Hannay, Malachi Pullar-Latchman e Thomas Michael Flynn.

I precedenti

Se non avete problemi di selacofobia (così viene definita la paura degli squali) e per l'occasione volete rispolverare la filmografia sul tema, allora dovete risalire al capostipite della serie, ovvero l'americano Tiger Shark, che in italiano divenne Le tigri del Pacifico, del 1932. Il film di Howard Hawks con Richard Arlen, Edward G. Robinson e Zita Jojnann. La storia è incentrata su due cacciatori di squali che si innamorano di una bella (e molto giovane) ragazza figlia di un collega. Il più vecchio dei due, che ha perso la mano sinistra nella bocca di uno squalo sposa la ragazza ma scopre che ama l'altro e finisce, al momento giusto, preda di un secondo squalo durante una caccia. Melodrammone marinaresco.

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Quattro anni dopo arriva White death, un film australiano del 1936 diretto da Edwin G. Bowen con Zane Grey come interprete principale. Nel film il protagonista prende in giro gli ambientalisti locali che lo implorano di non uccidere il grande squalo soprannominato dagli autoctoni "White death", appunto. Oggi sarebbe considerato scorretto.

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Sempre del 1936 è un altro film Usa The prisoner of shark island, diretto da John Ford e interpetato da Warner Baxter, Gloria Stuart, Frank McGlynn, Francis McDonald. All'isola degli squali, che è poi Dry Tortugas, una sorta di Alcatraz a ovest delle Key West, in Florida, ci finisce un medico di campagna. Gli squali compaiono a decine nel fossato che cinge la prigione, ma a far paura a chi tenta l'evasione son più le guardie, che sparano a vista. Questione di priorità.

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Dopo 20 anni esatti arriva nelle sale The Sharkfighters di Jerry Hopper, con Victor Mature, Karen Steele e James Olson. Il film è ambientato nel 1942, sull'isola di Pines a Cuba, dove alcuni ufficiali della Marina statunitense stanno facendo degli esperimenti per trovare una sostanza che offra una valida difesa contro gli squali in caso di naufragio. Il comandante Ben Staves, reduce dalla guerra nei mari del Giappone, dove ha visto morire parte del suo equipaggio a causa dei pescecani, vuole raggiungere al più presto ad un risultato, in netto contrasto con il suo vice, Evans, distinto ittiologo, che invece vuole condurre gli esperimenti con cautela e rigore scientifico. La scienza e i suoi rischi.

Tra questi film, e anche successivamente, gli squali furono protagonisti di alcune opere di serie B, anche se vale la pena citare il film del 1962 di Folco Quilici Ti-Koyo e il suo pescecane, tratto da un racconto di Italo Calvino adattato dal romanzo di Clement Richer Ti-Coyo et son requin. Per raccontare la tenera favola sull'amicizia tra il protagonista e un piccolo squalo, il regista portò in Polinesia tutta la troupe. Altri tempi.

E poi Shark! (in Italia, Quattro bastardi per un posto all'inferno) del 1969, diretto da Samuel Fuller e interpretato, fra gli altri, da  Burt Reynolds e Arthur Kennedy. Segnalato perché uno stuntman perse la vita proprio per l'attacco di uno squalo. Oltre il realismo.

E poi arriva Spielberg

Nel 1975 ci pensò il giovanissimo Steven Spielberg con il suo "Bruce", come fu ribattezzato dalla produzione lo squalo meccanico (in realtà i modelli erano quattro), a rimettere tutti in riga con il suo The jaws, il film che ha contributo a creare la pessima fama all'animale, esattamente come è stato per Cappuccetto rosso nei confronti del lupo, cattivo per antonomasia. Ma sbancò il botteghino.

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Il successone rimase in testa al box office Usa per cinque settimane diventando il film di maggior successo di tutti i tempi (record superato appena due anni dopo con il debutto del primo Star Wars). Lo squalo, questo il titolo in italiano, conquistò anche tre Oscar, dando il via a una lunghissima serie di film, brutte imitazioni e parodie, ma nessuno è mai riuscito ad intaccare la fama del capostipite con Roy Scheider, Richard Dreyfuss e le musiche di John Williams.

Uno squalo per ogni occasione

Da allora la passione del pubblico americano nei confronti degli squali è cresciuta in maniera esponenziale e sullo schermo gli animali hanno attaccato surfisti o ignari bagnanti in mare, nei fiumi, in un lago (Shark night del 2011), persino in un supermercato (Shark 3D del 2012), c'è stato anche un Jurassic shark (2012) (un "ibrido" fra Lo squalo e Jurassic Park), fino all'ultima saga in cui centinaia di squali vengono scaraventati a terra da un tornado (Sharknado che in cinque anni ha prodotto sei capitoli, l'ultimo dei quali, The last Sharknado: it's about time è arrivato nelle sale nel 2018.

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Per non farci mancare nulla, sempre nel 2018 è arrivato nelle sale Shark - Il primo squalo (The Meg). Il film aveva come protagonista un antenato secolare dello squalo bianco: un megalodonte preistorico di quasi 23 metri ritenuto (errore grave) estinto. Meg sfogava la sua furia e la sua fame contro un ignaro sommergibile oceanico e il suo indifeso equipaggio. L'horror fantascientifico, diretto da Jon Turteltaub con Jason Statham, incassò più di 140 milioni di dollari in totale. Oltre ogni aspettativa.

E in mezzo ci sono tanti altri film, come (ad esempio): Blu Profondo (1999), un thriller sci-fi (che nel cast annovera Thomas Jane, Saffron Burrows, LL Cool J e Samuel L. Jackson) in cui c'è di tutto: una ricerca scientifica sugli squali per curare l'Alzheimer, una sperimentazione segreta che rende intelligente come umani i predatori, una tempesta che distrugge il centro di ricerca sott'acqua ecc. ecc.

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Open Water (2003), un film a basso budget diventato un caposaldo tra i titoli recenti di genere (e ha avuto due sequel). Si basa sulla storia vera, di una coppia di sub statunitensi dimenticati dal gruppo durante l'immersione al largo della barriera corallina australiana. Angoscia vera.

Paradise Beach - Dentro l'incubo (2016). Blake Lively è la coraggiosa surfista che, attaccata da un enorme squalo bianco. E lei pur essendo ferita, sola e attaccata su uno scoglio lontano dalla spiaggia, riesce comunque a sopravvivere. Adrenalina e bellezza in un colpo solo.

47 metri (2017). Due sorelle, interpretate da Mandy Moore e Claire Holt, in vacanza in Messico, provano l'immersione in gabbia in mezzo agli squali bianchi. Il cavo però si spezza e le due ragazze restano intrappolate a 47 metri di profondità, nella gabbia e circondate da squali, con una riserva d'aria limitata. Ha avuto un sequel. Astenersi claustrofobici.

Le vere cifre del fenomeno

Ma, al di là del fenomeno cinematografico, nel 2021 gli attacchi non provocati, ovvero quelli avvenuti nell'ambiente naturale dello squalo senza una precedente interazione con l'animale da parte dell'uomo, sono stati 73, una media alta ma in linea con quanto accaduto negli ultimi 5 anni, mentre il numero degli squali uccisi dalla pesca ogni anno è stimato vicino ai 100 milioni. Per dirla con Mario Tozzi: "Chi sono veramente i cattivi?".

Ma in testa alla graduatoria degli animali più pericolosi (a parte l'uomo, ovviamente) c'è un esserino con una dimensione media di soli 3-9 millimetri che tutti conosciamo fin troppo bene: la zanzara. Questo insetto, infatti, causa ogni anno oltre 725mila morti essendo vettore primario di numerose malattie, fra le quali malaria, elefantiasi e febbre gialla.