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Generazione Timothée Chalamet “Siamo soli e diversi ma l’amore ci libera”

L'attore, in coppia con Taylor Russell, è il protagonista del nuovo film di Luca Guadagnino, 'Bones and all', nelle sale il 23 novembre. Interpreta un giovane cannibale nell’America di Reagan
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Timothée Chalamet, pantaloni di pelle e maglione grigio pieno di cuori neri, guarda spesso Luca Guadagnino con adorazione, nel salone dell'hotel con affaccio su Trinità dei Monti: "Se devo pensare a un mentore, penso a lui".
A 26 anni è l'idolo assoluto di una generazione di adolescenti liquida, molto apprezzato anche dalle mamme "boomer". L'attore statunitense con cittadinanza francese - oggi il messia di Dune - sa bene a chi deve il grande salto. Prima di conoscere il regista italiano aveva recitato in piccoli ruoli, Interstellar e Hostile - Ostili, ma il giovane innamorato di Chiamami col tuo nome lo ha messo al centro della critica e del pubblico mondiali. Perciò, malgrado una lista di impegni fantascientifica, accompagna a Roma Guadagnino e l'uscita di Bones and all (nelle sale il 23 novembre con Vision Distribution), vincitore del premio della regia alla Mostra di Venezia e il Mastroianni alla coprotagonista Taylor…

Timothée Chalamet, pantaloni di pelle e maglione grigio pieno di cuori neri, guarda spesso Luca Guadagnino con adorazione, nel salone dell'hotel con affaccio su Trinità dei Monti: "Se devo pensare a un mentore, penso a lui".
A 26 anni è l'idolo assoluto di una generazione di adolescenti liquida, molto apprezzato anche dalle mamme "boomer". L'attore statunitense con cittadinanza francese - oggi il messia di Dune - sa bene a chi deve il grande salto. Prima di conoscere il regista italiano aveva recitato in piccoli ruoli, Interstellar e Hostile - Ostili, ma il giovane innamorato di Chiamami col tuo nome lo ha messo al centro della critica e del pubblico mondiali. Perciò, malgrado una lista di impegni fantascientifica, accompagna a Roma Guadagnino e l'uscita di Bones and all (nelle sale il 23 novembre con Vision Distribution), vincitore del premio della regia alla Mostra di Venezia e il Mastroianni alla coprotagonista Taylor Russell.
"Luca è una roccia, un mentore, un amico", spiega Chalamet, "è grande fonte di ispirazione per me perché è autentico. Dietro a Bones and all non ci sono interessi o grandi corporation, il film esiste perché Luca gli ha infuso la vita. Io aspiro a essere come lui. Aspiro a non sentirmi inserito in una categoria ma a continuare a lavorare sulle cose, uscendo da percorsi segnati".

'Bones and all', l'amore cannibale di Luca Guadagnino in concorso alla Mostra di Venezia


Con Bones and all, film d'amore tra due giovani cannibali nell'America marginale, Guadagnino consegna un lavoro crudo e toccante, romantico seppure - o anche perché - attraversato da scene realistiche e a tratti insostenibili di uomini che si cibano di altri uomini.

Venezia 79, Timothee Chalamet dice "Forza Roma, daje Roma" al Tg1

"Luca voleva trattare il film come una storia d'amore, concentrandosi su questi personaggi che sono isolati in una parte dell'America, nel Midwest a metà anni Ottanta. La promessa reaganiana era stata disattesa, in molti sono stati abbandonati in questa parte del Paese, le cicatrici si vedono ancora oggi. Questi giovani personaggi combattono e lottano per trovare sé stessi e, oltre a questa condizione, il cannibalismo li divide ulteriormente dalla società".

Luca Guagagnino sul set di 'Bones and all' 

C'è una frase molto forte nel film che dice: "L'amore ti rende libero". "È vero - commenta l'attore - credo sia la frase più importante di questo lavoro, in fondo l'amore è un desiderio profondo, qualcosa per cui si lotta tutta la vita". A proposito della solitudine del protagonista racconta: "Lee resta il più solitario dei personaggi che ho interpretato. Ma in fondo tutti oggi ci sentiamo più soli e diversi, in particolare i giovani. La pandemia ci ha abituati a questa condizione, il riscaldamento globale è una minaccia esistenziale per tutti. Questo isolamento non è distante da quello che oggi abbracciano alcuni governi nazionalisti, un ritorno al passato autoritario, in cui si celebra l'individualismo". Tra i riferimenti attoriali, a "costo di sembrare un disco rotto", Chalamet cita Joaquin Phoenix, Heath Ledger e Daniel Day-Lewis".