'La stangata', perché vale la pena vederlo
di Roberto Nepoti , di Roberto NepotiMalgrado la programmazione pomeridiana (alle 18,30), oggi vale la pena sintonizzarsi su Iris per ritrovare uno dei film più amati degli anni Settanta: il sempreverde La stangata, commedia di crimine elegante e scanzonata per superstar come Paul Newman e Robert Redford. Quattro anni dopo il successo di Butch Cassidy, Hollywood riunì sotto la regia dello stesso George Roy Hill i due attori, buoni amici nella vita e affiatati sullo schermo. Nella Chicago del 1936, il piccolo malfattore Johnny Hooker rapina, inconsapevole, il tirapiedi di Lonnegan, un pericoloso gangster di New York. Quando la banda elimina il compare di Hooker, questo decide di vendicarlo organizzando una grande truffa. E riesce a coinvolgere nella trama il riluttante Henry Gondorff, bidonista d’alta classe. Scritta da David Ward, la trama è così complessa che queste righe non sarebbero sufficienti a ospitarla. Basti dire che il clou riguarda una finta sala di scommesse, concepita come u…
Malgrado la programmazione pomeridiana (alle 18,30), oggi vale la pena sintonizzarsi su Iris per ritrovare uno dei film più amati degli anni Settanta: il sempreverde La stangata, commedia di crimine elegante e scanzonata per superstar come Paul Newman e Robert Redford. Quattro anni dopo il successo di Butch Cassidy, Hollywood riunì sotto la regia dello stesso George Roy Hill i due attori, buoni amici nella vita e affiatati sullo schermo. Nella Chicago del 1936, il piccolo malfattore Johnny Hooker rapina, inconsapevole, il tirapiedi di Lonnegan, un pericoloso gangster di New York. Quando la banda elimina il compare di Hooker, questo decide di vendicarlo organizzando una grande truffa. E riesce a coinvolgere nella trama il riluttante Henry Gondorff, bidonista d’alta classe. Scritta da David Ward, la trama è così complessa che queste righe non sarebbero sufficienti a ospitarla. Basti dire che il clou riguarda una finta sala di scommesse, concepita come un set e dove i due soci, assieme ai loro collaboratori, recitano una parte (il che implica anche un “secondo grado” rispetto alla finzione cinematografica). Siccome la truffa è sovradimensionata, e il film molto lungo, non manca qualche momento di noia: subito superato, però, grazie al carisma dei due incantatori. Paul e Bob si danno la replica da autentici mattatori e la svolta finale riserva una sorpresa. Niente da dire sulla ricostruzione di Chicago ai tempi della Grande depressione; che, esagerandone un po’ i caratteri, crea un ambiente al contempo realistico e onirico. Un altro dei motivi del successo della Stangata fu la colonna sonora, divenuta celebre: un montaggio di brani ragtime e un tema musicale orecchiabilissimo, The entertainer, salito al vertice delle hit-parade. Nel cast di supporto vanno segnalati un minaccioso Robert Shaw e Charles Durning nella parte del poliziotto. Un eccellente lavoro da tutti i punti di vista e che nel 1974 fruttò alla pellicola ben sette Oscar: miglior film, migliore regia, migliori sceneggiatura, scenografia, costumi, montaggio e colonna sonora. Redford invece, nominato come miglior attore protagonista, non vinse l’ambita statuetta.