Persuasione, Jane Austen diventa Bridget Jones
Se esiste un pubblico per i film dalle atmosfere british (e il successo di serie come Bridgerton e Downton Abbey non lascia dubbi a riguardo), tra nobili e servitù, ragazze da marito, gente che sorseggia il té, questa settimana sarà appagato. Netflix propone la sua versione dell’ultimo – e già pluriadattato - romanzo di Jane Austen, Persuasione, con Dakota Johnson nella parte della protagonista: Anne Elliot, che si è lasciata persuadere a non sposare l’amato marinaio Wentworth, di livello sociale inferiore, e non sa darsene pace. Salvo che, dopo sette anni, il giovanotto è di ritorno, col grado di capitano e reso ricco dalle guerre napoleoniche.
La regista Carrie Cracknell usa correttamente la macchina da presa; le scenografie sono accurate, così come è bella e luminosa la fotografia di Joe Anderson. Però il film ha un problema. Nel tentativo di fornire una declinazione moderna e pop del romanzo vittoriano, trasforma Anne (interpretata da un’attrice spesso usata come prototipo della donna emancipata) in una specie di Bridget Jones che beve vino dal collo della bottiglia, parla direttamente allo spettatore (compresa una strizzata d’occhi finale) e fa battute; perdendo, così, proprio l’essenziale del carattere descritto dalla Austen. E, tanto per non negarsi anacronismi (già comparsi nella Vita straordinaria di David Copperfield, del resto), affida gli altri personaggi ad attori multietnici, che saranno anche “woke” però concorrono al senso di spaesamento di chi conosce il libro. Qualcuno, poi, dovrebbe spiegarci perché la smaliziata Anne si debba struggere per sette anni pensando a Frederick Wentworh, un innamorato che non gronda certo di carisma. Voto: 2 stelle su 5
Secret love, quant'è british quell'amore proibito
The Twin, che paura se tuo figlio si fa in due
Diretto dal finlandese Taneli Mustonen, The Twin è un esempio paradigmatico di come l’immaginario horror anglosassone abbia colonizzato il cinema degli altri Paesi. Prima di un epilogo a sorpresa (ma basato su una “svolta” artificiosa), la trama cuce col filo bianco una quantità di pezzi di repertorio – dalla storia di fantasmi al thriller psicologico, dal complotto satanista all’horror folk – nella speranza di far contenti tutti e di monetizzare una distribuzione internazionale. Voto: 2 stelle su 5