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Woody Allen, l'addio del regista che gli Stati Uniti hanno già dimenticato

Il regista, 86 anni, si ritira dal set. Prima ancora un film, 'Wasp 22' poi si darà ai romanzi. Una parabola che è anche simbolo di quanto effimera sia la gloria del mondo
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New York - Woody Allen si ritira dal cinema e, nonostante per il resto del mondo sia un mito, con quattro premi Oscar e tre Golden Globe vinti, i grandi media americani praticamente lo ignorano. Questa non è solo una visione distorta da giornalista, ma anche un metro di quanto effimera sia la gloria del mondo. E nel caso del regista di New York è abbondantemente passata, almeno agli occhi degli americani, non solo per le accuse di abusi verso i figli da cui non si è mai davvero risollevato, e le polemiche per il matrimonio con Soon-Yi, ma anche per la progressiva irrilevanza del suo lavoro. O magari per un misto delle due cose, che si sono inevitabilmente intrecciate e influenzate a vicenda.

Parlando con il giornale spagnolo La Vanguardia in vista della pubblicazione del suo libro comico Gravedad cero, Zero gravity in inglese, Allen ha detto che "la mia idea, in linea di principio, è non fare più il cinema e concentrarmi sulla scrittura. Ora st…

New York - Woody Allen si ritira dal cinema e, nonostante per il resto del mondo sia un mito, con quattro premi Oscar e tre Golden Globe vinti, i grandi media americani praticamente lo ignorano. Questa non è solo una visione distorta da giornalista, ma anche un metro di quanto effimera sia la gloria del mondo. E nel caso del regista di New York è abbondantemente passata, almeno agli occhi degli americani, non solo per le accuse di abusi verso i figli da cui non si è mai davvero risollevato, e le polemiche per il matrimonio con Soon-Yi, ma anche per la progressiva irrilevanza del suo lavoro. O magari per un misto delle due cose, che si sono inevitabilmente intrecciate e influenzate a vicenda.

Parlando con il giornale spagnolo La Vanguardia in vista della pubblicazione del suo libro comico Gravedad cero, Zero gravity in inglese, Allen ha detto che "la mia idea, in linea di principio, è non fare più il cinema e concentrarmi sulla scrittura. Ora sto pensando a un romanzo".

Woody ha rivelato che non intende più pubblicare memorie, dopo la cancellazione da parte di Hachette di Apropos of nothing, ripresa poi da Arcade, e ha aggiunto che il prossimo libro non sarà necessariamente umoristico: "Se avessi un'idea molto seria, non esiterei a fare la stessa cosa che ho fatto in alcuni dei miei film seri".


La nuova opera, Wasp 22, che girerà tutta in francese nelle prossime settimane, sarà simile a Match Point, cioè "eccitante, drammatica ma anche molto sinistra". Però sarà anche l'ultima, se l'idea espressa in linea di principio verrà poi confermata e questa non è solo una trovata pubblicitaria.

Interessante è stata anche la reazione dei media statunitensi che, tranne qualche eccezione, hanno quasi ignorato la notizia. Può darsi che il ritardo sia dovuto al fatto che l'ha data a un giornale spagnolo, oppure al precedente del giugno scorso, quando in sostanza aveva già preannunciato l'intenzione di ritirarsi dalle scene durante un'intervista con Alec Baldwin, trasmessa in streaming sulla pagina Instagram dell'attore: "Molto del "thrill" di fare cinema è andato. Quando giravo un film, andava nelle sale in tutto il Paese. Adesso viene proiettato un paio di settimane, magari quattro o sei, e poi finisce nelle piattaforme streaming o pay per view. Non è più così piacevole per me".


Può darsi che sia davvero così, e la ragione è tutta qui, ma è impossibile separare questi giudizi dall'elefante nella stanza della sua vita. Nato a New York nel 1935 da una famiglia ebraica emigrata da Austria e Lituania, di cognome fa Konigsberg ed era cresciuto parlando tedesco.

La carriera nel mondo dello spettacolo era cominciata scrivendo barzellette quando aveva 15 anni, e presto era decollata con gli spettacoli teatrali standup, dove aveva sviluppato il personaggio dell'intellettuale insicuro e contorto, le partecipazioni all'Ed Sullivan Show e il Tonight Show, e i film. La sua genialità è indiscussa, come confermano non solo l'Oscar per la regia con Annie Hall (Io e Annie), ma forse ancora di più le sedici nomination ricevute per le sceneggiature originali, con tre statuette ottenute per Io e Annie, Hannah e le sue sorelle e Midnight in Paris. Tutto il resto è discutibile.

A dire il vero, tra il pubblico americano non è mai stato popolare quanto tra quello europeo, e magari per qualcuno questo può essere un pregio. Almeno per il rapporto sbilanciato tra i riconoscimenti professionali ricevuti, e gli incassi al botteghino. Poi però la sua vita privata ha finito per diventare più grande e ingombrante di quella artistica, oscurandola, insieme ad una produzione che negli ultimi anni non è stata comunque stellare, in un mondo cambiato non solo sul piano della tecnologia e la distribuzione.

La storia ormai la conoscono tutti. Woody aveva avuto una relazione con Mia Farrow, anche se in realtà non si erano mai sposati e non vivevano insieme. Avevano adottato insieme dei figli e messo al mondo Satchel, ora più noto come Ronan Farrow, ma nel 1992 l'attrice aveva trovato a casa di Allen foto nude di Soon-Yi, la ragazza sudcoreana che aveva adottato con André Previn. Woody aveva ammesso di avere una relazione con lei e poi l'aveva sposata nel 1997, sostenendo che non solo non era mai stato suo padre in alcun senso della parola, ma praticamente quasi non la conosceva, prima di innamorarsi di lei.

La storia era finita nelle mani degli avvocati, oltre che dei tabloid. Poi però era arrivata l'accusa di molestie sessuali da parte della figlia Dylan, e anche se Allen non è mai stato condannato, la sua reputazione è rimasta macchiata per sempre. Ci si può chiedere se sia stato giusto mescolare così la vita privata a quella artistica, ma gli americani sembrano aver già emesso il loro giudizio definitivo.