Berlinale 2023, il cinema si schiera contro la guerra. Zelensky: "Putin vuole in Ucraina i muri della Guerra Fredda"
di Arianna Finos , di Arianna FinosPer l'Ucraina ci sono Zelensky e Sean Penn, le donne in rivolta dell'Iran hanno il volto della giurata Golshifteh Farahani, a ricordare il conflitto in Bosnia è atteso il doc sullo storico concerto degli U2 a Sarajevo, prodotto da Matt Damon e che dovrebbe essere accompagnato da Bono Vox. E ancora, Joan Baez e la sua lotta politico musicale sono ripercorsi in un film. La Berlinale mette al centro le questioni calde del pianeta, attori e registi mettono la loro fama al servizio della causa. La sensibilità politica della Berlinale è del resto sempre stata presente, nelle selezioni e nei verdetti. Indimenticabile l'immagine di Meryl Streep che consegna l'Orso d'oro a Gianfranco Rosi a Fuocoammare e ai migranti di Lampedusa.
Per l'Ucraina ci sono Zelensky e Sean Penn, le donne in rivolta dell'Iran hanno il volto della giurata Golshifteh Farahani, a ricordare il conflitto in Bosnia è atteso il doc sullo storico concerto degli U2 a Sarajevo, prodotto da Matt Damon e che dovrebbe essere accompagnato da Bono Vox. E ancora, Joan Baez e la sua lotta politico musicale sono ripercorsi in un film. La Berlinale mette al centro le questioni calde del pianeta, attori e registi mettono la loro fama al servizio della causa. La sensibilità politica della Berlinale è del resto sempre stata presente, nelle selezioni e nei verdetti. Indimenticabile l'immagine di Meryl Streep che consegna l'Orso d'oro a Gianfranco Rosi a Fuocoammare e ai migranti di Lampedusa.
Al centro di questa edizione, che premierà Steven Spielberg, ci sono Sean Penn e Volodymyr Zelensky, che era nei giorni scorsi dato fisicamente presente, invece ha scelto un collegamento video in diretta. Introdotto dall'amico cineasta che gli ha regalato l'Oscar vinto per Mystic River e accolto da un applauso infinito, ricorda quanto il cinema tedesco abbia raccontato come si superano muri e divisioni. Poi dice: "L'Ucraina oggi è come la Berlino della Guerra Fredda: Putin vuole gli stessi muri".
Girato da Penn e Aaron Kaufman, Superpower racconta mesi di incontri, di persona e su zoom con il presidente Zelensky: nel primo, il 23 febbraio, era vestito in giacca e cravatta, il giorno dopo sarebbero piovute le bombe russe e avrebbe iniziato a indossare abiti militari. L'idea del film era raccontare la parabola di un professore che nella serie diventa presidente, nella realtà è successo al suo protagonista: "La gente lo conosceva e quando è entrata in politica ha reagito al personaggio", ha detto Penn, che paragona Ucraina e Russia a Davide e Golia. "È un film girato in condizioni difficilissime, racconta anche il ruolo dell'arte e dell'artista in questi tempi difficili", dice Carlo Chatrian, direttore artistico italiano che dirige il Festival (con la tedesca Mariette Rissenbeck).
Non è la sola celebrazione che ricorda l'anniversario dall'inizio della guerra, ci saranno nove nuovi film ucraini, c'è un sistema di finanziamento degli artisti e anche un analogo sguardo e sostegno al cinema iraniano. Con i suoi 83 anni arriva a Berlino anche la combattente Joan Baez, protagonista del doc I am a noise, una carriera sempre in prima linea sui diritti, come pure è gradito il ritorno di Margharete Von Trotta, un film sul fatale incontro amoroso tra Ingeborg Bachmann e Max Frisch nel '58. Il ventaglio delle cinematografie è largo, non solo tra i diciotto film in concorso, sei diretti da donne. Parlano di razzismo verso gli aborigeni i australiani mentre il francese Nicolas Philibert con L'adamant racconta un centro diurno galleggiante nella Senna che accoglie adulti con problemi mentali. Dall'Italia in gara Disco Boy di Giacomo Abbruzzese, ci porta sul Delta del Niger tra Legione straniera e giovani che vogliono emigrare.
E oggi è il giorno di Mario Martone e il suo appassionato documentario su Massimo Troisi, Laggiù qualcuno mi ama, Pierfrancesco Favino sarà protagonista di L'ultima notte di amore, triller notturno di Andrea Di Stefano. Tra le "shooting star", gli attori emergenti d'Europa. è stata chiamata Benedetta Porcaroli.