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Spider-Man, dietro la maschera c’è ognuno di noi

I sessant’anni del personaggio creato da Stan Lee e Steve Dikto: una maschera pop e inclusiva, che da tempo ha trasceso la sua forma originale subendo molte trasformazioni tra fumetti e film, compresa quella in Black Spider-Man
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"Da un grande potere derivano grandi responsabilità". Una frase cult, le ultime sette parole pronunciate da uno zio a suo nipote adolescente, che lo ascolta un po' scocciato e non vede l'ora di scendere dall'auto. Quell'uomo è zio Ben, il ragazzo è Peter Parker, ma tutti impareranno a conoscerlo come Spider-Man: una maschera pop, che il 10 agosto compie 60 anni e dietro la quale può esserci chiunque, a prescindere dall'etnia, dal genere o dalla nazionalità. Un personaggio inclusivo, che tra fumetti e film ha già subito molte trasformazioni, compresa quella in Black Spider-Man.

Una versatilità che permette a chiunque lo desideri, di calarsi nel costume dell'"arrampicamuri", come Tyler Scott Hoover un cosplayer professionista di Spider-Man e modello che ha ereditato la passione per il personaggio dal padre, pur non somigliando alla figura "canonica" dell'adolescente bianco, modest…

"Da un grande potere derivano grandi responsabilità". Una frase cult, le ultime sette parole pronunciate da uno zio a suo nipote adolescente, che lo ascolta un po' scocciato e non vede l'ora di scendere dall'auto. Quell'uomo è zio Ben, il ragazzo è Peter Parker, ma tutti impareranno a conoscerlo come Spider-Man: una maschera pop, che il 10 agosto compie 60 anni e dietro la quale può esserci chiunque, a prescindere dall'etnia, dal genere o dalla nazionalità. Un personaggio inclusivo, che tra fumetti e film ha già subito molte trasformazioni, compresa quella in Black Spider-Man.

Una versatilità che permette a chiunque lo desideri, di calarsi nel costume dell'"arrampicamuri", come Tyler Scott Hoover un cosplayer professionista di Spider-Man e modello che ha ereditato la passione per il personaggio dal padre, pur non somigliando alla figura "canonica" dell'adolescente bianco, modesto e orfano, come è stato presentato per anni dalla Marvel, una descrizione dalla quale la maschera dell'Uomo-Ragno si è affrancata da tempo.

Tyler Scott Hoover 
E infatti Hoover, 32 anni, di Glen Burnie, nel Maryland, di discendenza bianca e nera, interpreta Spider-Man alla perfezione e in maniera assolutamente credibile, quanto il giovanissimo afro-latinoamericano Miles Morales, apparso nella seria a fumetti Ultimate.

Le origini

Il 10 agosto 1962, l'Uomo-Ragno (come in Italia veniva chiamato agli inizi) apparve per la prima volta nel numero 15 di Amazing Fantasy, realizzata dai due fumettisti Stan Lee e Steve Dikto. "Osservando una mosca che camminava sul muro ho pensato: non sarebbe bello se un essere umano potesse fare la stessa cosa? L'ho immaginato adolescente e con un sacco di problemi personali. Quando l'ho portato, eccitatissimo, all'editore, mi ha rimproverato: "Stan, i supereroi non hanno problemi personali!". Come sbagliava", raccontava Stan Lee, all'epoca direttore della Marvel. E aveva ragione. Quel personaggio, insieme agli altri creati anche grazie a Jack Kirby, entreranno nella cultura pop, cambiando per sempre la visione dei super eroi: persone come noi, ma con super poteri e super problemi, marcando così un divario netto dai rivali di altre case editrici, tra cui la DC Comics.

Il morso del ragno

Peter Parker ha una storia normale e drammatica: è un adolescente (oggi diremmo un nerd) orfano, che vive con gli zii. Come la gran parte dei ragazzi della sua età frequenta il liceo, studia segue le lezioni, ma ha problemi con i bulli della sua scuola e con le ragazze, Gwen Stacy e poi Mary Jane Watson. Dopo esser stato morso da un ragno radioattivo durante una visita in laboratorio, il giovane Peter pensava di ricavarne qualche dollaro diventando un wrestler, ma dopo la morte di zio Ben, a causa di un piccolo delinquente, capisce i suoi poteri devono essere messi al servizio degli altri. Ed ecco il tratto distintivo degli eroi Marvel.

Super-eroi diversi

Nel corso degli anni, iniziarono ad affacciarsi sulla scena dei fumetti, super-eroi dalle caratteristiche decisamente singolari, mai viste prima nel panorama mainstream: per cultura, colore della pelle e classe sociale, la Marvel propone un "campionario" di protagonisti decisamente inediti.

Nel 1966, Black Panther, noto anche come il principe T'Challa della nazione africana immaginaria, solitaria e chiusa al mondo esterno del Wakanda, divenne il primo supereroe black della Marvel e dei fumetti (escludendo Lothar, spalla di Mandrake il Mago, apparso per la prima volta nel 1934). Ma presto, l'universo Marvel si popolerà di altri eroi con peculiarità uniche nel mondo del fumetto, a partire dal colore della pelle.

Negli anni 70 debuttarono personaggi come Storm, la dea mutante più conosciuta come membro degli X-Men della Marvel; Luke Cage, un ex carcerato, con una forza sovrumana e una pelle quasi impenetrabile creato dal primo fumettista nero della Marvel, Billy Graham; Shang-Chi, tra i primi supereroi Marvel asiatici, maestro delle arti marziali, con grossi problemi legati a suo padre Zheng Zu (in origine chiamato Fu Manchu), incarnazione del male. E Red Wolf, l'esperto arciere e primo supereroe Marvel nativo americano.

Grandi poteri e grandi problemi

E poi, ci sono i tratti fisici e psicologici che rendono ancora più singolari i super eroi Marvel: Daredevil è cieco, ma ha scelto di salvare i suoi concittadini di Hell's Kitchen, i Fantastici Quattro sono una famiglia disfunzionale, Iron Man, cioè Tony Stark deve superare il suo narcisismo ed egocentrismo e fare i conti con i problemi legati all'alcol. Thor e Doctor Strange hanno problemi di superbia, cosa abbastanza normale per un dio leggendario che vive tra gli uomini e uno stregone in grado di fare (praticamente) qualunque cosa.

Il dottor Bruce Banner, poi, soffre di un disturbo dissociativo di personalità, tra la sua vera identità e quella del forzutissimo Hulk. Per non parlare dei mutanti che, oltre ad essere vittime di pregiudizi e razzismo hanno anche un problema "politico", divisi come sono fra la fazione legata al professor Charles Xavier, che cerca una convivenza pacifica con gli umani e Magneto, sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti, che inneggia allo scontro. "A volte, quando pensiamo ai supereroi, pensiamo a miliardari in giacca e cravatta, scienziati brillanti o divinità nordiche", sottolinea alla Ap Angélique Roché, conduttrice del podcast Marvel's voices e coautrice del libro in uscita My super hero is black. Ma Spider-Man ha decisamente ribaltato questa visione.

Un punto di vista diverso

Insomma, l'Uomo-Ragno non appartiene alla categoria degli esseri umani privilegiati che usano la loro ricchezza e il loro potere per diventare eroi (vedi Bruce Wayne/Batman o lo stesso Tony Stark/Iron man). Ma non è tutto.

Spider-Man, nei fumetti e nei film, appare in più universi e in più incarnazioni, che lo allontanano - ed i molto - dal personaggio nato nel 1962: è il cosiddetto "spiderverse". Miles Morales, uno Spider-Man adolescente afro-americano di origini portoricane, è diventato molto popolare ed è anche apparso in un suo film d'animazione Spider-Man - Un nuovo universo, del 2018. Cindy Moon, una coreana-americana conosciuta come Silk, è stata morsa dallo stesso ragno di Peter Parker. "Poiché Spider Man significa così tanto per noi, dovremmo sempre essere aperti alle possibilità", afferma Roché . "Dovremmo sempre sperare e credere che non mancheranno mai persone che vogliono combattere per ciò che è giusto".

Una maschera adatta a tutti

Lo scorso luglio, Spider-Man è stato inserito nella Comic-Con hall of fame durante la convention annuale di San Diego. I fan hanno invaso la sala congressi con costumi che abbracciavano varie trasformazioni del personaggio. Grazie alla sua maschera, il "tessiragnatele" rappresenta una scelta sicura per i cosplayer che sperano di evitare i puristi che criticano gli altri per aver deviato dalla rappresentazione canonica dei supereroi, cosa che non deve accadere, come sottolinea Andrew Liptak, storico e autore del libro Cosplay, a history: The builders, fans, and makers who bring your favorite stories to life. "In definitiva, si tratta del tuo rapporto con il personaggio - dice - Quello che stati letteralmente indossando è il tuo 'fandom'". Insomma, secondo Liptak è ingiusto aspettarsi che i fan si vestano solo da supereroi il cui aspetto o colore della pelle corrispondono al loro.

Inoltre, dietro alla maschera con gli occhi spalancati e dentro al costume con la ragnatela può esserci chiunque, a prescindere da etnia, sesso e nazionalità. Anche un secchione sottovalutato, che con un rapido cambio di abito indossa una tuta in spandex, che lo copre dalla testa ai piedi e diventa una forza per fare del bene.

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Black Spider-Man e white T'Challa

Nel recente film Spider-Man: No way home, Electro, il cattivo interpretato dall'attore premio Oscar Jamie Foxx, scherza con lo Spider-Man interpretato da Andrew Garfield dicendo di essere sorpreso che Spider-Man non fosse nero. Al momento non si sa se questa affermazione apra o meno le porte a un Black Spider-Man live-action nei film futuri (cosa, per altro, già accaduta nei fumetti di Captain America e nel quarto film dedicato a Cap, che uscirà il 3 maggio 2024 e sarà intitolato Captain America: New world order, con Anthony Mackie al posto di Chris Evans).

Secondo Tyler Scott Hoover, Spider-Man non dovrebbe mai essere racchiuso in un solo aspetto. "Così otterrai quelli che discutono sul fatto che se diventi Spider-Man Black allora puoi trasformare T'Challa in bianco", sottolinea il cosplay. Spider-Man non è mai stato veramente definito dalla sua etnia, ma soprattutto dal suo status sociale e dalle lotte che ha affrontato. E questo è ancora più riconoscibile per persone di colore ed etnie diverse, perché ci sono molte lotte nella vita che devi continuare ad affrontare.