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In mare con Salvatore Todaro, l'ufficiale gentiluomo

In mare con Salvatore Todaro, l'ufficiale gentiluomo
L'epopea del soccorso ai naufraghi del Kabalo e al centro dell'ultimo film di Edoardo De Angelis con Pierfrancesco Favino. Ciò che fece il comandante del sommergibile Cappellini resta nel libro d'oro della marineria
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Salvatore Todaro è l'archetipo degli "italiani brava gente", che facevano la guerra senza rinunciare all'umanità. Ufficiale e gentiluomo, nonostante dovesse colpire di sorpresa i nemici nella profondità dell'Atlantico, con quel pugno di sommergibili che Mussolini aveva mandato al fianco degli U-boot per sentirsi all'altezza dell'alleato germanico. A lui, come a tanti altri comandanti, non piaceva la spietata determinazione dei tedeschi: "Loro non hanno duemila anni di civiltà sulle spalle", è il motto che gli viene attribuito.

L'epopea del soccorso ai naufraghi del Kabalo, il mercantile che aveva affondato con il sommergibile Cappellini, resta nel libro d'oro della marineria. Rimorchiare le loro zattere per salvarli dal mare e poi addirittura ospitarli nello spazio claustrofobico del battello non era solo una prova di generosità, ma significava mettere a rischio la propria vita e quella del suo equipaggio, esponendosi all'assalto degli aerei e delle navi britanniche. L'ammiraglio Karl Doenitz, il grande capo della flotta sottomarina nazista, si infuriò: "Todaro è un bravo ufficiale ma non può fare il Don Chisciotte. Neppure il buon samaritano della parabola evangelica aveva fatto una cosa del genere. Ricordatevi: questa è una guerra, non siete missionari della misericordia".

Il rimprovero non gli fece cambiare stile. Nella successiva spedizione si preoccupò della sorte dei marinai del piroscafo Shekespeare, che pure avevano ucciso uno dei suoi artiglieri durante lo scontro finale. Suggestivo ricordare come dopo l'Atlantico Todaro si ritrovò nel Mar Nero, partecipando con un minisottomarino all'assedio del porto sovietico di Sebastopoli: più o meno le stesse incursioni che oggi compiono i commandos ucraini contro i russi. A proposito: in Russia era stato assegnato alla X Mas, il reparto delle azioni speciali che solo dopo l'8 settembre diventerà un'unità antipartigiani fascista. Il corsaro gentile è morto prima, nel dicembre 1942, mentre studiava un raid contro gli alleati in Tunisia. Per chi volesse letteralmente immergersi nell'atmosfera vissuta da Todaro si consiglia di vedere "Uomini sul fondo", il film girato nel 1940 da Francesco De Robertis con assistente Roberto Rossellini: un'opera voluta dalla propaganda che invece anticipa la forza del neorealismo.