Il cinema salvato dai ragazzi: "L’America non si demolisce"
di Paolo Di Paolo , di Paolo Di PaoloSai quelle storie che sembrano fatte apposta per diventare un film? Meta-cinema, nello specifico, dacché appunto di cinema si tratta. Comincia così: c'era una volta un vecchio stabile a Trastevere - il set è già magico, no? Pittoresco, direbbe il turista di passaggio - che prima ospitò un teatro e poi, dalla metà degli anni Cinquanta, un cinema chiamato America. Chiuse i battenti nel 2000, a ventesimo secolo appena congedato: e anche questa è una scena triste, solitaria e finale, però drammaturgicamente efficace. L'antica insegna resta lì, ma il cinema diventa un cinema fantasma.
Il progetto di riconversione alla romana (o…
Sai quelle storie che sembrano fatte apposta per diventare un film? Meta-cinema, nello specifico, dacché appunto di cinema si tratta. Comincia così: c'era una volta un vecchio stabile a Trastevere - il set è già magico, no? Pittoresco, direbbe il turista di passaggio - che prima ospitò un teatro e poi, dalla metà degli anni Cinquanta, un cinema chiamato America. Chiuse i battenti nel 2000, a ventesimo secolo appena congedato: e anche questa è una scena triste, solitaria e finale, però drammaturgicamente efficace. L'antica insegna resta lì, ma il cinema diventa un cinema fantasma.
Il progetto di riconversione alla romana (o all'italiana) prevedeva l'apertura di una sala bingo, opzione oscena che fu evitata da una sollevazione rionale. E anche quella della protesta rumorosa e appassionata è una scena perfetta per il film futuro. Così come quella dell'insediamento - dopo l'ulteriore e sventato rischio di metamorfosi in palazzina residenziale più parcheggio - di un gruppo di ragazzi e ragazze: un'occupazione il cui primo atto ha compiuto un decennio. Gli Occupanti ebbero - e questo fa molto Nuovo Cinema Paradiso - la loro visione: recuperare lo spazio come sala proiezioni; dopo uno sgombero, guadagnarono per testardaggine o, come si dice anche in zona, per tigna, un comodato d'uso. Nella botteguccia che inizialmente fu concessa fare cinema era impossibile; e questo impedimento determinò un'ulteriore intuizione: quella che ha portato il Cinema America nelle piazze, con i maxischermi in centro e in periferia che hanno fatto brillare le estati romane come non brillavano da un po'.
L'idea di riaprire il vecchio America resta comunque lì, come un sogno disattivato dall'ottusità delle istituzioni e della burocrazia. I giovani Occupanti non restano con le mani in mano, calamitano l'attenzione delle star del cinema non solo italiano, da Ettore Scola a Sorrentino e Bertolucci. "Un tabaccaio che lo conosce ci aiuta a contattare Carlo Verdone", ed ecco Verdone. Una sera - nell'affollatissima arena estiva di piazza San Cosimato - sale sul palco Jeremy Irons indossando la t-shirt bordeaux diventata una specie di simbolo e una divisa. Tanto più quando arrivano bordate politiche insensate (una esponente del Movimento 5Stelle liquidò l'impresa come feticismo per cinefili. Ah, l'ignoranza al potere!) o vere e proprie aggressioni (minacce, botte, testate sul naso di evidente derivazione neofascista, o forse solo stronza). Ma il vero gigantesco troneggiante mortale nemico del fare - più del provocatore in camicetta nera o del residente indispettito - è come sempre nel nostro paese la Burocrazia. I cui legacci, le cui maglie soffocano qualunque slancio: vedi quando il cinema in piazza rischiò di incagliarsi per una obiezione della giunta Raggi sulla mancata partecipazione al bando. Ah, i bandi! In Italia moriremo tutti così, dolcemente, compilando quintali di documenti per partecipare a un bando.
Gli impedimenti hanno la loro parte in ogni vicenda romanzesca, e tant'è: ma poi uno si aspetta il lieto fine. Eccolo. Dopo undici anni di battaglia legale - per stare alle parole che una voce fuori campo pronuncerà verso fine film, con tono allegramente fantozziano - la sesta sezione del Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato dalla proprietà privata dell'ex Cinema America definendolo "palesemente infondato". In quanto "rara testimonianza della storia della cultura degli anni Cinquanta" non potrà essere né demolito né riconvertito. Ai proprietari toccherà pure farsi carico dei costi di restauro e conservazione dell'immobile, inquadrato come bene culturale ai sensi dell'articolo di un decreto legge naturalmente provvisto di molti commi.
È oggettivamente anche una vittoria dei ragazzi del Cinema America. Che nel frattempo hanno reinventato un altro spazio romano, il cinema Troisi, dandogli una dimensione culturale larga e politica (un dialogo pubblico Loach/Chomsky!); e che ora si mettono a disposizione per il nuovo corso del Cinema America. Al film futuro potrebbe aggiungersi un altro capitolo. A questo punto, meglio una serie tv.