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Steven Spielberg e i 40 anni di E.T. Dai fratelli Duffer al regista di Harry Potter ecco gli eredi di un maestro ineguagliabile

Il 7 dicembre usciva nelle sale italiane un film che avrebbe cambiato il Natale di milioni di bambini e per sempre la storia del cinema per ragazzi. Che oggi sono registi di una nuova generazione che paga il pegno a quel maestro
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Quarant'anni fa, il 7 dicembre, usciva nelle sale italiane un film che avrebbe cambiato il Natale di milioni di bambini e per sempre la storia del cinema per ragazzi. Perché se nelle sale americane il film di Steven Spielberg era arrivato a giugno per gli spettatori italiani che oggi hanno dai 45 ai 55 anni E.T. l'extraterrestre rimane indiscutibilmente il film sotto l'albero del Natale del 1982. E se negli Stati Uniti il film incassò 359 milioni di dollari superando Guerre stellari e accreditandosi allora come il film che aveva incassato di più nella storia, in Italia fu il titolo di maggior boxoffice di tutta la stagione '82-'83 arrivando a sfiorare 3 miliardi di lire. Quel film poi ha avuto una vita lunghissima, ritornato più volte in sala con sempre grande successo, oggi può essere rivisto su Prime Video o noleggiato Apple tv+ e conserva ancora intatta la sua magia.

Quarant'anni fa, il 7 dicembre, usciva nelle sale italiane un film che avrebbe cambiato il Natale di milioni di bambini e per sempre la storia del cinema per ragazzi. Perché se nelle sale americane il film di Steven Spielberg era arrivato a giugno per gli spettatori italiani che oggi hanno dai 45 ai 55 anni E.T. l'extraterrestre rimane indiscutibilmente il film sotto l'albero del Natale del 1982. E se negli Stati Uniti il film incassò 359 milioni di dollari superando Guerre stellari e accreditandosi allora come il film che aveva incassato di più nella storia, in Italia fu il titolo di maggior boxoffice di tutta la stagione '82-'83 arrivando a sfiorare 3 miliardi di lire. Quel film poi ha avuto una vita lunghissima, ritornato più volte in sala con sempre grande successo, oggi può essere rivisto su Prime Video o noleggiato Apple tv+ e conserva ancora intatta la sua magia.

Un film per fare pace col divorzio dei propri genitori

"All'inizio del film E.T. non c'era - ha raccontato Steven Spielberg nel bel documentario produzione HBO e disponibile su Sky - era il racconto degli effetti del divorzio dei genitori sui figli. Ho rivisto la mia infanzia nella storia di questa famiglia". Sì perché Spielberg era cresciuto in una non tipica famiglia americana: il padre era un genio dei primi computer, girava gli Stati Uniti e lavorava tutta la settimana, sei giorni su sette, spesso anche la sera tardi, la madre era per lui e le sue tre sorelle invece quasi una sorella. "Si divertiva più di noi figli a fare cose folli" racconta. Poi però ad un certo punto la madre è entrata in crisi, si è innamorata del migliore amico del padre e la famiglia si è sgretolata (salvo poi i due genitori ritrovarsi molti anni dopo ormai anziani, come si vede nel doc). Il giovane Spielberg ha dato tutta la colpa del divorzio del 1966 al padre e non gli ha più parlato per quindici anni buttandosi nel lavoro "esattamente come aveva fatto lui" racconta con amarezza il regista. La crisi della famiglia, Spielberg l'aveva già affrontata cinque anni prima con Incontri ravvicinati del terzo tipo, lì il padre in crisi era ancora presente, incarnato da Richard Dreyfuss, in E.T. invece la mamma Mary (Dee Wallace) è rimasta da sola a occuparsi dei tre figli tra cui Elliott il bambino che incontra l'extraterrestre. La più tenera però è la piccolissima Drew Barrymore nei panni della sorellina Gertie, da adulta l'attrice racconterà che per lei E.T. era reale.

E.T. una tartaruga senza guscio per colmare il vuoto nel cuore di Elliott

Fin da Incontri ravvicinati, ma ancor prima come dimostra il cortometraggio girato a diciassette anni dal titolo Firelight, Spielberg aveva deciso che se mai ci fosse stato un incontro fra l'umanità e qualcuno venuto dallo spazio sarebbe stato innocuo e costruttivo. Più recentemente Spielberg ha spiegato: "Un divorzio crea grandi responsabilità, specialmente se hai fratelli; tutti finiscono per prendersi cura l'uno dell'altro. E se Elliott, o il ragazzo - non avevo ancora immaginato il suo nome - avesse avuto bisogno, per la prima volta nella sua vita, di diventare responsabile di una forma di vita per colmare il vuoto nel suo cuore?". Così è nata la creatura meravigliosa, "brutta ma non spaventosa, come una tartaruga senza guscio" che il maestro degli effetti italiano Carlo Rambaldi realizzò per Spielberg.

Il cinema ad effetti speciali di Steven Spielberg

Gli eredi di Spielberg: da David Yates ai fratelli Duffer

Tra quei bambini che tra l'estate e il Natale del 1982 stavano in sala a stupirsi ed emozionarsi con l'extraterrestre, ma lo avrebbero poi fatto anche con la saga di Indiana Jones, con il franchise di Jurassic Park c'erano anche dei futuri registi. Tra coloro che può accreditare Steven Spielberg come fonte di ispirazione c'è sicuramente il regista degli ultimi Harry Potter e della saga di Animali fantastici, l'inglese David Yates. "Il film che mi ha portato al cinema è stato Lo squalo, di Steven Spielberg... E quella sorta di esperienza sinfonica... mi ha fatto venire voglia di fare cinema" ha raccontato il regista classe 1963 che quindi aveva 19 anni quando E.T. arrivò in sala.

Gli esperti hanno visto in certe inquadrature della saga dai romanzi di J.K. Rowling e in particolare nella battaglia finale di Harry Potter e i Doni della Morte: Parte 2 una vera e propria citazione dei primi piani che Spielberg ha dedicato ai suoi giovani protagonisti. L'inquadratura che racchiude esclusivamente il volto di Harry, mentre i suoi occhi si spalancano nella scena culminante del film incontra la liberazione catartica che la tecnica resa pratica dal regista ha messo a punto. Sarebbero nati solo due anni più tardi ma di sicuro E.T. lo hanno visto e rivisto in videocassetta e ogni volta che sarebbe poi passato nei decenni successivi in televisione i fratelli Matt e Ross Duffer, gemelli geniali della saga di Stranger Things che al cinema di Zemeckis, Spielberg e Lucas si sono ispirati per la loro saga da record. Ora poi il sogno dei fratelli di Durham si è coronato entrando a far parte di un progetto che porta la firma di due dei loro miti: Stephen King e appunto Steven Spielberg. Saranno infatti gli showrunner della serie The talisman dal romanzo di King di cui Spielberg si era aggiudicato i diritti. "Con Spielberg ciò che è davvero stimolante sia quanto ama la gioia della narrazione, in particolare con questa storia. Ci sono molte cose soprannaturali, c'è un lupo mannaro, molte cose eccitante che stanno accadendo. Ma alla radice di tutto si tratta di una madre e suo figlio e della loro relazione e del loro amore reciproco" hanno dichiarato.

Se poi vogliamo cercare tra i registi italiani di quella generazione chi potrebbe essere cresciuto a E.T. e Indiana Jones la risposta è piuttosto chiara e si tratta di nuovo di una coppia di fratelli. Marco e Antonio Manetti che al cinema fantastico hanno dedicato i primi film della loro filmografia e anche qualche incursione da produttori. In occasione della presentazione de Il mostro della cripta infatti dicevano: "Gli omaggi sono molteplici, ai Gremlins, ai Goonies, a E.T., al mondo di fantasia dei romanzi di Stephen King e più in generale a quel luogo dove i sogni adolescenziali diventano realtà. Il nostro film in fondo cerca di rispondere alla domanda: la fantasia di un appassionato di horror può diventare realtà?".