✕

Morto Lando Buzzanca, il ricordo di Stefania Sandrelli: "È stato il mio primo fratellone sul set"

Hanno lavorato insieme in due film di Pietro Germi, 'Divorzio all'italiana' e 'Sedotta e abbandonata'
2 minuti di lettura

"Io ho capito subito la sua grandezza", dice Stefania Sandrelli, ricordando lo scomparso Lando Buzzanca, morto a Roma a 87 anni. I due hanno lavorato insieme in Divorzio all'italiana di Pietro Germi del 1961, seguito pochi anni dopo da Sedotta e abbandonata.

Avete girato insieme due film, Divorzio all'italiana nel 1961 e Sedotta e abbandonata, nel 1964.

"Sì, in Divorzio all'italiana faceva il marito di mia sorella, in Sedotta e abbandonata era mio fratello e grazie a lui abbiamo fatto arrabbiare Pietro Germi. Su Divozio, che era il mio primo film, ci vedevamo sempre, mi raccontava delle cose, mi faceva morire dal ridere, era un mattoide. Ogni sera cenavamo insieme agli attori in una allegria assoluta".

Cosa aveva di speciale?

"Quel pizzico di follia che lo faceva diventare surreale, era come se recitasse sempre. Non l'ho mai visto serio, era una persona viva, sensibile, soprattutto autoironica. Mi mancherà molto perché …

"Io ho capito subito la sua grandezza", dice Stefania Sandrelli, ricordando lo scomparso Lando Buzzanca, morto a Roma a 87 anni. I due hanno lavorato insieme in Divorzio all'italiana di Pietro Germi del 1961, seguito pochi anni dopo da Sedotta e abbandonata.

Avete girato insieme due film, Divorzio all'italiana nel 1961 e Sedotta e abbandonata, nel 1964.

"Sì, in Divorzio all'italiana faceva il marito di mia sorella, in Sedotta e abbandonata era mio fratello e grazie a lui abbiamo fatto arrabbiare Pietro Germi. Su Divozio, che era il mio primo film, ci vedevamo sempre, mi raccontava delle cose, mi faceva morire dal ridere, era un mattoide. Ogni sera cenavamo insieme agli attori in una allegria assoluta".

Cosa aveva di speciale?

"Quel pizzico di follia che lo faceva diventare surreale, era come se recitasse sempre. Non l'ho mai visto serio, era una persona viva, sensibile, soprattutto autoironica. Mi mancherà molto perché con lui ho fatto due dei film più belli, secondo me, del cinema italiano. I rapporti allora tra noi attori erano intensissimi, vivevamo sul set, diventavamo amici".

Vi siete conosciuti su set di Divorzio all'italiana?

"Sì. Era straordinario, recitava anche fuori dai ciak. E non dimenticherò mai le urla di Germi sul set di Sedotta e abbandonata, quando la nostra famiglia va al bar e mette in scena una pantomima per il pubblico del paese. Io sapevo che mio padre, Saro Urzi, e tutta la famiglia sarebbe entrata nel dramma tornati a casa, sapevo che mio padre mi avrebbe picchiata e rinchiusa in una stanza. Ma intanto in questa pasticceria facevamo un film nel film per mostrare che tutto era normale e l'onore della famiglia era salvo. E nella scena lui era appunto mio fratello che papà mandava a uccidere il seduttore che mi aveva disonorato. E lui era tutto tranne che un potenziale assassino, gli era venuta una febbre sulle labbra e non riusciva a parlare. Mio padre chiedeva che gelato volevamo, lui malgrado tutto non voleva rinunciare al gelato e biascicava e lo sentivo, io piccolina lui alto due metri: 'Lo voglio al pistacchio'. Non sono riuscita a fare un ciak buono, neanche uno, dalle risate. E Germi urlava..."

Poi lui fu ribattezzato "homo eroticus", ma non era un seduttore sul set.

"Assolutamente no e non l'ho mai pensato. Era troppo buffo, quella era un'etichetta da film".

Il film che preferisce nella carriera di Buzzanca?

"Non l'ho seguita attentamente. Certo è difficile il confronto con quei due film che abbiamo fatto insieme. Lui era contento della sua carriera, non pensava di arrivare alle vette invalicabili del cinema, era molto felice del risultato del suo lavoro".

Vi siete frequentati negli anni?

"Raramente. Ma io avevo una cassetta di sicurezza vicino a casa sua e allora ci incontravamo. Era così carino, mi adorava, amava farmi ridere, non voleva lasciarmi mai. Ci seguivamo a distanza ed ero felice dei suoi successi. È stato il mio primo fratellone cinematografico, che mi ha fatto morire dal ridere. Il ricordo di lui è indelebile".