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Sigourney Weaver ritorna ragazzina in 'Avatar 2': "Un ruolo nato a pranzo"

L’attrice torna nella saga di James Cameron reincarnata nel corpo di Kiri, una Na'vi adolescente
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Che Sigourney Weaver fosse capace di resurrezione lo sapevamo dai tempi di Alien. Ma in Avatar 2 - La via dell'acqua, l'attrice, 73 anni, torna adolescente, reincarnata nel corpo di una Na'vi quattordicenne, Kiri. Il secondo capitolo, tredici anni dopo il film record, consegna una nuova era tecnologica anche nel campo della motion capture, la tecnica che cattura movimenti ed espressione degli attori: James Cameron insiste sui primi piani, sulle emozioni di queste fiere creature blu alte tre metri, più umane che mai. Kiri - Weaver teenager - è figlia della scienziata che, morta alla fine del primo film, veniva affidata a Eywa, lo spirito del pianeta: la sua avatar è rimasta incinta, chi sia il padre è un mistero della fede. L'attrice compare in tre versioni, quindi: la scienziata umana (ringiovanita), la Na'vi adulta e la nuova generazione, Kiri. Cameron ha confessato che per nulla al mondo avrebbe rinunciato a Weaver, e lei - all'incontro con la stampa - dice: "Non immagino nessun altro regista in grado di creare un mondo così dettagliato e autentico, pieno di storie: è un racconto di formazione, un rapporto d'amore, la collisione di due mondi".

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Kiri è nata durante un incontro a tavola: "Eravamo a pranzo, Jim inizia a parlarmi di questa ragazza della foresta che poteva comunicare con gli animali e con le piante, che aveva un dono speciale di connessione con gli esseri viventi. E che ha un forte legame con Eywa. Mi dice 'avrà circa 14 anni, tu e io sappiamo quanto sei immatura, sarai in grado di gestirla'". Sullo schermo ecco una Sigourney ragazzina che non abbiamo mai conosciuto. "Era disegnata in modo fin troppo perfetto, ho preteso che fosse spettinata e sciatta, come gli adolescenti. Zoe Saldana, la mia madre adottiva, chiede ai fratelli di proteggermi ma io mi sono vivamente ribellata: nessuno deve prendersi cura di me. Lei e Sam Worthington nella vita sono genitori di bimbi dolci, si sono trovati a gestire adolescenti lunatici e imprevedibili".

Si è preparata a tornare indietro nel tempo "frequentando lezioni a liceo e in altri luoghi per ragazzi per sentire il tono delle voci, tra i 12 e i 15 anni c'è un'infinita variazione di voci. Ho ripensato a me stessa, volitiva ma anche una mocciosa, sempre la più alta della classe, con l'amico che arrivava alla vita. In Kiri ho rivissuto l'adorabile ragno che ero". Ancora più forte il tema del rispetto dell'ambiente e l'integrazione delle culture: "Abbiamo girato prima del Covid, ma con quell'esperienza il nostro sguardo è cambiato. I messaggi più forti sono riflessioni sull'ambiente, sulla mancanza di rispetto per i nostri simili, per gli animali e vegetali. Lo sento come un film perfetto per l'oggi". Ed è un racconto sulla famiglia fatto per famiglie: "Cameron ha raccontato la sua, con quattro figli, che come le nostre, è imperfetta, litigiosa, unita. La incontri sullo schermo, ne fai parte, non la lasci più". Il film è visivamente spettacolare e altamente coinvolgente, un altro pianeta rispetto alla visione da salotto, (meglio se visto in ISense o Imax). Sigourney scherza: "Non consiglio il pop corn, non te lo gusti perché non puoi perderti neanche un fotogramma".

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