Salvo Ficarra e Valentino Picone hanno saputo intonare una voce della Sicilia originale e in qualche modo universale. Dal desiderio di Roberto Andò di lavorare con i due attori siciliani è nato La stranezza, film che immagina la stravagante origine di Sei personaggi in cerca d'autore. Il genio Pirandello, un Toni Servillo che smonta il monumento e consegna un autore empatico e in crisi nella messa a fuoco di un'opera così difficile, incontra quel mondo popolare che è il bacino da cui ha attinto le sue storie e che è incarnato dagli impresari funebri e attori dilettanti Bastiano e Nofrio (Ficarra e Picone). E così nel 1920 a Girgenti il drammaturgo, tra l'incontro con Verga e la difficile sepoltura della sua antica balia tra mazzette e scartoffie, si ritrova ad assistere di nascosto alle prove della farsa La trincea del rimorso, ovvero Cicciareddu e Pietruzzu, e ai tragicomici drammi reali della compagnia. Presentato alla Festa di R…
Salvo Ficarra e Valentino Picone hanno saputo intonare una voce della Sicilia originale e in qualche modo universale. Dal desiderio di Roberto Andò di lavorare con i due attori siciliani è nato La stranezza, film che immagina la stravagante origine di Sei personaggi in cerca d'autore. Il genio Pirandello, un Toni Servillo che smonta il monumento e consegna un autore empatico e in crisi nella messa a fuoco di un'opera così difficile, incontra quel mondo popolare che è il bacino da cui ha attinto le sue storie e che è incarnato dagli impresari funebri e attori dilettanti Bastiano e Nofrio (Ficarra e Picone). E così nel 1920 a Girgenti il drammaturgo, tra l'incontro con Verga e la difficile sepoltura della sua antica balia tra mazzette e scartoffie, si ritrova ad assistere di nascosto alle prove della farsa La trincea del rimorso, ovvero Cicciareddu e Pietruzzu, e ai tragicomici drammi reali della compagnia. Presentato alla Festa di Roma, in sala da giovedì 27, è frutto dall'inedita unione di Bibi Film e Tramp Limited, Rai Cinema e Medusa, che ha attivato l'indirizzo scuole@medusa.it per gli studenti.
Cos'è "La stranezza" per voi?
Fic: "È un film che toglie le etichette, a Pirandello, a Ficarra e Picone, a Servillo, le strappa e le mescola. E' la stranezza di un cast composito e di raccontare Pirandello in modo lontano dallo stereotipo dei libri scolastici, che sembra morto. E invece lo vedi vivo nella sua Sicilia osservare questi due personaggi, nutrirsi della loro popolanità, della loro umanità, lo vedi nel suo processo creativo".
Che rapporto avevate con Pirandello a scuola?
Pic: "È stato l'autore della mia giovinezza scolastica. Mi ha conquistato subito, prima con i romanzi e poi a teatro. Solo dopo ho scoperto Sciascia".
Fic: "Non ci sono documenti certi, ma potremmo essere stati entrambi la stessa sera al Teatro Biondo a vedere Sei personaggi con Enrico Maria Salerno e Regina Bianchi con la regia di Zeffirelli. Era la prima volta che vedevo l'opera di Pirandello a teatro, prima l'avevo letta, mi avevano avvisato che era complicata. Me la sono goduta. Immagino chi avrà visto per la prima volta la messa in scena al Valle, che abbiamo ricostruito nel film".
Che studenti eravate?
Pic: "Io studiavo moltissimo, ma i professori dicevano ai miei genitori che ero capace e non mi applicavo. Ho capito che ero scemo, ma li ho lasciati nell'illusione".
Fic: "Io ero latitante, svicolavo, ma me la cavavo".
Pic: "Mi restò impressa la lezione di quando al liceo la nostra classe decise di entrare anche se le ragioni dello sciopero erano giuste. La professoressa ci spiegò che era sbagliato rompere l'unità di una protesta giusta. La disobbedienza in alcuni casi andrebbe insegnata a scuola".
I vostri personaggi vi sono mai venuti a cercare?
Fic: "Ne L'ora legale i personaggi ci hanno anticipato, avevano la necessità pirandelliana di essere messi in scena".
"La stranezza" è un film pieno di strati. Com'è stato misurarvi con questi personaggi e con Andò?
Fic: "La sintonia con Servillo, la descrizione accurata di Roberto, la ricchezza delle scenografie, dei costumi ci hanno aiutato a trasferirci in quell'epoca, in quel vissuto. Abbiamo frequentato emozioni e sfumature inusuali, è stata una esperienza importante, la stessa cura l'abbiamo portata sul set della seconda stagione di Incastrati".
Pic: "Abbiamo scardinato le certezze in cui navighiamo".
Fic: "Siamo anche andati in crisi. Esperienze così ci rendono più versatili e consapevoli. Non ci sono attori di serie A e B, come diceva Pino Caruso gli attori si dividono tra incisivi e canini".
Pic: "E noi abbiamo sempre voluto cambiare, L'ora legale è distante da Il sette e l'otto o da Il primo Natale. La stranezza è il più diverso di tutti".
'La stranezza', Pirandello e due becchini nel film di Roberto Andò
Anche "Le rane" di Aristofane fu un successo.
Fic: "Riuscimmo a trasformare in materia viva un autore che, affrontato in modo dogmatico, poteva essere polveroso. Aristofane era alto, politico, ma ancora attuale, e soprattutto nascondeva tutto tra le pieghe delle risate. Era vivo, come questo Pirandello è pieno di umanità".
Alla storica prima al Valle di "Sei personaggi" ci furono fischi e risse. Voi siete mai stati fischiati?
Pic: "Fischiati no, ma ci fu uno spettacolo in cui non rise nessuno. Ricordo la faccia cattiva di quello che ci pagava e noi "guardi che facciamo ridere...". La risata è sempre magica, non esiste un algoritmo".
Chi tra i due entra in crisi creativa?
Pic: "La crisi la provano amici e familiari che rimbambiamo con i nostri progetti. Abbiamo sempre dubbi. Pino Caruso diceva dei libri, ma vale anche per i film: è un insieme di ripensamenti".
L'amicizia con il presidente Mattarella?
Fic: "lo abbiamo visto presentando il docufilm su Giovanni Cupidi, Il figlio di Tarzan, un ragazzo disabile che abbiamo seguito in uno dei suoi tanti giorni. Il presidente ha voluto incontrarlo e incontrarci tutti al Quirinale".
Pic: "Sulla disabilità per cultura e barriere architettoniche siamo indietro. Dovrebbe essere tra i primi problemi da affrontare per il governo".
Cosa vi fa ridere oggi?
Pic: "La sincerità dei bambini".
Fic: "Le prodezze degli animali".
Pic: "Le dico quel che non mi fa ridere. Prima di fronte a certe "stranezze" di comportamento politico ridevo, ora non mi diverto più in questo inseguire il ridicolo".
Fic: "Gli atteggiamenti non sono consoni, il livello si è abbassato, vedo atteggiamenti adolescenziali. Perciò ci tengo a dire che La stranezza è un film per tutti, lo possono capire anche i politici".