Benedetta Porcaroli a Berlino: "Vivo a cento all'ora, trovo il tempo per chi amo e non tradisco mai"
dalla nostra inviata Arianna Finos , dalla nostra inviata Arianna FinosMaxi maglione a collo alto su stivali a coscia bianchi con laccetti e tacco vertiginoso, Benedetta Porcaroli, 24 anni, è l'immagine dello shooting star, giovane promessa del cinema europeo scelta dalla Berlinale 73 come un talento su cui l'industria europea deve puntare. Arriva puntale all'appuntamento all'hotel Movenpick, si siede e sospira: "Io che non porto mai i tacchi nella vita…È felice per carità, ma anche sconcertata dalla tabella di marcia serratissima, servizi fotografici, incontri con produttori e casting director. "Ma certo è anche bello, soprattutto conoscere le storie degli altri giovani del nostro gruppo". Nella motivazione della scelta della Berlinale un accenno alla sua malinconia, "Sono una romantica passionale, e quindi anche malinconica. È un sentimento che mi appartiene. È anche il mio momento di crescita, studio, un processo in cui le emozioni si mischiano. Uno dei pochi momenti …
Maxi maglione a collo alto su stivali a coscia bianchi con laccetti e tacco vertiginoso, Benedetta Porcaroli, 24 anni, è l'immagine dello shooting star, giovane promessa del cinema europeo scelta dalla Berlinale 73 come un talento su cui l'industria europea deve puntare. Arriva puntale all'appuntamento all'hotel Movenpick, si siede e sospira: "Io che non porto mai i tacchi nella vita…È felice per carità, ma anche sconcertata dalla tabella di marcia serratissima, servizi fotografici, incontri con produttori e casting director. "Ma certo è anche bello, soprattutto conoscere le storie degli altri giovani del nostro gruppo". Nella motivazione della scelta della Berlinale un accenno alla sua malinconia, "Sono una romantica passionale, e quindi anche malinconica. È un sentimento che mi appartiene. È anche il mio momento di crescita, studio, un processo in cui le emozioni si mischiano. Uno dei pochi momenti che prendo per me e che non ha a che fare con la tristezza". La sua è una carriera in ascesa, Baby è cresciuta bene.
Che direbbe alla ragazzina che era nel 2015, ai tempi di "Tutto può succedere"?
"Non me l'aspettavo, né avevo mai pensato di farlo. Una strada che è venuta incontro per caso e che ho scelto successivamente quando ho capito che mi trovavo a mio agio nei panni degli altri. Mi pare di aver fatto piccoli passi, cose di cui sono felice, sfide anche complicate. È un mestiere difficile, una maratona lunga e tortuosa. Ma per me è prima di tutto una grande passione e cerco di ancorarmi a questo. All'inizio i ruoli erano più facili, ero piccola, mi dicevano che ero naturale e all'inizio pensavo che fosse sufficiente. Mi proponevano anche ruoli con meno sfumature. Gli ultimi che ho interpretato, La scuola cattolica, L'ombra del giorno, Amanda, sono personaggi complessi".
Come regge la pressione di una vita a cento all'ora?
"In questa vita a cento all'ora è tantissimo tutto, ha un'intensità, nel bene e nel male, molto elevata. È molto difficile poi autodefinirsi nei momenti di cambiamento. Mi vedo per certi versi simile a quello che ero e per altri che mi appoggio ad altre cose che oggi capisco essere componenti della mia personalità. Non so quanto sto bene nei miei panni, ma questo come tutti noi. Siamo così complicati tutti. Di sicuro è un momento di passaggio. Ci sono fasi della vita in cui le cose sono stabili, questo invece è un momento in cui davvero tante cose stanno cambiando, sto forse diventando una donna e faccio anche i conti con questo cambiamento a tratti anche un po' doloroso e nostalgico, ma anche molto curioso".
Venezia 79 'Amanda' con Benedetta Porcaroli - clip
Perchè doloroso? E quali sono le cose che cambiano?
"Perché come in tutti i momenti di rottura ti vedi che cambi. Alla ragazzina che ero direi: ti rendi conto? Chi l'avrebbe mai detto? Le cose che cambiano sono il modo in cui percepisci le cose".
Cosa ha perso e cosa ha guadagnato?
"Ho perso la spensieratezza anche se non è che ne avessi mai avuta così tanta. Quel coraggio che prendi e fai le cose senza pensare non c'è più. Però oggi riesco a dare loro il giusto valore, credendo molto in quello a cui scelgo di attribuirgliene. Vale per il lavoro, le relazioni, per persone che amo. Cerco di autocorreggermi in alcune cose. Ma non in modo ossessivo, la vita è troppo complicata e difficile. Vorrei essere una buona compagna, amica, attrice, figlia. Un sacco di cose. Ma non snaturandomi, ed è quello che cerchi di fare crescendo".
Quali sono i progetti a cui tiene oggi?
"Ho fatto Il vangelo secondo Maria di Paolo Zucca, dal romanzo di Barbara Alberti, abbiamo girato in Sardegna la scorsa estate. Interpreto la vergine Maria, sono in tutte le scene del film - che si ribella al suo destino. E che vorrebbe fare un figlio ma con un uomo che ama, non con l'imposizione dell'altissimo che scende su di lei e non le chiede il permesso. È stata una esperienza bellissima, è stato il personaggio forse più totalizzante finora. Una Maria in movimento, non una statua ma una ragazza della Galilea che vorrebbe studiare, imparare, essere una ragazza libera di decidere quello che sarà la sua vita. E invece subisce, tragicamente. La vogliono dare sposa a tutti i costi a un uomo, quando finalmente sarà sul punto di amarlo, cosa che non avrebbe immaginato, il destino le preannuncia che sarà la madre del messia e questa coppia verrà distrutta, anche dalla violenza di questa cosa".
E poi c'è l'horror, 'Immaculate' di Michael Mohan con la Sidney Sweeney di 'Euphoria' e Alvaro Morte, ambientato in un convento in Italia.
"Sono una suora, amica della protagonista Sidney Sweeny. Abbiamo girato a Roma. Mi piacciono gli horror ma quelli alla Lasciami entrare. Non sono amante del genere Saw e L'enigmista".
Quanto è proiettata verso il cinema internazionale?
"Amo l'Italia e credo che abbiamo talenti e sguardi interessanti. Non è che proprio mi voglio dare alla fuga. Mi piace credere nel nostro cinema, cosa che faccio. Però l'opportuna di fare film belli anche in altri paesi è sempre prezioso. Non ho l'american dream. Farò una coproduzione americana e italiana grande per Netflix più avanti, ma non ne posso parlare".
Film che ha visto e che ha amato?
"Spielberg, Decision to leave, Living ... sono molto curiosa di vedere il film di Martone su Troisi. Vedo quasi un film al giorno. Ma ritaglio anche il tempo per andare in vacanza, fare sport, leggere, grandi passeggiate. Faccio una vita semplice".
Della ragazzina che salvava gli insetti dalla piscina
"Il voler essere dalla parte del giusto, l'ingiustizia mi fa andare fuori di testa, non me ne faccio una ragione. E anche chi non si ribella".
Il tratto di idealista che il porsi sempre in modo diretto con gli altri sta cambiando dopo tutta l'esposizione mediatica in questi anni?
"Ogni tanto sì. Mi dà fastidio quando strumentalizzano la mia vita privata soltanto per far comprare quel giornaletto. Questo mi innervosisce. Mi dicono che devo parlare di meno, non dire i fatti miei, ma io ho fiducia negli esseri umani. Per me il tradimento è una cosa che non è prevista e non tradisco nessuno. Quindi l'idea che qualcuno lo possa fare a me stupisce. Ma sto imparando a trattenermi. Ma, anche se è vero che ci rimetti un po' e prendi qualche tranvata, la trasparenza paga. A volte mi dicono "ti devo fare la domanda" e io dico "beh ma io non ti rispondo". Danno per scontato che dobbiamo essere a disposizione raccontando le cose più profonde. Poi purtroppo escono le foto, e quindi anche gli articoli. Ma io non parlerei mai dei fatti miei. Anche perchè davvero pensi che lo venga a dire a te quello che ho passato con una persona che ho amato?".
Lei ha girato "Amanda" e "La scuola cattolica", due film forti che tanti ragazzi hanno visto.
"Mi piace andare nelle scuole, c'è una generazione pazzesca che partecipa. Mi dicono cose commoventi, intelligenti, è come se attraverso di te traducessero la loro rabbia, urgenza, conflitti, le loro rotture. E poi ti dicono questo, che incarni per loro tutta questa cosa qua, questa sorta di riscatto generazionale. Non mi perdo l'occasione di incontrare ragazzi. Hanno una grande consapevolezza, sono meno leggeri delle generazioni precedenti, ci sono argomenti in cui hanno un grande investimento emotivo. Per Amanda mi hanno parlato tanti della solitudine, dell'incomunicabilità, specie dopo il Covid. È come se il cinema avesse ritrovato quello che è il suo compito, far sentire la gente meno sola. La condivisione. È bellissimo andare nella sala a parlare con loro e loro hanno bisogno di parlare con te. Il rischio della piattaforma è che non sai quanti hanno il tuo problema, perchè il film lo vedi da solo e da solo rimani".
Usa i social?
"Sì. Ma come per ogni cosa serva una educazione".
Momento migliore e peggiore della carriera?
"Essere stata candidata ai David di Donatello, l'aver vinto il David giovani con il film di Francesco Amato. Ma i momenti belli per me sono quando incontro persone che mi dicono cose belle per strada. Più che al palcoscenico lo collego all'interazione, all'empatia, a quello che hai trasferito. Una cosa che scopri attraverso gli altri. Il peggiore? Non ho avuto momenti orrendi, ci sono stati momenti all'inizio quando essendo una macchina complicata quella del cinema cercavano di spiegarmi come funzionava e forse in quelle occasioni sono stati anche a volte un po' rudi nei modi. Sono stata male rispetto a progetti che non sono riuscita a prendere. Ma paradossalmente il lavoro è la cosa che mi ha fatto stare più tranquilla nella vita".
Quanto conta l'umorismo nella sua vita?
"Moltissimo, mi ritengo una persona simpatica, lo sono tutti quelli della mia famiglia. Mi fanno ridere cose banali e sottili, amo Woody Allen, Massimo Troisi, Checco Zalone, Ricky Gervais, un sacco di cose. Mi dipingono gli amici come un personaggio buffo, di una sorta di fumetto. A me piace moltissimo Diane Keaton".
Attrici che le piacciono?
"Kate Winslet e la presidente di giuria qui, Kristen Stewart: perchè sono sincere, dirette. Mi piace di Stewart anche l'impegno, l'attivismo, il suo essere produttrice e regista. Prima e poi anche io girerò un film, con il tempo".
Una piccola pazzia che ha fatto nella vita?
"Non è una cosa pazza, ma una di cui mi sono pentita; il tatuaggio con l'occhio disegnato sul retro del collo, con l'idea che così mamma mi guardasse... ora me lo devono coprire tutti i giorni sul set, mamma comunque rimane tutti giorni nel mio cuore, ci parliamo sempre...il tatuaggio invece lo devo coprire".