Il Pinocchio di Guillermo Del Toro disobbedisce per sfidare il fascismo
di Silvia Bizio , di Silvia Bizio"Ogni precedente versione di Pinocchio, compresa la fonte originaria di Collodi, parla dell'importanza dell'obbedienza e del dire la verità: il mio Pinocchio considera invece la disobbedienza come fattore principale nel tentativo di diventare umani. Per me, il primo passo verso la coscienza del sé è proprio la disobbedienza, grande spartiacque tra idee e ideologia". Così il regista/autore/produttore messicano Guillermo Del Toro, premio Oscar 2018 per La forma dell'acqua, sintetizza a grandi linee la differenza del suo nuovo Pinocchio rispetto agli innumerevoli precedenti, anche molto recenti (come quello di Robert Zemeckis, con Tom Hanks in un mix di live action e motion capture, o quello con Benigni di Garrone).
"Ogni precedente versione di Pinocchio, compresa la fonte originaria di Collodi, parla dell'importanza dell'obbedienza e del dire la verità: il mio Pinocchio considera invece la disobbedienza come fattore principale nel tentativo di diventare umani. Per me, il primo passo verso la coscienza del sé è proprio la disobbedienza, grande spartiacque tra idee e ideologia". Così il regista/autore/produttore messicano Guillermo Del Toro, premio Oscar 2018 per La forma dell'acqua, sintetizza a grandi linee la differenza del suo nuovo Pinocchio rispetto agli innumerevoli precedenti, anche molto recenti (come quello di Robert Zemeckis, con Tom Hanks in un mix di live action e motion capture, o quello con Benigni di Garrone).
Del Toro ha rinviato per anni questo progetto, pur avendo raggiunto una status che gli avrebbe permesso di fare qualsiasi cosa: "Ogni volta chesi ha l'opportunità di fare un film non andrebbe sprecata per fare qualcosa che altri hanno già fatto prima. Per Pinocchio mi premeva trovare una chiave originale. Poi ci ho messo un po' capire che la strada giusta era l'animazione stop-motion, che non avevo mai affrontato prima. È stato un viaggio meraviglioso".