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Piera Degli Esposti, le parole e le storie: in una mostra l'omaggio all'attrice

Piera Degli Esposti, le parole e le storie: in una mostra l'omaggio all'attrice
Fino al 12 dicembre materiali teatrali, cinematografici, letterari messi in mostra dalla Cineteca di Bologna
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"Sono un’attrice italiana abbastanza considerata nel nostro Paese", scriveva Piera Degli Esposti a Robert Mitchum, confessandogli "ti amo da quando avevo quattordici anni", e sperava di incontrarlo, e poi ci riuscì come testimoniato dalle immagini felici dei due artisti, e dall’originale di quella lettera, che insieme a vari e importanti materiali di lavoro teatrale e cinematografico, e di natura letteraria, hanno cominciato a costituire l’archivio dell’Omaggio a Piera Degli Esposti acquisito e già progressivamente messo in mostra dalla Cineteca di Bologna diretta da Gianluca Farinelli, una dotazione arricchita dai fondi raccolti con pazienza dal fratello dell’attrice, Franco.

Chi vuole può fin d’ora recarsi, fino al 12 dicembre, alla Cineteca per consultare fotografie, sceneggiature, copioni, carteggi, appunti professionali, premi vinti come i David per L’ora di religione (c’è anche il manifesto) e Il divo, e un patrimonio significativo consiste nell’esposizione della libreria personale di Piera. Il progetto ideato e supervisionato da Gianluca Farinelli, indubbiamente col favore di Marco Bellocchio presidente della Cineteca e regista notoriamente legato all’attrice, va a inserirsi nella piattaforma esistente di circa quaranta fondi speciali di persone e personalità della cultura nazionale e internazionale del cinema, e Anna Fiaccarini, responsabile della biblioteca e degli archivi extrafilmici della Cineteca, fa sapere che il patrimonio documentario di Piera è infoltito di copioni e sceneggiature pieni di segni grafici, di annotazioni attoriali, di accenti, di sottolineature d’enfasi per la pronuncia, come s’usa nei fogli e nelle partiture musicali.

Possiamo render noto che l’elenco del patrimonio cartaceo ha in serbo, tra l’altro, grandi stampe di poesie e lettere di Pasolini includendo pagine di Petrolio, poesie di Amelia Rosselli, testi di protagoniste della tragedia greca, programmi di sala di Omaggio alla Duse, poesie di Michelangelo, il copione di Molly cara.

La collezione dei suoi libri, quasi un ritratto della persona, delle emozioni e delle sensibilità di Piera, fa toccare con mano le coste di 174 volumi, di cui una trentina con dedica (di Arnaldo Pomodoro, Hanna Schygulla, Glenn Close, e Eduardo De Filippo che le scrive “Lo sforzo che compie un uomo per trovare un senso all’esistenza è teatro”), libri di Jung, Groddeck, Freud, Derrida, Platone, Bataille, Hofmannsthal, Marina Cvetaeva, Robert Walser, Borges, Stanislavskij, Ionesco, Testori, Osborne, Elsa Morante, Kerry Kennedy, Elio Pecora su Sandro Penna, e di Alda Merini, Patrizia Cavalli, Anna Maria Ortese, Maurizio Grande su Marco Ferreri, Roth, Ikeda.

E ancora, pubblicazioni su D’Annunzio, o su Pina Bausch, e naturalmente varie opere di Dacia Maraini tra cui Storia di Piera di Maraini-Degli Esposti, e Bravo lo stesso! di Manuel Giliberti. E c’è spazio per l’editoria d’arte, libri su Tiepolo, Caravaggio, Giotto, Michelangelo, Leonardo, Guttuso, Chagall, Picasso, cataloghi di Medea di Pasolini, di Federico Fellini, di Milo Manara, su Bernardo Bertolucci, di Achille Bonito Oliva, e un saggio di Gregorio Botta.

Alla Cineteca c’è poi un’ampia raccolta di dvd, c’è la clip che Peter Marcias ha ricavato da Tutte le storie di Piera del 2013, racconto di trascorsi, amori e sogni di lei con carrellata di volti familiari (Lina Wertmuller, Dacia Maraini, Giuseppe Tornatore, Paolo e Vittorio Taviani, Marco Bellocchio, Nanni Moretti, Paolo Sorrentino, Riccardo Milani, Laura Delli Colli).

Si parla già anche dei prossimamente, per questo “Omaggio”: l’idea di Farinelli è di istituire un centro di ricerche, cinematografico e non, dedicato all’attrice; la Cineteca intende restaurare Il decimo clandestino di Lina Wertmuller con Piera protagonista, film tutto ambientato a Bologna; il fratello Franco Degli Esposti deve ancora ordinare e poi dotare la Cineteca dell’archivio di tutte le lettere della sorella, unitamente ad alcuni ritratti di Piera dipinti da pittori suoi amici; Manuel Giliberti ricaverà presto un documentario da un bel numero di copioni teatrali fatti oggetti di evidenziazioni e appunti di scena con calligrafia di Piera.