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I film del weekend tra amore e orrore: le pagelle di Roberto Nepoti

I film del weekend tra amore e orrore: le pagelle di Roberto Nepoti

In sala o in piattaforma, ecco le nuove uscite

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Persuasione, Jane Austen diventa Bridget Jones

Se esiste un pubblico per i film dalle atmosfere british (e il successo di serie come Bridgerton e Downton Abbey non lascia dubbi a riguardo), tra nobili e servitù, ragazze da marito, gente che sorseggia il té, questa settimana sarà appagato. Netflix propone la sua versione dell’ultimo – e già pluriadattato - romanzo di Jane Austen, Persuasione, con Dakota Johnson nella parte della protagonista: Anne Elliot, che si è lasciata persuadere a non sposare l’amato marinaio Wentworth, di livello sociale inferiore, e non sa darsene pace. Salvo che, dopo sette anni, il giovanotto è di ritorno, col grado di capitano e reso ricco dalle guerre napoleoniche.

La regista Carrie Cracknell usa correttamente la macchina da presa; le scenografie sono accurate, così come è bella e luminosa la fotografia di Joe Anderson. Però il film ha un problema. Nel tentativo di fornire una declinazione moderna e pop del romanzo vittoriano, trasforma Anne (interpretata da un’attrice spesso usata come prototipo della donna emancipata) in una specie di Bridget Jones che beve vino dal collo della bottiglia, parla direttamente allo spettatore (compresa una strizzata d’occhi finale) e fa battute; perdendo, così, proprio l’essenziale del carattere descritto dalla Austen. E, tanto per non negarsi anacronismi (già comparsi nella Vita straordinaria di David Copperfield, del resto), affida gli altri personaggi ad attori multietnici, che saranno anche “woke” però concorrono al senso di spaesamento di chi conosce il libro. Qualcuno, poi, dovrebbe spiegarci perché la smaliziata Anne si debba struggere per sette anni pensando a Frederick Wentworh, un innamorato che non gronda certo di carisma. Voto: 2 stelle su 5

Secret love, quant'è british quell'amore proibito

E’ fortemente apparentato col film Netflix Secret Love (curiosa traduzione “italiana” dell’originale La festa della mamma), in uscita nelle sale questo weekend. A parte la presenza di attori mutuati dalla serie The Crown, l’analogia riguarda il tema centrale dell’amore tra esponenti di classi sociali diverse, la domestica Jane e il rampollo di famiglia nobile Paul. Però il film di Eva Husson contiene altre linee narrative, come la prima guerra modiale e la scoperta della vocazione di scrittrice.

Avvolta in un’ambiziosa struttura non lineare, la trama fa ruotare varie epoche della storia britannica intorno a un’unica giornata del maggio 1924: con parecchia libertà ma senza nuocere alla comprensione degli eventi. Tutto bene insomma, inclusi i secondi ruoli di Olivia Colman e Colin Firth; senza nulla, però, che non abbiamo visto già molte volte. Voto: 2 stelle e mezza su 5

 

The Twin, che paura se tuo figlio si fa in due

C’è posto, ancora, per un horror: nel rispetto della tradizione estiva e prima che le sale si prendano una pausa in attesa di tempi (speriamo) migliori. Sulla carta The Twin - L’altro volto del male pareva promettente. Non tanto per il soggetto, una specie di mash-up tra The Boy e Midsommar, ma per la produzione e le ambientazioni finlandesi, nonché per la presenza, come protagonista, della brava Teresa Palmer. Dopo la morte del figlio Nathan in un incidente stradale Rachel parte col gemello sopravvissuto, Elliot, e col marito Anthony per la Finlandia, di cui il consorte è originario. Qui il bambino comincia a vedere il fantasma del fratello scomparso, mentre la sventurata Rachel viene coinvolta in misteriosi rituali locali ed è colta da sospetti sulla vera natura di Anthony.

Diretto dal finlandese Taneli Mustonen, The Twin è un esempio paradigmatico di come l’immaginario horror anglosassone abbia colonizzato il cinema degli altri Paesi. Prima di un epilogo a sorpresa (ma basato su una “svolta” artificiosa), la trama cuce col filo bianco una quantità di pezzi di repertorio – dalla storia di fantasmi al thriller psicologico, dal complotto satanista all’horror folk – nella speranza di far contenti tutti e di monetizzare una distribuzione internazionale. Voto: 2 stelle su 5